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Tra diffide e silenzi, scontro al vertice sanità sul Covid hospital al Vietri. Asrem tace, Commissario tira dritto sul piano

Il tempo stringe ed entro il 17 giugno il Molise dovrà presentare al Ministero della Salute un piano di fattibilità per ottenere i fondi riservati alla riconversione di strutture in Covid Hospital. Il Commissario non ha dubbi: l'ospedale prescelto è il Vietri di Larino ma alla sua richiesta di redarre un progetto l'Asrem avrebbe risposto 'picche'. Dunque la presa di posizione di Giustini che in una nota privata indirizzata in primis al Direttore Generale Florenzano avrebbe sollevato il 'conflitto di competenze': "La sanità è commissariata, spetta a me decidere"

La data X è quella del 17 giugno, e si avvicina inesorabilmente. Entro quel giorno la Regione Molise dovrà presentare al Ministero della Salute un piano di fattibilità per la riconversione di una struttura ospedaliera in Covid-hospital. La struttura ‘in pectore’ per molti, in Molise, si chiama Vietri di Larino. Per molti, sì, ma non per tutti. Il Commissario ad acta alla Sanità, Angelo Giustini, trova che questa sia la soluzione migliore. Non sono dello stesso avviso invece i vertici Asrem.

Tutte le Regioni dovranno presentare un piano simile, se vorranno usufruire di fondi ad hoc stanziati dal Governo Centrale proprio sulla spinta dell’emergenza Covid-19 che sta facendo ripensare l’organizzazione ospedaliera ridando – dopo anni di stillicidio – ‘dignità’ (e dunque personale e risorse) alla branca delle Malattie Infettive.

Qualche regione non si farà trovare impreparata, altre immaginiamo staranno combattendo la lotta contro il tempo proprio come noi. Ma in Molise c’è una lotta nella lotta ed è quella tutta intestina all’azienda sanitaria. Ma in una regione sottoposta a commissariamento, con la spada di Damocle del piano di rientro per via di un enorme deficit sanitario, chi è che decide?

E infatti il cuore del conflitto che si è generato in seno ai vertici della sanità regionale sta proprio tutto qui. Con il risultato di uno scontro al vertice tra chi ha la direzione generale dell’Asrem e chi, nominato dal Governo, ricopre il ruolo di Commissario ad acta. Indiscrezioni, qualche presa di posizione, missive secretate, nulla di esplicitato insomma. Ma è il segreto di Pulcinella che tra l’attuale Dg Oreste Florenzano e il commissario Angelo Giustini le opinioni sul come organizzare l’assistenza sanitaria alla luce dell’emergenza – che oggi c’è ancora sebbene scemata ma che un domani potrà ripresentarsi – siano discordanti. Sul piatto, per semplificare, ci sono Larino e Campobasso, Vietri e Cardarelli.

Il Commissario è il principale ‘sponsor’ del Vietri-centro Covid. Con lui decine e decine di amministratori – non solo del  Basso Molise – che trovano la struttura di Larino la più adatta alla funzione. “Le caratteristiche tecniche e strutturali dell’ospedale di Larino, la posizione geografica, la complementarietà con l’ospedale di Termoli e le stesse esigenze della sanità molisana ne fanno la scelta ideale”. Una struttura moderna, con tutti i crismi dell’antisismicità, suddivisa in moduli e dunque ‘naturalmente predisposta’ alle esigenze di un centro per Malattie Infettive, dove l’imperativo categorico è ‘evitare la diffusione del contagio’, qualunque esso sia. Un modo anche per riportare in auge una struttura che è stata depotenziata mano a mano, e che inoltre andrebbe a riequilibrare anche territorialmente l’offerta sanitaria regionale.

