Stalking e abuso d’ufficio, rinviato a giudizio il nuovo comandante dei vigili di Campobasso

Luigi Greco, che si è insediato nel capoluogo molisano lo scorso 1 dicembre dopo aver vinto una selezione pubblica voluta nei mesi scorsi dall'amministrazione comunale guidata da Roberto Gravina, dovrà comparire davanti al giudice il prossimo 19 febbraio nella prima udienza del processo che lo vede coinvolto. La vicenda è iniziata dopo che una vigilessa lo ha querelato nel 2017. Il giudice del Tribunale di Castrovillari ne ha riconosciuto "la condotta oppressiva e prevaricatoria".

È destino che il posto di comando dei vigili urbani di Campobasso non trovi pace. Luigi Greco, appena nominato comandante della Polizia Locale del capoluogo e che ha preso servizio lo scorso 1 dicembre, è stato rinviato a giudizio con due accuse gravi: stalking e abuso d’ufficio.

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Lo scorso 27 novembre, tre giorni prima che lo stesso Greco si insediasse nel capoluogo molisano, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Luca Colitta, ha deciso di rinviarlo a giudizio per reati che il graduato avrebbe commesso nella veste di comandante della polizia municipale dell’ex Comune di Corigliano Calabro, comune della provincia di Cosenza che da poco tempo si è unito con un altro comune, quello di Rossano Calabro. Dalla fusione è nata la città di Corigliano-Rossano.

E questa mattina la notizia dalla Calabria è ‘rimbalzata’ in Molise.

L’indagine è scattata nel 2017, dopo la querela presentata dalla vigilessa Antonella Bianco che, difesa dall’avvocato Damiano Viteritti, aveva denunciato una serie di atteggiamenti messi in atto negli anni precedenti dall’allora comandante della Polizia Municipale di Corigliano, appunto Luigi Greco. Tra quest’ultimo e la Bianco sembra che i rapporti non fossero idialliaci, come riconosce anche il giudice del Tribunale di Castrovillari.

Il gip ha messo nero su bianco “il comportamento vessatorio, continuo ed ininterrotto nei confronti dell’agente Antonella Bianco” e “la condotta oppressiva e prevaricatoria posta in essere mediante continue minacce di denunce penali o licenziamento mediante l’instaurazione di provvedimenti disciplinari successivamente archiviati dalla competente commissione comunale”, “reiterati comportamenti persecutori” che hanno determinato nella vigilessa “uno stato di disagio psichico al punto da costringerla ad accettare il momentaneo trasferimento ad un altro ufficio, alterando in tal modo le proprie abitudini di vita”.

La notizia del rinvio a giudizio del nuovo capo dei vigili urbani di Campobasso ha fatto parecchio rumore in città, non solo ha sorpreso gli agenti ma ha provocato reazioni nell’opinione pubblica: Greco è stato designato lo scorso 1 settembre dopo un’attesa selezione voluta dall’amministrazione comunale M5S  che in campagna elettorale aveva preso questo impegno con la città. Il Comando di via Toscana, dove il colonello originario di Barletta si è insediato solo tre giorni fa, è rimasto vacante per sei anni (o meglio è stato guidato  da un dirigente comunale, l’avvocato Matteo Iacovelli, scelto dall’ex sindaco Antonio Battista, ndr) e ora la vicenda che coinvolge Greco potrebbe innescare polemiche anche politiche.

Greco dovrà comparire davanti al giudice il prossimo 19 febbraio, quando sarà celebrata la prima udienza del processo a suo carico.