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Accordi con ospedali extraregionali per emodinamica e patologie tempo dipendenti: sanità sempre più ‘esternalizzata’

Il nuovo Programma operativo 2019-2021 approvato dal governatore-commissario Toma prevede una serie di accordi di confine che depotenziano, di fatto, la sanità pubblica. E' a rischio il futuro del San Timoteo di Termoli: oltre al Punto Nascite, saranno definiti "futuri accordi" con l'ospedale di Vasto per la Stroke Unit, l’Emodinamica e la Traumatologia. Mentre è confermata la collaborazione tra il Cardarelli di Campobasso e il Santobono di Napoli per le patologie pediatriche di maggiore complessità, a Isernia c'è allarme per il Veneziale. Il primario del pronto soccorso Pastore: "Perderà Oncologia".

Un paziente molisano con ictus emorragico sarà trasportato a Benevento o a Foggia. Mentre dal Cardarelli i degenti più piccoli continueranno ad essere trasferiti al ‘Santobono’ di Napoli per i gravi traumi (quelli che richiedono maggiore complessità assistenziale) in ambito pediatrico. Ci saranno poi tutta una serie di attività che dal San Timoteo di Termoli saranno svolte al San Pio di Vasto in virtù di “futuri accordi”: oltre al Punto nascite, anche la Stroke Unit, l’Emodinamica, la Traumatologia.

La sanità pubblica sarà sempre più bilanciata verso gli ospedali di fuori regione: è il quadro che emerge dal Programma operativo 2019-2021 approvato e adottato qualche giorno fa dal presidente-commissario Donato Toma. L’assistenza sanitaria sarà sempre più ‘esternalizzata’, si potrebbe dire utilizzando un termine proprio del gergo economico e che implica il trasferimento di servizi e funzioni interne a un’azienda a fornitori esterni.

In questo caso però parliamo della salute dei molisani che, dopo aver assistito alla chiusura di reparti negli ospedali pubblici e alla privatizzazione di molte prestazioni (affidate a Gemelli e Neuromed), saranno costretti a curarsi sempre più spesso nei nosocomi di Abruzzo, Puglia e Campania. Sarà possibile tramite appositi accordi di confine che, stando al Pos, saranno stipulati entro fine anno e che puntano a far risparmiare alla Regione Molise i soldi della mobilità passiva. Ma è non è ancora chiaro se tali intese riusciranno ad offrire garanzie dal punto di vista delle cure, soprattutto in caso di patologie tempo dipendenti.

Il Rummo di Benevento e gli Ospedali Riuniti di Foggia sono coinvolti nei nuovi accordi extraregionali previsti nel Programma operativo, al netto della Stroke Unit al Cardarelli che resta (ma solo nei casi meno complicati dal momento che la Neurochirurgia è stata soppressa) e dell‘accordo con Neuromed relativo “esclusivamente per il trauma cranico“. Restano i soliti problemi: il tempo e il tragitto per raggiungere i nosocomi extraregionali più attrezzati per curare malattie in cui ogni minuto è prezioso. Ci vogliono quasi 89 chilometri e un’ora e un quarto per raggiungere Foggia da Campobasso. Un po’ meno (un’ora) per arrivare dal capoluogo a Benevento che distano circa 66 chilometri.

Nel Pos si parla anche dell‘elisoccorso, assicurato attraverso una convenzione con la Regione Abruzzo “che mette a disposizione eliambulanze, con relativo personale tecnico e sanitario, dalle basi di Pescara e dell’Aquila”.

Quella molisana potrebbe dunque diventare una sanità sempre più legata – o forse si potrebbe dire subordinata – alle altre Regioni. Anche perchè se il mantenimento di sei ospedali si è rivelato impossibile (come accaduto nelle precedenti gestioni commissariali), il Pos delinea un possibile ulteriore depotenziamento dei nosocomi pubblici molisani, in particolare quelli ‘spoke‘ di Termoli e Isernia.

Il Veneziale perde Cardiologia, Emodinamica e Oncologia. Non è chiaro se, accanto ad anestesia, sarà garantito il reparto di rianimazione, come ha denunciato il primario del pronto soccorso di Isernia Lucio Pastore. Restano “il pronto soccorso, Medicina Interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore di Radiologia, Laboratorio ed Emoteca”, come si può leggere nel Piano operativo. A Isernia è confermato anche il Punto nascita di primo livello in deroga al decreto Lorenzin.

Deroga che non è stata concessa al San Timoteo. Se il Tar ha rinviato al prossimo anno la decisione sui ricorsi, il commissario Toma ha previsto proprio con l’ospedale San Pio di Vasto “futuri accordi per il Punto nascite, Stroke Unit, Emodinamica e Traumatologia. La collaborazione tra i due ospedali – si legge nel Programma operativo – assicura alla popolazione residente sulla fascia costiera di Molise e Abruzzo un presidio che eroga prestazioni di alta complessità”.

Per il Tar il punto nascite di Termoli deve restare aperto, ma nel nuovo Piano operativo c’è accordo con Vasto

Il ‘San Timoteo’, oltre al pronto soccorso, mantiene Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Confermata la Cardiologia con Emodinamica perchè “il presidio si connota – è scritto nel piano approvato dal commissario Toma – per rilevanti volumi di attività in tale disciplina in particolare con riferimento alle procedure endovascolari terapeutiche e diagnostiche, con capacità attrattive anche per i pazienti residenti nelle regioni confinanti”.

E questo è un altro aspetto da chiarire, se è vero che Emodinamica sarà compresa nei futuri accordi con Vasto. Così come non si capisce perchè si depotenziano gli ospedali pubblici nel momento in cui Asrem sta per bandire i concorsi per assumere nuovo personale. Medici, infermieri e oss saranno impiegati tutti al Cardarelli? 

Quello di Campobasso sembra essere l’unico ospedale a non subire grandi cambiamenti nella riorganizzazione delineata nel Programma operativo. Dea di primo livello, il nosocomio del capoluogo conserva la Stroke Unit di primo livello (rete ictus), la rete trauma, Emodinamica interventistica H24 e UTIC (rete cardiologica), Neonatologia e TIN (rete neonatologica). Il Cardarelli è considerato “hub per la patologia neoplastica per la presenza della UOC Oncologia, della Breast Unit, dei servizi centralizzati di Anatomia Patologica e Medicina Nucleare e per la prossimità con il Gemelli Molise Spa, sede dell’unica radioterapia regionale”.

A proposito del Gemelli, venduto ad agosto ad un fondo svizzero, il Programma operativo 2019-2021 prevede l’attivazione dei protocolli di intesa per la rete cardiologica mentre rinvia l’ipotesi di integrazione con l’ospedale pubblico di contrada Tappino. Sì, avete letto bene: nel Pos di Donato Toma si cita anche il ‘vecchio’ progetto proposto e mai attuato (venne stoppato a Roma, ndr) dall’ex commissario Paolo di Laura Frattura.