Percorsi Covid e area grigia: l’ospedale di Termoli sotto la lente degli Ispettori Ministeriali. Visita anche al Vietri

Dopo la ispezione di ieri all'ospedale Cardarelli di Campobasso, gli incaricati del Ministero della Salute sono giunti anche nel nosocomio di Termoli per verificare i parametri di sicurezza

Gli ispettori del Ministero della Salute al San Timoteo di Termoli questa mattina, 28 gennaio, dopo la visita fatta ieri nell’hub regionale del capoluogo. E in seconda battuta si sono recati al Vietri di Larino.

In cinque, sono arrivati all’ospedale di Termoli intorno alle ore 10 e hanno iniziato i controlli finalizzati a verificare il rispetto dei protocolli anti-covid e soprattutto la separazione, e dunque la sicurezza, dei percorsi dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Termoli, nonché dal reparto di Medicina d’urgenza dove spesso vengono trattenuti pazienti positivi in attesa del trasferimento all’ospedale Cardarelli di Campobasso.

I tecnici del Ministero hanno fatto una visita piuttosto approfondita interrogando medici e personale in servizio sul funzionamento dei reparti. Non erano accompagnati da nessun vertice Asrem bensì dai Carabinieri dei Nas. Terminato il controllo nel Pronto soccorso si sono diretti nei reparti di degenza della struttura ospedaliera, dove sta continuando la loro visita.

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Ieri il loro arrivo in Molise con la ispezione al Cardarelli. Era stato in particolare il Commissario ad acta Angelo Giustini – anche sulla base di quanto documentato dai Nas – a richiedere il loro arrivo nelle strutture sanitarie molisane.

Un rapporto, quello del Nucleo antisofisticazioni dei Carabinieri, tutt’altro che rassicurante in cui, in particolare, si puntava il dito sulla non idonea tutela dei percorsi covid e non-covid con particolare riferimento al Cardarelli e al San Timoteo. 

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Per quanto riguarda il nosocomio di Termoli, ospedale misto de-facto, il generale Giustini in un documento protocollato il 21 gennaio, e indirizzato al Governo e ai vari Ministri dello stesso oltre che ai vertici della Regione e dell’Asrem, aveva evidenziato “mancanza di percorsi dedicati ai pazienti covid o sospetti covid che per motivi di urgenza vengono spostati dal Pronto Soccorso all’area ‘grigia’, adiacente le sale operatorie, fornita di attrezzatura idonea alla rianimazione”.

In più, il vertice della struttura commissariale scriveva che “durante gli accertamenti presso l’ospedale San Timoteo di Termoli, si è appurato che i tamponi molecolari effettuati a pazienti in attesa di ricovero e/o di trasferimento in altro nosocomio vengono inviati al laboratorio analisi di Campobasso 2 volte al giorno, tramite corriere, con ultimo trasporto alle ore 14. In alcune circostanze si è verificato che il paziente è giunto al Pronto Soccorso dopo le ore 14 per cui il tampone molecolare è stato inviato solo la mattina del giorno seguente ritardando l’esecuzione delle dovute cure”. Motivo per cui Giustini rilevava la necessità di dotare anche i laboratori analisi di Termoli e Isernia delle apparecchiature idonee alla processazione.

In generale, allegando i referti dei Nas, il Commissario rinnovava l’invito ai dirigenti regionali e dell’Azienda sanitaria ad “intervenire urgentemente per far fronte a tutte le gravi carenze evidenziate”.

 

Dopo il San Timoteo gli ispettori si sono recati al Vietri di Larino. Presente anche il sindaco Puchetti, promotore di una battaglia per farne il centro Covid regionale. Proposta avallata da altri 100 sindaci e dal Commissario Giustini ma osteggiata dal Presidente Toma e dai vertici Asrem. Così il primo cittadino frentano: “Come autorità sanitaria locale, questa mattina, avendo saputo dell’arrivo degli ispettori del Ministero della Salute al Vietri, mi sono recato in ospedale per dar loro il benvenuto, a nome della cittadinanza.

Non potendo partecipare alle attività ispettive che si sono svolte alla presenza del nucleo antisofisticazioni dell’Arma, e dei vertici dell’azienda sanitaria, ho atteso la conclusione del sopralluogo per avere un colloquio con la dottoressa Carbone.
Quest’ultima mi ha confermato che lei e i suoi quattro colleghi sono giunti in Molise per rilevare, nei presidi ospedalieri della regione Molise, eventuali criticità nell’organizzazione e nella gestione del Covid da parte dell’azienda sanitaria regionale.
Come autorità sanitaria locale e sindaco ho, infine, ringraziato la dottoressa Carbone e insieme a lei i suoi colleghi, per la presenza a Larino presso il nostro Vietri.
Restiamo in attesa del riscontro che forniranno al Ministero”.

 

Come detto, di ieri la prima ispezione ministeriale nell’hub covid regionale, interessato nei giorni scorsi da due importanti focolai nei reparti di Medicina e Chirurgia.

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