La battaglia trasversale per il Vietri centro Covid può iniziare. “Momento storico, non perdiamo quest’occasione”

Dall’altra parte c’è l’idea di riservare un’ala del Cardarelli, l’ospedale Hub molisano, ai soli pazienti Covid. È su questa opzione – poco più che un potenziamento di un ospedale che già si sta occupando dall’inizio dell’emergenza dell’affaire Covid – che spingono Florenzano &Co. E che, nonostante il voto pro-Vietri del Consiglio regionale all’unanimità, pare incontrare il favore dello stesso presidente Toma. Ma l’idea della ‘torre’ del Cardarelli non piace a tanti e tra le ragioni principali ci sono il cattivo stato della struttura, che necessiterebbe di un adeguamento strutturale e sismico, e il fatto che permarrebbe la ‘promiscuità’ tra pazienti Covid e malati ‘ordinari’. Le linee guida ministeriali stigmatizzano, d’altronde, proprio questo: la commistione tra pazienti che, negli ospedali cosiddetti ‘misti’ come lo è stato il Cardarelli finora, va a crearsi.

Toma e Florenzano

E lo scontro si starebbe consumando anche su questo aspetto. Leggi: “Il Cardarelli non garantisce le cure ai pazienti No Covid”: i medici scrivono al commissario Giustini, che convoca il direttore Asrem.

I retroscena sarebbero quelli di un vero e proprio conflitto di competenze tra i due con Giustini che, dopo aver invitato l’Asrem (primi giorni di maggio) a redarre un piano di fattibilità per il Vietri, si sarebbe visto ignorare bellamente la richiesta. Pochi giorni dopo un nuovo sollecito da parte del Commissario e, anche quella volta, zero risposte. Sarebbe questo il motivo per il quale Giustini avrebbe commissionato al dottor Giovanni Giorgetta, direttore di Distretto sanitario di Termoli-Larino (competente per criterio territoriale) lo studio propedeutico ad ottenere i finanziamenti e il sì del Ministero. Mossa che pare non essere stata gradita dai vertici Asrem che avrebbero ‘diffidato’ Giorgetta dal portare avanti il compito. ‘Manovre’ che non sono piaciute al Commissario che, in una nota privata, avrebbe redarguito Florenzano ribadendo la legittimità delle sue decisioni, forte del suo potere sostitutivo, dal momento che è stato chiamato dallo Stato proprio a far questo in Molise.

A chi farebbe comodo avere il Covid-hospital nel capoluogo? E perché i vertici Asrem privilegiano questa scelta rispetto a quella di Larino, che pure ha dalla sua un consenso nutrito e pressochè trasversale? Se andasse in porto il progetto del Vietri, il reparto del Cardarelli, che in questi mesi ha lavorato nell’emergenza e che per questo è stato anche potenziato, che fine farebbe? Anche perchè va ricordato che la sanità molisana dovrà (essendo in piano di rientro) rispettare il famigerato Decreto Balduzzi. Ciò significa che non ci sarà la possibilità di avere reparti ‘doppioni’ sullo stesso territorio regionale. Se Malattie Infettive dovesse avere la sua ‘casa’ a Larino, dovrebbe ‘scasare’ da Campobasso, e con esso tutto il personale? E come muterebbe il ruolo delle strutture private accreditate?

Come andrà a finire? Cosa succederà il 17 giugno? La sensazione è che nessuno voglia retrocedere. Il  Commissario va avanti, consapevole che spetti a lui la competenza in materia di programmazione degli investimenti per interventi edilizi e/o tecnologici e non ammettendo pertanto che sia l’Asrem a farlo al posto suo nè che ignori le sue richieste. Dall’altra parte i direttori dell’azienda sanitaria ‘tirano dritto’ e, facendo orecchie da mercante ai diktat del Commissario che li ha tacciati di ‘inerzia’, probabilmente tergiversano di modo che il 17 giugno resti in corsa, de facto e quasi in automatico, la loro proposta.

Ma la Regione, il suo presidente e il Consiglio tutto che faranno? Toma, dopo l’annuncio a mezzo stampa dell’idea torre-Cardarelli (che di fatto ha sovvertito la volontà espressa dal Consiglio regionale che si era pronunciato a favore dell’investimento su Larino) nelle ultime ore ha dichiarato a PrimopianoMolise che non è contrario a priori al progetto del Vietri e che non vi si opporrà “purchè non sottragga risorse agli altri ospedali”. E che è Giustini, il commissario-generale, l’unico che può decidere.