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Casi e indice di trasmissibilità scendono ancora, nessuna sorpresa: Molise resta arancione. Spauracchio ‘varianti’

Si registra un ulteriore decremento sia nell'indice di trasmissibilità che nell'incidenza dei nuovi casi, e ciò vale sia per il Molise che per l'Italia tutta. Crescono però complessivamente i ricoveri Covid in Rianimazione e in area 'non critica': insomma, guai a credersi fuori dal tunnel

Prosegue la discesa che in Molise è particolarmente veloce e, va da sé, la regione rimane di colore arancione. Il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute confermano il trend per la nostra regione.

Scende l’Rt (indice di trasmissibilità, calcolato sui soli casi sintomatici però) che è 1 (tra 0.78 e 1.28) mentre dai dati di venerdì scorso era risalito a 1.17. Quello nazionale è invero leggermente più basso, a 0.98 dacchè era 1.08 nel precedente report.

C’è però un altro indicatore, probabilmente anche più affidabile (e basato su dati più recenti) che ci fa tirare un altro respiro di sollievo. È l’incidenza dei nuovi casi nell’arco di una settimana: questi ultimi sono scesi ulteriormente a 253. Nei precedenti monitoraggi il dato era, partendo da venerdì 26 marzo, 346, e prima 439, 474, 560 e 616. L’andamento dell’ultimo mese e mezzo è dunque lapalissiano.

Già ieri il monitoraggio della Fondazione Gimbe ci mostrava come la nostra regione fosse quella con la variazione percentuale (al ribasso) di nuovi casi più alta d’Italia, ben -37,2% nella settimana 24-30 marzo rispetto a quella precedente.

tabella gimbe 1 aprile

Il report di oggi ci dà altri segnali di ottimismo: oltre all’Rt e all’incidenza di nuovi casi infatti il Molise ritorna tra le regioni con un rischio classificato come ‘moderato’, mentre per tante settimane quel ‘moderato’ era accompagnato dalla sinistra dicitura ‘con alta probabilità di progressione.

Continua a scendere, inoltre, il tasso di occupazione dei posti letto. Questa mostrata dai grafici la situazione certificata dall’Agenas fino a ieri sera. Il dato delle Terapie Intensive è ancora critico ma allineato a quello nazionale. Quello dell’area medica che tratta le malattie infettive è invece sceso sotto il livello di guardia.

agenas posti letto 1 aprile
agenas posti letto 1 aprile

Complessivamente la situazione sembra migliorare anche negli altri territori, o perlomeno nella maggior parte di essi. Alcuni indicatori che danno contezza dello stato dell’arte: l’Rt nazionale, come detto, è sceso addirittura – sebbene di pochissimo – sotto la soglia critica di 1 (0.98 mentre 7 giorni fa era stimato in 1.08) e l’incidenza dei nuovi casi ogni 100mila abitanti è diminuita ancora: è ora 232 mentre la scorsa settimana era 240 e quella prima ancora 264.

Il rischio epidemico si mantiene però a livelli elevati con sei regioni (Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Puglia, Toscana e Veneto) che hanno un livello classificato come “alto”. Tredici tra regioni e province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui sette ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) mentre solo una regione (Basilicata) e una provincia autonoma (Bolzano) hanno una classificazione di rischio basso. “Undici tra regioni e province autonome – si legge nel rapporto – hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due regioni (Campania e Valle d’Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3. Sei regioni hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2”. Tutte le altre, tra cui il Molise, hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 1, che equivale a minor rischio.

In realtà peggiora la situazione delle strutture sanitarie. Rimane alto il numero di territori che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (14 tra regioni e province autonome vs le 12 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (41% vs 39% della scorsa settimana) Anche il Molise è in linea con l’andamento nazionale. Allo stesso modo il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è in aumento e sopra la soglia critica (44%) con un aumento complessivo nel numero di persone ricoverate in queste aree. Da rilevare come il Molise invece sia sceso ben al di sotto della soglia critica (dato Agenas di ieri riporta un tasso di occupazione, come visto, addirittura sotto il 30%).

Dopo Pasqua ancora molte regioni saranno in rosso (passeranno nella zona a minori restrizioni solo pochissimi territori) e tutte le altre in arancione. Fino a fine aprile difatti non sarà possibile per Decreto tornare al colore giallo, tantomeno al bianco (che si addice a quelle regioni con meno di 50 casi ogni 100mila abitanti). Insomma, siamo ancora lontani da un ritorno ad una situazione di pseudo-normalità anche perchè “la circolazione di varianti a maggior trasmissibilità è largamente dominante nel Paese – si legge nel documento – il che indica la necessità di non ridurre le attuali misure di restrizione”.