Bilancio, primo sì in Aula con lo spauracchio del ricorso. 58 mln per la ripresa: per Toma è un Piano Marshall, per le opposizioni un bluff

Nella manovra di finanza ci sono anche i fondi annunciati per la gestione della fase post Covid destinati a imprese, famiglie e sanità. Domani la decisione sul ricorso dei consiglieri surrogati rispediti a casa con l’azzeramento di Giunta. Se il provvedimento dovesse essere accolto il voto odierno sarebbe nullo, ma il Governatore è certo di aver seguito la norma e di non aver fatto operazioni illegittime.

In Consiglio regionale la prima giornata dedicata alla maratona sul bilancio si conclude attorno alle 19, quando la maggioranza approva il Documento di economia e finanza regionale (Defr) per il triennio 2020-2022 che contiene anche il piano da 58 milioni per la fase 2 del Molise. E’ il primo voto espresso in Aula che per altri due giorni sarà impegnata nella sessione sul bilancio.

Dodici i voti favorevoli espressi dal centrodestraSi astiene Michele Iorio, mentre il Pd vota no con Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla. Assenti gli esponenti del Movimento 5 Stelle De Chirico, Fontana, Greco, Manzo, Nola e Primiani.

 

PD BOCCIA ‘PIANO MARSHALL’ DI TOMA

Il piano per la fase 2 dopo l’emergenza covid non è sufficiente per il Partito democratico. In Consiglio regionale Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla votano contro il documento di economia e finanza approvato dalla maggioranza stasera (20 aprile) e che contiene la delibera che stanzia 58 milioni per imprese, famiglie, partite Iva, sociale e sanità. Un documento che si potrebbe definire quasi ‘sub iudice’, che potrebbe essere annullato se il Tribunale amministrativo dovesse accogliere domani il ricorso dei consiglieri surrogati Antonio Tedeschi e di Massimiliano Scarabeo.

Per il capogruppo dem Fanelli il documento di economia e finanza “non governa, non programma, non offre soluzioni ad una situazione generale già critica, aggravata oggi in maniera esponenziale dall’emergenza Covid 19″. A suo avviso, “in questo tsunami sanitario, economico e sociale, c’era e c’è necessità di un poderoso intervento della Regione, che invece non c’è stato e non ci sarà. E anche se non fosse arrivata la pandemia a destrutturare il nostro già traballante sistema, questo Defr a poco sarebbe stato servito. Anzi, a nulla. I trasporti restano lettera morta, si parla di un piano sociale mai varato, le pianificazioni ambientali sono ferme, microricettività mai attuata. Si parla solo e sempre di quello che si farà ma non si indica mai il come. Si fa riferimento alle fasce deboli e disagiate di cui poi non ci si occupa. Poteva andare bene due anni fa, ad inizio legislatura. Non di certo ora.

Proprio sull’emergenza virus, ci sono solo 2 i milioni da bilancio regionale, il resto sono risorse europee o del Ministero che già erano destinate. Nessuno sforzo in più. Quando il Presidente parla di Piano Marshall e di un incredibile shock non sta raccontando ai molisani la verità, non gli sta dicendo come stanno le cose. Si tratta di risorse tutte già appostate”.

Fanelli e Greco consiglio regionale bilancio coronavirus

DOMANI LA DECISIONE DEL TAR SUL RICORSO DEI CONSIGLIERI SURROGATI

Il Tribunale amministrativo regionale deciderà domani, 21 aprile, sul ricorso presentato dagli ex consiglieri regionali Antonio Tedeschi e Massimiliano Scarabeo dopo il rientro in Aula degli ex assessori Vincenzo Niro e Nicola Cavaliere che hanno riconsegnato le deleghe al presidente Donato Toma giovedì sera, quando lo stesso governatore ha azzerato la Giunta regionale.

L’udienza in via telematica era stata convocata oggi pomeriggio alle 16, ma il pronunciamento del giudice ci sarà solo domani: nelle scorse ore l’avvocatura dello Stato ha inviato al Tar l’atto del presidente del Consiglio Salvatore Micone con la decadenza dei surrogati e la nomina di Maurizio Tiberio.

 

TOMA ILLUSTRA IL PIANO DA 58 MILIONI

Poco dopo le 15, dopo la ricomposizione dell’Ufficio di Presidenza e superata la pregiudiziale sulla illegittimità del Consiglio regionale, Toma illustra il ‘piano Marshall’ per la ripartenza del Molise dopo l’emergenza sanitaria e il blocco delle attività economiche causato dall’epidemia da covid.

