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Il giallo del Vietri-Covid, il commissario non ci sta: “A Roma hanno mandato un piano senza la mia firma”

Il Commissario ad acta alla Sanità molisana risponde indirettamente a quanto affermato dal Presidente Toma nella trasmissione di Rai3 Titolo Quinto. "Il piano sul Vietri non è stato bocciato dal Ministero, hanno solo chiesto delle modifiche". Ma poi è passata la proposta del Cardarelli. "In quel piano però non c'è la mia firma"

Il Commissario ad acta alla Sanità non ci sta: “A Roma è stato mandato un piano privo della mia firma”. Non siamo in Calabria bensì in Molise dove quanto a ‘gialli’ non ci facciamo mancare niente. Perché l’affaire sul Centro regionale Covid (Vietri vs Cardarelli) continua a far discutere e oggi, 23 novembre, il commissario governativo Angelo Giustini (foto sotto) scrive una missiva (informativa) alla Regione, al tavolo tecnico nonché ai vari sindaci (ricordiamo che 118 erano quelli propensi alla proposta di fare della struttura frentana il centro hub molisano del Covid) in cui dice a chiare lettere che il progetto approvato non ha la sua firma, conditio sine qua non per un Piano Covid di una Regione sottoposta a commissariamento.

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Sembra il secondo atto dopo quello interpretato dal Presidente Toma sul ‘palcoscenico’ della trasmissione di Rai3 Titolo Quinto, andata in onda venerdì scorso. Una seconda volta, per il Presidente della Giunta molisana, nel programma della terza rete Rai che anche il venerdì precedente si era occupato di sanità in specie nelle regioni commissariate. Dopo un lungo spazio dedicato al caso Calabria, l’ultimo spezzone di trasmissione è stato incentrato sul Molise e sul suo piano per fronteggiare l’epidemia.

In quell’occasione, in video-collegamento, Donato Toma aveva sventolato ‘teatralmente’ la lettera di risposta del Ministero della Salute che – a detta sua – bocciava il piano Vietri-Centro Covid. “Non l’ho bocciata io quella proposta, l’ha bocciata il Ministero. Io non ho alcun potere sulla Sanità”.

Ed ecco che oggi è arrivata la risposta del Commissario Giustini, nominato nel dicembre 2018 per risanare i disavanzi sanitari di casa nostra: “In riferimento agli ultimi fatti di cronaca nazionali relativi al covid, (vedasi Rai3 Titolo Quinto), il Commissario rende noto che è stato presentato a Roma dallo scrivente uno specifico piano esclusivo per l’apertura del ex ospedale di Larino quale centro Covid. Invece, inspiegabilmente, ne è stato inviato a Roma un altro sull’ospedale Cardarelli diverso da quello presentato dal commissario, ma senza la mia firma”. Il piano pro Cardarelli infatti recherebbe le sole firme dei direttori generali Asrem e Salute (Oreste Florenzano, in foto sotto, e Lolita Gallo, ndr), del direttore sanitario Asrem (Virginia Scafarto, ndr) e della sub commissaria (Ida Grossi, ndr). Ma non già la sua, quella del Generale Giustini. “Specifico che il piano covid ufficiale è di esclusiva presentazione del Commissario”.

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Poi precisa come sarebbero andati i fatti. Il Ministero della Salute non avrebbe affatto bocciato la sua proposta, quella del Vietri, e quella missiva mostrata da Toma in televisione sarebbe in realtà stata una semplice richiesta di modifiche e non una preclusione tout court.

Ma quelle modifiche non sarebbero mai arrivate sui tavoli ministeriali della Capitale e, “nonostante il mio dissenso al secondo piano Covid (Cardarelli – non inoltrato da me e mancante della mia firma)” si è proceduto con la proposta caldeggiata dall’Asrem e dal Presidente Toma.

 

Poi la chiosa, amara: “La proposta Larino centro Covid, da me più volte ribadita con il consenso di 118 sindaci e approvata a maggioranza dal Consiglio regionale del Molise, avrebbe certamente evitato (con la sua apertura) il caos attuale a danno di tutti i molisani”.