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Omicidio micatrotta

Delitto di Natale, esami del Ris concentrati sui quattro cellulari: oggi il prelievo dei dati

Nei laboratori di Roma si procederà all'estrazione di tutti i contenuti nei telefonini sequestrati alle persone coinvolte nell'omicidio di Cristiano Micatrotta e in settimana saranno elaborati. Terminano oggi le operazioni preliminari

Continuano le indagini sull’omicidio di Cristiano Micatrotta, il giovane geometra ucciso la notte di Natale in via Giambattista Vico a Campobasso.

I reperti sono nelle mani dei carabinieri del Ris. Che il 14 gennaio hanno avviato la procedura di catalogazione e valutazione delle prove raccolte dai militari del Nucleo investigativo del capoluogo molisano.

Giovedì scorso (20 gennaio) sono stati eseguiti i tamponi fronte retro sui quattro telefonini. Stessa procedura anche per le cover, per gli indumenti (quelli dell’aggressore, dell’indagato a piede libero e della vittima) e infine sul coltello. I reperti sono poi stati sigillati per essere esaminati nella fase successiva.

Oggi, lunedì 24 gennaio, si procederà all’estrazione dei dati presenti nei telefoni cellulari e già giovedì prossimo gli stessi potrebbero essere elaborati e quindi fornire prime spiegazioni utili a capire come si sono svolti i fatti.

Il personale specializzato dei carabinieri sta lavorando all’analisi di ogni traccia – sia di tipo scientifico che tecnologico – per provare a spiegare la dinamica dell’accaduto. A seguito dei test sulle tracce ematiche, la forma e il tipo di macchie, i rilievi tridimensionali e catalogati forniranno infatti agli investigatori un quadro più chiaro: grazie alla possibilità di capire la direzione delle macchie ematiche, insieme allo studio dei punti interessati dallo spargimento di sangue, sarà ricostruita la posizione sulla scena del crimine dei protagonisti, la dinamica dell’aggressione, eventuali spostamenti della vittima o dell’aggressore, nonché altri dettagli che forniranno chiarimenti sulle abitudini dell’indagato ma anche dei testimoni che hanno assistito ai fatti.

Si tratta di prove determinati per comprendere il modo in cui il fendente è stato sferrato e gli ultimi movimenti avvenuti in via Giambattista Vico prima che Cristiano ricevesse il colpo mortale.

Tutti i movimenti di quella orribile nottata dovranno essere passati al setaccio e confermati dai reperti che sono stati fotografati e catalogati. In particolare gli inquirenti si sono soffermati sui cellulari, dai quali sperano di ricavare informazioni importanti relativamente alla lite e ai motivi che l’hanno provocata. E soprattutto per capire tra chi è scoppiata la lite. Perché prima dell’incontro in via Vico, tra Giovanni De Vivo e l’altra persona iscritta nel registro degli indagati per il reato di rissa c’è stata una fitta corrispondenza. Messaggi di rabbia per una questione di droga andata male.

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