Quasi 58 milioni la somma prevista in una delibera votata dalla Giunta regionale per uno “shock economico”, un “bazooka” (per utilizzare un termine in voga in questo periodo) per il tessuto produttivo e sociale. In sostanza misure straordinarie per il Molise. “E’ un piano di sostegno per famiglie, lavoratori e partite iva e di rilancio per commercianti artigiani e piccole e medie imprese senza precedenti nella storia della nostra regione”, spiega Toma. “58 milioni di euro per ripartire: 45 per le attività produttive, 6,2 ai lavoratori, 3 per l’inclusione sociale, 2,9 per le famiglie, 1 per la sanità”. Fondi che derivano dalla programmazione dei fondi europei.

Il provvedimento è inserito nel Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2020-2022, illustrato dal presidente della Prima Commissione Andrea di Lucente. Tra le misure previste il potenziamento dei Consorzi Industriali a cui sono stati destinati 2.500.000 euro, fondi per effettuare interventi al nelle vicinanze dei fiumi Biferno e Sinarca dai rischi connessi ad eventi alluvionali nei territori dei Comuni di Termoli, Guglionesi e San Giacomo degli Schiavoni. E’ previsto inoltre un finanziamento per la diga di Chiauci e la sua piena operatività.

Iorio Facciolla Cefaratti consiglio regionale coronavirus

E’ “un libro dei sogni”, dice il consigliere pentastellato Andrea Greco. Il Movimento 5 Stelle decide poi di non partecipare al voto sul documento non condividendo il programma per la fase 2 del governatore, colpevole di aver detto “macroscopiche bugie” e di aver presentato il bilancio in ritardo. Infine, “ci apprestiamo ad approvare un bilancio con una giunta fantasma”, aggiunge il capogruppo di M5S che annuncia che domani, nel prosieguo della sessione, saranno presentati atti per il taglio dello stipendio di politici e dirigenti per poter andare incontro alle esigenze dei “nuovi poveri” provocati dal coronavirus e dalla chiusura di attività economiche.

 

LA DISSIDENTE ROMAGNUOLO E NOLA NELL’UFFICIO DI PRESIDENZA

Nonostante il clima teso, la maggioranza in Consiglio regionale si allinea e poco dopo le 14 elegge anche la consigliera dissidente Aida Romagnuolo (ex Lega) all’interno dell’Ufficio di Presidenza. Dodici i voti ricevuti, altri sei consensi vengono espressi per Vittorio Nola (M5S) che sarà il rappresentante della minoranza. Non partecipano al voto gli esponenti del Pd Facciolla e Fanelli.

Il mio è un incarico a tempo e non percepirò ulteriori compensi”, sottolinea la Romagnuolo, per ora mancata assessora della Giunta (si parlava della sua sostituzione con Mazzuto), in Aula facendo riferimento al rinnovo degli organi consiliari previsto a novembre, quando ci sarà un nuovo importante momento per la legislatura targata Toma che arriverà al giro di boa a distanza di due anni e mezzo di Toma. E la Romagnuolo potrebbe essere ‘promossa’ ed entrare a far parte della Giunta regionale che il presidente ricomporrà dopo la maratona sul bilancio.

 

PREGIUDIZIALE SUL CONSIGLIO REGIONALE

Prima dell’elezione e della ricomposizione dell’Ufficio di Presidenza, l’Aula boccia la pregiudiziale per fare chiarezza sulla legittimità della seduta del Consiglio regionale riunito da questa mattina – 20 aprile – per la sessione bilancio: viene presentata da Michele Iorio (centrodestra), Micaela Fanelli (Pd) e Andre Greco (M5S) per provare a bloccare i lavori dell’assise che dovrà discutere anche la delibera da 58 milioni di euro per far ripartire il Molise nella fase 2, quella della ripresa economica dopo il blocco dovuto all’emergenza sanitaria legata all’epidemia da covid-19.

“Un piano di sostegno per famiglie, lavoratori e partite iva e di rilancio per commercianti artigiani e piccole e medie imprese senza precedenti nella storia della nostra regione”, evidenzia il presidente Toma in una nota inviata alla stampa. “58 milioni di euro per ripartire: 45 per le attività produttive, 6,2 ai lavoratori, 3 per l’inclusione sociale, 2,9 per le famiglie, 1 per la sanità”. Poi avverte: “Adesso la scelta è chiara: chi sostiene questo piano sta dalla parte del Molise. Chi è contro ne vuole il male. Mi batterò testa, cuore, anima e corpo affinché con questi soldi la nostra terra viva un nuovo inizio”.

