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Spaccio dalla Puglia al Molise, campobassani fermati a San Severo: compravano coca

Intanto dall'operazione “Decimabis” coordinata dalla distrettuale antimafia di Bari emergono diversi particolari: i soldi della cocaina, del fumo e della marijuana guadagnati spacciando anche nella nostra regione, servivano agli affiliati alla “Società foggiana” per pagare gli stipendi ai detenuti dell’organizzazione

I viaggi in Puglia per comprare sostanze stupefacenti non sono una novità. Settimanalmente negli uffici delle autorità molisane arrivano le segnalazioni da parte delle forza di polizia della provincia di Foggia alle prese con giovani di Campobasso (e provincia) beccati nelle case degli spacciatori pugliesi.

Gli ultimi segnalati appartengono a queste ultime ore. Scoperti con cocaina ed eroina nelle tasche, hanno superato lo scoglio dell’arresto e della denuncia a piede libero perché consumatori abituali di sostanze stupefacenti. Come tanti, purtroppo. Troppi che ogni tre, quattro giorni si mettono in macchina per raggiungere la provincia di Foggia alla ricerca di droga utile per la loro dipendenza.

La polizia di San Severo a conclusione dell’attività investigativa denominata  “Labyrinth”, a poche ore dalla maxi inchiesta antimafia “Decima bis” che pure ha riguardato la provincia di Foggia, ha arrestato tre persone. Una è in carcere , due ai domiciliari. Un giro di spacciatori di San Severo, impegnati sul mercato di eroina, hashish e cocaina. Sotto tiro una strada di San Severo: i servizi di osservazione hanno permesso di accertare che era frequentata da giovani che arrivavano da altre città, soprattutto da Campobasso.

Dall’attività di osservazione, gli agenti hanno accertato che il via vai di persone era diretto verso la casa di un pregiudicato, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari, il quale, nonostante il provvedimento restrittivo utilizzava il suo domicilio come base operativa, servendosi di altri soggetti per cedere lo stupefacente, mantenendo contatti con numerosi acquirenti del Molise. Quindici i consumatori segnalati alla Prefettura.

Intanto il Gip ha trasformato l’obbligo di dimora di Nicola Valletta, il 34enne di Cerignola che taglieggiava pusher e tossicodipendenti di Campobasso perché gli restituissero  i soldi vantati con i crediti dello spaccio di eroina e cocaina, in custodia cautelare in carcere. Confermato l’obbligo di dimora per gli altri due complici, sempre pugliesi.

L’uomo è stato arrestato anche nella maxi inchiesta della distrettuale antimafia di Bari e sta facendo emergere uno spaccato importante della “Società foggiana”, la cosiddetta quarta mafia, rispetto alle mire che tale organizzazione criminale ha sul Molise.

Maxi retata contro la Società foggiana: arrestato anche il taglieggiatore dei pusher molisani

Dalle prime indiscrezioni, emerge, per esempio che buona parte dei soldi guadagnati con il mercato della cocaina, del fumo e della marijuana, la “Società foggiana” si preoccupava,  di garantire lo stipendio agli affiliati che erano stati arrestati e quindi si trovano in regime di detenzione carceraria.