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Reddito con documenti falsi, 122 immigrati denunciati dalla Digos: frode da mezzo milione

Hanno dichiarato di essere italiani acquisiti da oltre dieci anni ma erano immigrati da pochi mesi. Oppure di avere il permesso di soggiorno di lungo periodo. A svelare la truffa gli uomini di Di Pasquale e dell'Ufficio Immigrazione della questura che hanno controllato un campione di 330 cittadini extracomunitari

L’indagine degli agenti della Digos di Campobasso è iniziata otto mesi fa. Con la collaborazione dei colleghi dell’Ufficio Immigrazione, sono riusciti a risalire a ben 122 domande illecite di reddito di cittadinanza presentate da cittadini stranieri su un campione di 330 documentazioni controllate.

Una scoperta che si inserisce – come ha spiegato il capo della questura di via Tiberio, Giancarlo Conticchio questa mattina durante la conferenza stampa – nell’ambito degli accertamenti finalizzati a tutelare la spesa pubblica. Ecco, allora, che all’inizio della scorsa primavera gli agenti del dottor Nico Di Pasquale hanno avviato una seria di verifiche incrociate. E le indagini hanno portato alla scoperta di un consistente numero di cosiddetti furbetti del reddito, tutti extracomunitari, che avevano inoltrato la richiesta per ricevere il sussidio. Nelle domande, però, non erano presenti quelli che restano i requisiti necessari per ricevere l’assegno, come per esempio  la residenza ed il soggiorno sul territorio nazionale per dieci anni, di cui gli ultimi due continuativi.

Nello specifico, sui 122 denunciati: 103 hanno dichiarato falsamente di essere residenti da oltre 10 anni in Italia; 17 pur avendo la residenza, hanno falsamente sottoscritto di essere titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo. Documento che può essere richiesto solo da chi possiede un permesso di soggiorno in corso di validità da almeno 5 anni, ha un reddito minimo non inferiore all’importo dell’assegno sociale e non ha precedenti di polizia. Infine, 2 cittadini marocchini hanno addirittura falsamente dichiarato di essere cittadini italiani.

I dati a disposizione dell’Ufficio Immigrazione e della Digos sono stati incrociati con quelli dei Caf ed il risultato è stato proprio quello di incastrare gli stranieri (la maggior parte dei quali residenti tra Campobasso e Larino) e che avevano inoltrato domanda anche in altre città tant’è che sono poi stati segnalati alle procure di: Arezzo,  Bari, Benevento, Cosenza, Napoli, Napoli Nord, Nola, Palmi, Patti, Pisa, Roma, Santa Maria Capua Vetere, Velletri, Torino.

In sostanza tutti gli indagati si erano rivolti ai Caf presenti sul territorio, fornendo informazioni false. La lunga lista di illeciti percettori del reddito è stata inoltrata e segnalata agli uffici dell’Inps, che ha subito provveduto ad interrompere l’erogazione dell’assegno ed a revocare il sussidio.

Tanto il denaro sottratto allo Stato ed alle persone che ne avevano effettivamente bisogno: stando alle informazioni, si parla di ben 625.000 euro.  E su disposizione del Gip di Campobasso e del Gip di Napoli sono stati eseguiti 3 sequestri.

Per quanto riguarda il provvedimento emesso dal magistrato del tribunale di viale Elena, gli uomini della Digos hanno sequestrato il conto corrente di un cittadino nigeriano aperto presso l’Ufficio postale di Bojano, e hanno quindi preventivamente “fermato” 2.300 euro che sono l’ammontare di quanto percepito illegittimamente a titolo di reddito di cittadinanza.

Non si tratta, purtroppo, dei primi casi di truffa emersi anche in Molise. E a fronte dei tanti, troppi furbetti scoperti in questi ultimi mesi (su tutto il territorio italiano) è evidente che si fa impellente la necessità di apportare delle modifiche alla misura, intensificando ulteriormente gli accertamenti ma anche apportando eventualmente alcune correzioni.