Virus più contagioso e carenza di ossigeno, Puchetti rilancia: “Curiamo i malati coi medici Usca al Vietri”

Il primo cittadino frentano avanza l'idea di un utilizzo diverso dell'ospedale di Larino per l'assistenza di tanti pazienti col Covid-19 senza grosse spese

Far convergere all’ospedale Vietri di Larino i medici Usca e gli infermieri presenti per la cura di malati Covid che hanno bisogno di ossigeno e assistenza. È l’ennesima proposta lanciata dal sindaco frentano Pino Puchetti in una lettera inviata al presidente della Regione Donato Toma e al direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano.

“Come Sindaco di Larino in qualità di autorità sanitaria locale – scrive Puchetti -, ho continuato a perorare anche nel corso di questi primi mesi del 2021 la causa del Vietri. Come sapete le mie richieste, quelle che un territorio intero ha sottoscritto, non sono state accolte. Non demordo perché consapevole dell’importanza della nostra struttura ospedaliera, consapevole di come la stessa possa ancora essere utilizzata per curare al meglio la popolazione del basso Molise che oggi sta facendo i conti con la recrudescenza del virus.

Un virus che, nel caso in cui nel corso delle prossime ore fosse confermata la presenza di una variante, potrebbe, probabilmente, risultare essere più contagioso e pericoloso anche nei soggetti giovani (figuriamoci in quelli anziani). È quello che si sospetta dato che soltanto negli ultimi giorni sei nostri concittadini sono stati ricoverati nel reparto di malattie infettive del Cardarelli e uno in terapia intensiva a causa di difficoltà respiratorie. Bisogna comunque rimanere prudenti visto che questo sospetto deve essere ancora confermato mediante specifiche analisi molecolari, attualmente in corso.
E la situazione non cambia se guardiamo al territorio dove, ogni giorno, almeno cinque molisani devono far ricorso all’ospedalizzazione senza parlare poi del numero di coloro che sono curati a casa grazie all’abnegazione dei medici di base che hanno moltiplicato le richieste di bombole di ossigeno alle farmacie”.

Da queste premesse l’ennesimo tentativo del primo cittadino di far cambiare idea a Toma e Florenzano che del Vietri non hanno voluto sentir parlare in questa emergenza Covid, al punto che l’ospedale larinese è stato persino depauperato di attrezzature e finanche letti nei mesi scorsi.

“La nuova proposta che invierò al presidente della Regione Toma e al direttore Florenzano: perché non utilizzare il Vietri per ricoverare i pazienti non gravi che comunque hanno bisogno di essere curati con l’ossigeno? Penso ai giovani colpiti dal virus e ai tanti anziani, che magari vivono da soli nelle proprie case ed hanno difficoltà ad utilizzare le bombole. Non sarebbe meglio per tutti sfruttare gli spazi della nostra struttura ospedaliera per offrire assistenza h24 a questi soggetti?
Mi risponderanno che manca il personale. Ebbene una soluzione potrebbe essere quella di convogliare in un’ampia ala del Vietri tutti i medici Usca oggi presenti sul territorio. Credo siano oltre una decina sul territorio bassomolisano e con loro il personale infermieristico attualmente disponibile al Vietri nel reparto curato proprio da tali figure”.

Secondo l’idea di Puchetti “le unità Usca garantirebbero l’apporto medico, mentre il personale infermieristico e gli eventuali Oss la cura alle persone h24. Voglio ricordare che al Vietri esistono camere con massimo due posti letto, ma soprattutto voglio ricordare a chi ancora si ostina a costruire moduli esterni agli ospedali, ogni postazione è dotata di impianto per l’ossigenazione dei pazienti che grazie al personale medico e infermieristico sarebbe sempre sotto controllo e non affidata alla, come dire, buona fede di parenti o amici. Una proposta che vuole essere del territorio, d’aiuto al nostro territorio che sta vivendo davvero una situazione drammatica”.

Una soluzione di questo tipo darebbe risposta anche alla grave carenza di bombole di ossigeno utilizzate da molti malati Covid che stanno avendo difficoltà nel reperirle. “Non stiamo parlando di milioni di euro da spendere – conclude il sindaco larinese -, ma solo di convogliare il personale già esistente su Larino in modo tale da evitare, per quanto possibile, il ricorso ai ricoveri presso il Cardarelli dove la cronaca quotidianamente ormai dimostra che non c’è più posto. Caro presidente, la mia non è una proposta campata in aria, ma per una volta valutiamo insieme il da farsi”.