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Annuncio flash di Toma sul Piano sanitario: Pd e M5S abbandonano Aula, nuovi malumori in maggioranza

Se le opposizioni protestano nei confronti del governatore-commissario Donato Toma per l'assenza di confronto e comunicazione sul documento cardine della sanità molisana, anche dalla maggioranza Gianluca Cefaratti (Orgoglio Molise, il movimento dell'assessore Vincenzo Cotugno che fa riferimento all'europarlamentare Aldo Patriciello) non si nasconde: "Il clima non è bello, forse avrei dovuto abbandonare anche io l'Aula". Intanto il 27 settembre il monotematico sulla sanità

Un annuncio flash. Pochi secondi per comunicare al Consiglio regionale di aver approvato in qualità di commissario alla sanità il Programma operativo sanitario 2019-2021. E’ la brevissima dichiarazione del governatore Donato Toma a provocare nuove turbolenze a Palazzo D’Aimmo, dove oggi era in programma la consueta riunione dell’assemblea regionale. Lavori che da tempo risentono delle vacanze e del clima da campagna elettorale (per il voto a Isernia, ndr) ma che oggi subiscono pause e sospensioni incettabili.

Da convocazione ufficiale la seduta del Consiglio regionale sarebbe dovuta iniziare alle 9.30. La riunione si apre due ore dopo e si scalda immediatamente.

Le opposizioni – M5s prima e Pd poi – forse un po’ sorprese da dal veloce annuncio del presidente Toma sul documento cardine sulla riorganizzazione della sanità molisana esprimono i primi malumori dal momento che, sottolineano, “abbiamo saputo dell’approvazione del Piano operativo tramite la stampa, è una mancanza di rispetto”. Accusano il governatore di non averli coinvolti nè tanto meno informati sul Pos. Quindi, dopo un’altra lunga sospensione, pentastellati e democratici annunciano tramite i rispettivi capogruppo Andrea Greco e Micaela Fanelli che abbandonano l’Aula.

Durissimo l’intervento dell’esponente del Pd. “Oggi è accaduta una cosa gravissima. Il presidente Toma pensa di venire in Aula come se si affacciasse dal famoso balcone. Lui non ha le competenze e i poteri e non siamo in quella fase storica”, le parole della Fanelli. “Sul Piano operativo occorreva un confronto che non c’è stato. siamo preoccupati”.

Si dice “offesa” dall’atteggiamento del governatore Patrizia Manzo (M5S) mentre il collega Andrea Greco rincara: “Mi sento umiliato per non aver ricevuto insieme ai miei colleghi un minimo di considerazione per l’adozione del Pos 2019-2021 che finirà di distruggere la nostra sanità pubblica”.

L’episodio lascia probabilmente il segno anche in maggioranza: arde il fuoco sotto la cenere, la spaccatura della coalizione – sempre litigiosa e  è stata certificata a Isernia. Oggi, poi, sono assenti in Aula i consiglieri di Fratelli d’Italia Michele Iorio (che ritiene il Pos incostituzionale) e Aida Romagnuolo.

Non si respira un bel clima, forse avrei fatto bene anche io ad abbandonare i lavori“, osserva Gianluca Cefaratti, esponente di Orgoglio Molise, il movimento dell’assessore Vincenzo Cotugno e che fa riferimento all’eurodeputato di Forza Italia Aldo Patriciello. “Però, resto in Aula: ci tengo a discutere la mozione relativa alla delibera di Giunta sui farmaci di fascia C”. Cefaratti chiede la modifica dei parametri dell’Isee per non escludere nessuno dal contributo. L’atto di indirizzo –emendato in Aula a seguito della discussione- è stato quindi approvato all’unanimità.

Si finisce così, intorno alle 13 e dopo un’oretta effettiva di dibattito nè di azioni concrete per i molisani.

Il 27 settembre il Consiglio regionale tornerà a riunirsi per il monotematico sulla sanità, in pratica 17 giorni dopo l’approvazione e la pubblicazione sul sito della Regione Molise del Piano operativo e dodici giorni dopo la conferenza con cui il governatore-commissario Donato Toma ne ha illustrato i contenuti alla stampa.

Per le opposizioni la convocazione del monotematico sulla sanità è forse una ‘vittoria mutilata’.

“Da tre anni e mezzo – la constatazione che il Movimento 5 Stelle affida ad una nota stampa – il Consiglio regionale viene ridotto ad una vuota passerella in cui Toma e i suoi si fanno la guerra per le poltrone, ignorando qualsiasi proposta di buonsenso. Rifiutando il minimo dialogo, soprattutto in materia di programmazione sanitaria, che registra pesanti carenze già da prima dell’emergenza Covid.

Speravamo che il teatrino messo in piedi dal governatore per ottenere l’incarico di Commissario ad acta si sarebbe chiuso dopo la sua nomina. Invece Toma continua ad avocare a sé tutte le decisioni che riguardano la salute e il futuro dei cittadini, senza avere l’umiltà di cercare un confronto con chi studia e vive i tanti problemi sul campo. E non possiamo accettarlo. Nei giorni scorsi ha annunciato l’approvazione del POS (Piano operativo sanitario), il documento più importante che ogni Regione possa adottare. Un Piano da cui dipendono le sorti della nostra martoriata sanità e che, per questo motivo, meritava una seria concertazione con le altre forze politiche, con i sindacati e le associazioni, con chi opera nelle corsie dei nostri ospedali e con la Conferenza dei sindaci. Nulla di tutto ciò è stato fatto”.

All’ordine del giorno del monotematico ci sono tre argomenti fondamentali: il Pos 2019-21 attuato dal presidente-commissario; la predisposizione del Pos 2022-24; gli appalti della sanità molisana. (SP)