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Figliuolo in Molise, piano vaccinale sotto esame. I nodi del ritardo di fine aprile e il padiglione mai realizzato

Sarà una visita di cortesia quella del commissario nazionale per l'emergenza covid che sta girando l'Italia assieme al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio? Probabilmente domani sul tavolo di Palazzo Vitale saranno chiarite una serie di questioni spinose: dai ritardi rilevati negli ultimi giorni ai disagi per i caregiver fino al mancato avvio dei lavori per ampliare le terapie intensive nella Torre covid dell'ospedale di Campobasso.

Non sarà probabilmente una visita di cortesia e l’inflessibile generale che sta girando l’Italia in divisa forse non porterà i cioccolatini al presidente Donato Toma e al direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano.

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La riunione operativa che si terrà domani pomeriggio (6 maggio) a Palazzo Vitale, prima del sopralluogo al centro vaccinale allestito all’interno della Cittadella dell’economia, servirà a chiarire e risolvere i nodi della campagna di immunizzazione del Molise. Regione che, certo, sta procedendo a buon ritmo, ma nella quale qualche criticità è emersa.

Le vaccinazioni domiciliari ad esempio: senza il personale dell’Esercito l’immunizzazione per gli anziani che non riescono a spostarsi da casa per problemi di salute sarebbe rimasta molto indietro. E poi, i fragili e i caregiver: molti (stando alle segnalazioni giunte in redazione) non sono stati chiamati nonostante la prenotazione.

E ancora: non è entrato in funzione il quarto punto vaccinale a Campobasso, il drive-through in contrada Selvapiana (di fronte alla Cittadella dell’Economia, nel parcheggio dello stadio, ndr). Stesso discorso per i centri vaccinali allestiti nei paesi: sono attualmente scatole vuote, strutture inutilizzate.

Infine il massimo responsabile nazionale dell’emergenza covid, che arriverà domani 6 maggio in Molise assieme al capo della Protezione Civile Nazionale Fabrizio Curcio, potrebbe chiedere il conto sul ‘pasticcio‘ che ha portato al mancato avvio dei lavori per ampliare i posti letto di Terapia intensiva e sub-intensiva nel padiglione covid adiacente all’ospedale Cardarelli di Campobasso, nel quale anche l’attività per i malati non covid è in gran parte paralizzata tanto da rendere necessario il blocco dei ricoveri programmati che perdura da diversi giorni, creando non pochi problemi ai cittadini che necessitano di cure extra-covid.

Probabilmente il generale chiederà perché la cosiddetta Torre covid è diventata ostaggio della querelle fra le tre imprese coinvolte e poi perché, nel momento in cui la ditta esecutrice dei lavori ha dato la sua disponibilità ad accettare la consegna del cantiere alla fine di marzo, nella Torre covid non si è comunque vista l’ombra di un operaio o di un mezzo meccanico nonostante il finanziamento da 6 milioni concesso addirittura dall’ex Governo Conte.

Una torta ricca, sulla quale non è mancata la ciliegina: il padiglione è finito anche nella maxi-inchiesta sull’emergenza sanitaria della Procura di Campobasso. 

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Insomma il generale potrebbe tirare fuori la penna rossa e blu e chiedere spiegazioni dello stallo sulla Torre covid ai vertici Asrem, soggetto attuatore scelto dall’ex commissario Domenico Arcuri.

Dunque è segnata da qualche tensione la vigilia della visita dei vertici nominati dal governo Draghi per affrontare l’emergenza sanitaria provocata dal covid. Dal Movimento 5 Stelle c’è chi azzarda una previsione ed è pronto a scommettere: il commissario “non verrà a promuovere la Regione sul Piano di immunizzazione”. Ne è convinto il consigliere regionale Fabio De Chirico.

fabio dei chirico

A suo avviso, “il presidente Toma e il direttore Asrem Florenzano dovranno rispondere alle domande sui motivi dei rallentamenti nelle ultime settimane, in particolar modo sul crollo nel numero di prime dosi somministrate. La Struttura Commissariale capeggiata dal generale Figliuolo, infatti, aveva indicato per le Regioni target giornalieri (per la nostra regione era stata alzata l’asticella a 2.600 quotidiane, ndr) crescenti per il periodo 23-29 aprile che dovevano essere rispettati per portare a quota 500 mila entro la fine del mese il totale delle dosi somministrate in un giorno. Il Molise è una delle poche regioni che ha fallito l’obiettivo”. Dal sito regionale emerge infatti che dal 23 al 29 aprile le somministrazioni sono state complessivamente 11.910, dunque persino meno del traguardo (inizialmente fissato) delle 2mila al dì. Dal 30 aprile ad oggi invece l’andamento è decisamente migliorato.

Seconda questione. Il consigliere regionale pentastellato ricorda che il report settimanale della Struttura governativa sull’andamento della campagna vaccinale riferito al periodo 23-29 aprile ha evidenziato “che, per quanto riguarda gli aggiornamenti riferiti alle due categorie over 80 e 70-79, il Molise è in forte ritardo: rispettivamente 18,89% (5.143 persone) e 45,47% (14.083 persone) sono nel report le percentuali di popolazione molisana ancora in attesa di prima dose di vaccino”.

Infine, anche De Chirico ricorda lo stallo della Torre Covid: “la riunione a Palazzo Vitale sarà occasione, inoltre, per parlare di un altro insuccesso che riguarda il Molise e che interessa Figliuolo e la sua struttura commissariale. Cioè la mancata esecuzione dell’appalto relativo al progetto di potenziamento ospedaliero al Cardarelli, aggiudicato dalla stessa struttura quando, a fine ottobre scorso, era capeggiata dal predecessore Arcuri”.

Il governatore Toma è di tutt’altro avviso: “Dopo quella del sottosegretario Costa, registriamo con piacere la visita del generale Figliuolo e dell’ingegnere Curcio. La campagna vaccinale sta procedendo speditamente. Abbiamo somministrato oltre 127 mila dosi e contiamo di accelerare con le inoculazioni giornaliere. Tra gli altri argomenti da discutere, parleremo di ciò con Figliuolo e Curcio, affinché tale aspettativa possa concretizzarsi anche con il loro sostegno”. (SP)