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Focolai fuori controllo a Campomarino, aumento esponenziale dei positivi. Il San Timoteo fa i conti con i contagiati

Da giorni nell'ospedale del Basso Molise si registra l'accesso di cittadini con la sintomatologia del virus e la conseguenza più lampante è che il reparto di Medicina d'Urgenza è ormai pieno di degenti col Covid. Sono questi stessi giorni in cui si assiste ad un'escalation di contagi che riguardano in particolar modo il comune di Campomarino. Intanto gennaio sta finendo e del prefabbricato fuori dal San Timoteo e da destinare a pazienti con l'infezione neanche l'ombra

In una settimana circa i casi di contagio in Basso Molise hanno subìto una decisa accelerata. L’epicentro – se così lo vogliamo chiamare – è Campomarino dove in 7 giorni (fino a ieri, ndr) le nuove diagnosi di Sars-Cov-2 sono state addirittura 80. Un numero spropositato per una cittadina di 7mila abitanti, una situazione che sta allarmando e che ha spinto l’Amministrazione comunale a correre ai ripari con ordinanze varie.

A sentire il racconto dei cittadini, che hanno paura e temono di ammalarsi, i positivi sarebbero molti di più. Secondo i test rapidi (tamponi antigenici) le nuove diagnosi sono in deciso aumento, e anche l’Amministrazione conferma.

Ma destano preoccupazione anche i numeri di Termoli, dove in molte scuole si è deciso un ritorno alla Didattica a Distanza. In questi giorni poi anche Palata e, in misura minore, anche altri centri del territorio, stanno registrando un acuirsi di casi.

C’è uno specchio per tutto ciò: sempre più persone si stanno rivolgendo all’ospedale San Timoteo con una sintomatologia riconducibile al Covid-19. Dopo un periodo di stasi, il nosocomio termolese ha ricominciato ad accogliere, con frequenza quotidiana, pazienti con il virus. Succede da circa tre giorni e la tempistica non può essere casuale. Fino a ieri 28 gennaio – come confermato dall’interno  – sono state 8 le persone che si sono presentate al Pronto Soccorso con i chiari sintomi del Covid e alcune di loro sono state ricoverate.

Tra queste anche un’intera famiglia di nazionalità albanese residente a Campomarino. Come detto, è la cittadina di origine arbereshe del Basso Molise quella più interessata in queste ore dalla recrudescenza del virus e dal diffondersi dell’epidemia tra i propri abitanti. Il Sindaco Silvestri ha chiuso le scuole (per ora fino a fine mese) e i mercati e ha vietato il commercio degli ambulanti. L’ultimo provvedimento in ordine di tempo (ma è successo tutto nel giro di questa settimana) è l’ordinanza che obbliga a chi sia risultato positivo al test antigenico o sierologico di darne immediata comunicazione al medico e al Comune stesso, oltre ad osservare l’isolamento fiduciario.

Il cluster più preoccupante nel centro rivierasco pare essere proprio quello della comunità albanese, peraltro molto numerosa a Campomarino così come nella vicina Portocannone. Ed è facile immaginare come il contagio possa espandersi all’interno di famiglie in cui, in spazi ristretti, vivono più persone. Contagio che poi si diffonde a macchia d’olio (come già visto in situazioni analoghe avvenute in Molise) se le famiglie in questione non interrompono i contatti tra di loro.

Se, come noto, molti dei casi di contagio riguardano persone che restano asintomatiche a seguito dell’infezione e non sviluppano la malattia, per altri non può dirsi lo stesso. Da domenica 24 a ieri 29 gennaio, dai bollettini Asrem, si contano 4 ricoveri al Cardarelli – reparto di Malattie Infettive – di cittadini di Campomarino. Ma non c’è appunto solo il Cardarelli. L’ospedale San Timoteo, come anticipato, in questi ultimissimi giorni ha ripreso a vedere numerosi casi di persone col Covid. Arrivano al Pronto soccorso uomini e donne che non stanno bene, con febbre alta e problemi respiratori.

Era già successo, sta succedendo di nuovo: il reparto di Medicina d’Urgenza di Termoli è pieno di pazienti con l’infezione. Chiaramente non può dunque accoglierne altri con altre patologie. Dal Pronto Soccorso questi pazienti vengono ricoverati temporaneamente nel reparto attiguo (da cui è separato da un semplice corridoio da cui passano medici ed infermieri dei due reparti). Probabile che stiano lì in attesa del trasferimento al Cardarelli, l’ospedale hub per la cura dei pazienti Covid. Ma non sempre è andata così, in particolare quando il nosocomio del capoluogo non aveva abbastanza posti letto. Ora i ricoveri Covid a Campobasso sono 61 (di cui 53 in Infettive e 8 in Terapia Intensiva).

 

Lo ribadiamo ancora una volta: il San Timoteo è nei fatti un ospedale misto (Covid-non Covid). Di ieri il sopralluogo degli Ispettori del Ministero della Salute che fra le altre cose hanno verificato la sussistenza di carenze nel percorso riservato ai malati Covid.

Percorsi Covid e area grigia: l’ospedale di Termoli sotto la lente degli Ispettori Ministeriali. Visita anche al Vietri

Siamo al 29 gennaio e del prefabbricato riservato ai pazienti col virus, da collocare nel parcheggio riservato ai dipendenti (ingresso laterale in viale Padre Pio), non c’è l’ombra. Il piano per il San Timoteo infatti prevedeva di dotarlo di un prefabbricato destinato solo ai pazienti covid. Una costruzione da ultimarsi, nelle intenzioni, entro gennaio, e che prevedeva 6 posti a disposizione per ricoverare pazienti contagiati e in gravi condizioni.

Il San Timoteo, nei fatti e nei dati, è già ospedale misto. Entro gennaio 6 posti covid in prefabbricato e 3 in Rianimazione

Nessuna novità neanche per il Pronto Soccorso che dovrebbe essere ‘ristrutturato’ per separare nettamente i due percorsi con pareti divisorie e per ricavare una area grigia (che al momento resta una piccola stanza che può accogliere un unico paziente). La volontà espressa dai vertici Asrem era altresì quella di aumentare i posti di Terapia Intensiva ricavando 3 postazioni riservate ai pazienti intubati per via delle complicanze dell’infezione. Anche in questo caso, per separare nettamente i pazienti con patologie diverse (covid e non) si dovrebbe procedere all’adeguamento degli spazi (una parete da murare e un ingresso separato da costruire). Finora nulla di tutto ciò si è visto nonostante febbraio sia alle porte.