Quantcast

Maxi retata contro la Società foggiana: arrestato anche il taglieggiatore dei pusher molisani

Nicola Valletta, 34 anni, è uno dei 40 soggetti arrestati questa mattina nell’ambito della maxi operazione antimafia “Decima-bis” condotta a Foggia. Dieci giorni fa aveva subito l’obbligo di dimora assieme ad altri due complici a Campobasso. Arrestato ancora Ernesto Gatta, in passato domiciliato a Campomarino

nicola valletta pregiudicata società foggiana mafia

L’antimafia di Bari, la procura di Foggia, la procura nazionale antimafia hanno spezzato il ‘sistema’, quello con cui la Società Foggiana “piegava” l’economia pugliese attraverso le estorsioni alle attività commerciali, riuscendo a radicarsi anche nell’economia legale.

Polizia e carabinieri, nell’ambito della maxi operazione antimafia “Decimabis”, hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 40 indagati, ritenuti appartenenti o contigui all’organizzazione mafiosa Società Foggiana e responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, tentata estorsione, usura, turbativa d’asta e traffico di sostanze stupefacenti, tutti aggravati dal metodo mafioso.

Già due anni fa, un duro colpo era stato assestato alla mafia foggiana con l’inchiesta “Decima azione”; oggi “Decimabis” è la prosecuzione di quell’indagine che dimostra la continua attività mafiosa a Foggia e dintorni. Anche in Molise.

Tra i 40 arrestati, compare infatti il nome di Nicola Valletta, 34 anni, di Cerignola. Lui è l’uomo che il 5 novembre scorso è stato raggiunto assieme ad altri due complici pugliesi da un obbligo di dimora firmato dal Gip del tribunale di Campobasso. Provvedimento arrivato dopo una serie di indagini e accertamenti portate a termine dagli uomini della Squadra mobile del capoluogo di regione.

Taglieggiavano i pusher molisani, la Mobile ferma 3 esponenti della “Società foggiana”

Gli agenti del capo della Mobile, Raffaele Iasi, nei mesi scorsi hanno seguito e intercettato per lungo tempo movimenti e spostamenti di Valletta. Ma a fortificare quell’attività investigativa nata su segnalazione, sono arrivate le confessioni, disperate, di alcuni tossicodipendenti e pusher di Campobasso e provincia.

Presi “alla gola” da 34enne di Cerignola che era solito convocarli a Foggia – pena azioni ritorsive sui familiari degli stessi – subivano minacce e intimidazioni frequenti con l’obiettivo di ottenere entro un certo lasso di tempo stabilito, i guadagni della droga che – sempre lui – aveva provveduto a vendergli per piazzarla sul mercato molisano.

Dieci giorni fa, a conclusione di quell’indagine, il Gip del tribunale di Campobasso li aveva sottoposti all’obbligo di dimora, inviando però il fascicolo a loro carico alla Procura di Foggia.

Nicola Valletta è tra coloro che nell’ambito di un’organizzazione mafiosa aveva realizzato una generalizzata, pervasiva e sistematica pressione estorsiva nei confronti di imprenditori e commercianti di Foggia ma probabilmente non soltanto loro.

Organizzazione gestita secondo un codice regolativo predefinito e condiviso, detto “sistema”; formato da una cassa comune utilizzata per il pagamento degli stipendi destinati ai consociati, nonché al mantenimento dei sodali detenuti e dei loro familiari, anche attraverso il sostenimento delle spese legali, così sviluppando collaudati processi di gestione centralizzata nell’acquisizione e nella ripartizione delle risorse economiche.

Fra i 40 arrestati di oggi anche un altro nome noto alle cronache molisane, vale a dire quello di Ernesto Gatta, 46 anni, personaggio con trascorsi fra Termoli e Campomarino e coinvolto in operazioni antidroga delle forze dell’ordine. Nel 2013 Gatta venne arrestato proprio a Campomarino, insieme con altre tre persone.

Poi era finito nuovamente in manette per associazione mafiosa in ‘Decima azione’, nel novembre 2018. I tentacoli della società foggiana, è ormai risaputo, sono giunti da tempo anche in Molise dove fanno affari, dalla droga al riciclaggio di denaro e dove non pochi i pregiudicati preferiscono scontare gli arresti domiciliari o l’obbligo di dimora. Una presenza costante e certificata dalle varie operazioni delle forze dell’ordine.