L’assenza della Giunta regionale al completo dopo le dimissioni di quattro assessori (tornati a sedere nell’assise regionale da consiglieri ‘semplici) e la nomina da parte di Toma di Maurizio Tiberio come assessore (senza deleghe) con un decreto pubblicato stamane (20 aprile) sul sito della Regione Molise mandano in tilt i lavori.

“Ritengo che questa seduta del Consiglio regionale sia illegittima, siamo esposti al pericolo di ricorsi – mette in guardia l’ex governatore Michele Iorio – dal momento che abbiamo ricevuto una notifica (o meglio un atto di significazione) di alcuni consiglieri che hanno posto una sostanziale dubbio di illegittimità su quanto stiamo facendo”. Il riferimento è al ricorso presentato al Tar da Antonio Tedeschi e Massimiliano Scarabeo, ex consiglieri regionali estromessi per il rientro in Aula di due assessori dimissionari Vincenzo Niro (Popolari) e Nicola Cavaliere (Forza Italia).

Blitz di Toma: Maurizio Tiberio nominato assessore “lampo”. Ricorso dei consiglieri surrogati

Iorio, uno dei dissidenti della maggioranza, chiede “di sospendere le attività e di rinviare la seduta prima di chiarire tutte le questione sollevate: non esiste la giunta regionale (azzerata giovedì scorso, ndr), la nomina di un solo assessore (Maurizio Tiberio, ndr) non garantisce la presenza di un organismo collegiale e non è chiaro se gli ex assessori possono coprire la carica di consigliere regionale”.

Inoltre, a suo avviso, “la legge non può essere utilizzare per correggere la platea dei votanti a seconda del momento politico”. E “se oggi continuiamo i lavori il Consiglio con i nuovi consiglieri – insiste Iorio – si apre una questione di illegittima costituzionale che andava chiarita anche con altri organismi, bisogna eliminare ogni tipo di dubbio sul bilancio e sulle leggi finanziarie”.

Invece rivolgendosi al presidente del Consiglio regionale Salvatore Micone la consigliera Patrizia Manzo (M5s) insiste: “E’ lei che deve garantire il rispetto istituzionale di questa Aula in quanto organo indipendente”. Invece per Fanelli “è la pagina più brutta sul piano istituzionale e politico” del Molise.

Alla fine la pregiudiziale non passa: 8 i voti favorevoli, 12 i contrari. La maggioranza fa quadrato attorno al suo presidente.

 

FRATELLI D’ITALIA SI SMARCA DA TOMA

Tuttavia, lo scenario è sempre più confuso. Intorno alle 13 l’ennesimo colpo di scena: il coordinatore di Fratelli d’Italia Filoteo Di Sandro prende le distanze da Toma e forse anche da Quintino Pallante, eletto con il partito di Giorgia Meloni e attuale sottosegretario.

“In riferimento a tutto quello che sta accadendo in Regione Molise (azzeramento della giunta, modalità di approvazione del bilancio, eliminazione della surroga per gli assessori) Fratelli d’Italia prende distanza politica”.

filoteo di sandro

Per Di Sandro (in foto con l’esperto di comunicazione Antonello Barone, ndr) “in un momento delicato ed emergenziale legato alla diffusione del coronavirus nella nostra realtà, si dovevano evitare manovre politiche incomprensibili che vanno a danno di tutta la nostra realtà; tra l’altro per quanto riguarda l’introduzione della norma per l’abolizione della surroga agli assessori in carica, Fratelli d’Italia esprime la propria più assoluta contrarietà in quanto la stessa è non solo illegittima, ma una decisione politica unilaterale che al contrario andrebbe concordata con i partiti; tutte queste situazioni create non fanno altro che acuire i contrasti interni nel centrodestra con ricorsi, controricorsi, ecc. tutto a danno della nostra collettività”.

Anche Di Sandro auspica un “ripensamento del presidente Toma ed auspico un confronto politico, più volte richiesto, anche su tali argomenti.

Nell’esprimere solidarietà ai consiglieri regionali al momento esclusi, e tra questi anche uno di FdI -Massimiliano Scarabeo -, si ribadisce l’assoluta contrarietà del partito all’approvazione di tale norma”.