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Figliuolo e Curcio a Campobasso. Vaccini, Molise potrebbe aprire ai 45-50enni entro giugno

Il commissario nazionale all'emergenza covid e il capo della Protezione civile nazionale hanno avviato un tour di ricognizione della campagna vaccinale delle singole regioni italiane per rispettare il nuovo obiettivo imposto dal Governo: 500mila iniezioni al giorno. Giovedì saranno a Campobasso per una riunione operativa sul piano di immunizzazione che a breve registrerà novità: il farmaco anti-covid sarà inoculato ai sessantenni, a giugno si procederà con le fasce anagrafiche più giovani

I dettagli del programma non sono stati definiti e ufficializzati. Per ora si sa però che giovedì pomeriggio – 6 maggio – il generale Francesco Paolo Figliuolo e il capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale Fabrizio Curcio arriveranno in Molise. Dove il piano procede a ritmo spedito e, dopo aver aperto alle prenotazioni dei sessantenni (dal 1 maggio), a giugno potrebbe essere la volta dei cinquantenni. 

Stando alle prime notizie che trapelano sulla visita, il nuovo commissario nazionale all’emergenza e il vertice della Protezione civile (scelti dal premier Draghi che agli inizi di marzo ha sostituito Domenico Arcuri e Angelo Borrelli), impegnati da settimane nel tour di monitoraggio della campagna vaccinale delle singole regioni italiane, svolgeranno una riunione operativa a Palazzo Vitale, sede della regione Molise, intorno alle 16.

Poi visiteranno uno dei centri vaccinali della città capoluogo alla presenza delle principali autorità politiche e sanitarie come il presidente della Regione Molise Donato Toma, il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano. Al summit in regione è stato invitato anche il sindaco di Campobasso Roberto Gravina, protagonista suo malgrado della piccola gaffe commessa nel cerimoniale organizzato in occasione della visita del sottosegretario Andrea Costa nella struttura di contrada Selvapiana, la Cittadella dell’Economia.

Sottosegretario alla Salute promuove campagna vaccini Molise. “Autisti e commessi dopo over 60 e fragili”

La visita di Figliuolo e Curcio consentirà di fare il punto sui dati delle iniezioni dei farmaci anti-Covid nella nostra regione, che ha conquistato i primi posti in Italia per numero di somministrazioni. Dopo gli operatori sanitari, gli ospiti delle rsa, gli over 80 e i settantenni, dallo scorso 1 maggio in Molise sono state aperte le adesioni per le persone che hanno tra i 65 e i 69 anni.

Quindi, alla stregua del sottosegretario alla Salute che ha elogiato la campagna vaccinale condotta in Molise, è possibile immaginare che anche dal commissario all’emergenza e il capo della Protezione civile nazionale arrivi una promozione sul piano di immunizzazione. Finora sono state numerose le regioni visitate: il Piemonte, la Lombardia, le Marche, la Basilicata, la Calabria, il Lazio, solo per citarne alcune.

E magari durante la visita nel capoluogo il generale farà chiarezza anche sulla costruzione del padiglione covid all’ospedale Cardarelli (gli appalti erano della struttura commissariale nazionale che aveva scelto Asrem come soggetto attuatore).

Il raggiungimento dell’immunità di gregge entro la fine dell’estate è un’altra delle priorità. Nelle ultime ore inoltre il commissario all’emergenza ha annunciato la possibilità di estendere Astrazeneca e Johnson & Johnson anche alle persone con meno di 60 anni per accelerare sulla campagna di vaccinazioni anti covid-19 dal momento che “dall’esperienza accumulata durante le vaccinazioni i farmaci a vettori virali avrebbero effetti collaterali infinitesimali”, le parole riportate oggi da alcuni organi di stampa nazionali. Dunque, l’intenzione è “impiegare tutti i vaccini (Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Janssen, ndr) per rendere veramente di massa la campagna vaccinale”. 

La nuova bandierina posta sul percorso riguarda quindi l’immunizzazione delle fasce anagrafiche più giovani la prossima estate. A fine maggio – l’ipotesi che sta circolando nelle ultime ore – potrebbero essere aperte le prenotazioni della fascia dai 45 ai 49 anni, con inizio delle vaccinazioni a metà giugno. Poi toccherebbe alle persone dai 40 ai 44 anni, che inizierebbero a essere immunizzate a inizio luglio.

Se il piano dovesse essere rispettato, a fine luglio si raggiungerebbe l’immunità di gregge per il 60%. Quota che salirebbe all’80% a settembre, quando le scuole – considerato un temuto veicolo di contagio assieme all’impiego dei mezzi pubblici – riapriranno.

(foto Ansa)