“Una cooperativa vuole investire sulla Gam”: 240 operai sperano. C’è il progetto sul macello

La Tripla A, una cooperativa di allevatori molisani, sarebbe interessata a rilevare il macello della ex Gam, progetto abbandonato quasi un anno fa dalla Società Avicola Vincentina. Lavoratori e sindacati sollecitano la Regione, proprietaria al 100% dell'azienda di Monteverde di Bojano.

Chi opera nel settore la conosce bene: si chiama Tripla A ed è una cooperativa di allevatori molisani che ora vorrebbe rilevare il macello della ex Gam. In pratica parliamo della parte principale dello stabilimento di Monteverde di Bojano, quella in cui potrebbero trovare un impiego circa 200 lavoratori che percepiranno la cassa integrazione fino al prossimo novembre.

Doveva essere Avicola Vicentina, società del gruppo Amadori, a rilevare il macello. Poi il dietrofront improvviso. Lo scorso aprile il piano industriale è saltato mandando in crisi centinaia di lavoratori (di Bojano, ma non solo, alcuni sono anche di Campobasso), le loro famiglie e il tessuto produttivo dell’area. In fumo dunque il progetto di rilancio del principale segmento produttivo dell’azienda avicola matesina.

Quasi un anno dopo la speranza di rilancio della Gam si chiama Tripla A che vorrebbe riaprire il macello “per evitare di portare i polli a Ravenna” e risparmiare dunque risorse economiche. La novità è emersa nel corso dell’ultima assemblea dei lavoratori che si sono riuniti a Bojano.

La Tripla A è intenzionata ad aprire un macello perchè le costa troppo portare i polli a Ravenna e poi macellarli lì”, ha sintetizzato Latessa (Cgil). “Con i soldi che risparmiano pagano il mutuo per rifare il macello” e dunque, in base ai loro calcoli, “nel giro di qualche anno possono rientrare dall’investimento fatto”. L’impianto del resto ha bisogno di un corposo investimento per poter essere rimesso in funzione dopo anni di inattività.

Da poco più di anno a Monteverde ha riaperto solo l’incubatoio nel quale è impiegata una trentina di operai con contratto agricolo.

“La Tripla A, che vorrebbe solo un finanziamento da una banca per il progetto e non cerca soldi pubblici, ha 40 allevamenti in Molise e potrebbero macellare 100mila polli a settimana. A questi – le parole di D’Ilio (rsu Cisl) – si potrebbero aggiungere altri 100mila polli grazie ad un accordo con un altro imprenditore “. Ecco la soluzione per consentire agli operai in cassa integrazione che percepiscono 850 euro al mese di poter riprendere al lavorare.

L’interesse della cooperativa deve tradursi dunque in atti concreti. Per questo, è fondamentale che la Regione si attivi essendo proprietaria al 100% della Gam. Tuttavia, almeno finora, dall’assessorato al Lavoro guidato da Luigi Mazzuto e da via Genova non sono arrivate risposte ai solleciti di incontro da parte dei sindacati.

Il documento elaborato alla fine della riunione con le richieste al governo regionale è stato inviato anche alle redazioni giornalistiche. “Bisogna convocare, con la massima urgenza, un incontro perché si avvii un tavolo di confronto locale con il soggetto imprenditoriale che, peraltro, pare abbia già manifestato ad alcuni esponenti della Giunta regionale la volontà di realizzare, entro breve termine, un investimento nell’ambito dell’attività di macellazione”, è la prima richiesta contenuta nel documento.

La seconda riguarda l’attivazione di un confronto al Ministero dello Sviluppo Economico “per valutare, congiuntamente, la valenza di tali proposte onde ricorrere ad ogni utile strumento di sostegno per il rilancio della filiera avicola”.

Infine, la richiesta di “prevedere un cronoprogramma” sulle politiche attive che “diano realmente risposte per generare posti di lavoro”.

Rappresentanti dei lavoratori e organizzazioni sindacali sono convinti che è un momento delicato e che bisogna evitare che pure la cooperativa interessata a rilevare il macello ‘scappi’ come già successo con Avicola Vicentina, che ha mollato il progetto sul ‘pollo molisano di qualità’ proprio per i ritardi maturati nella presentazione del bando per il secondo lotto.

“Riteniamo che gli interventi previsti per l’Area di Crisi complessa e la positiva definizione di essi possano dare un nuovo impulso allo sviluppo dell’intero territorio molisano”, sostengono rsu e sindacati.

Prima che la riapertura del macello si concretizzi, occorre compiere una serie di ulteriori passi. Fra questi, anche mettere in sicurezza i lavoratori che poi saranno assunti. Insomma bisogna attivarsi e farlo in fretta. Ecco perchè i lavoratori sono rimasti delusi di fronte alle mancate risposte della Regione. “L’assessore Mazzuto aveva perfino dimenticato di averci dato appuntamento”, ha denunciato nel corso della riunione a palazzo Colagrosso D’Ilio. 

Di fronte all’immobilismo dell’ente, dunque, i lavoratori si mobiliteranno e interesseranno la Prefettura. “La vertenza Gam-Solagrital – sostengono – è diventata il simbolo di un’intera Regione: i lavoratori rivendicano a gran voce un diritto fondamentale della Costituzione Italiana che è quello del lavoro ed è per questo che
non si fermeranno e continueranno a lottare per ottenerlo”.