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Vendita del Gemelli diventa caso nazionale dopo le parole del Papa. Sindacati chiedono chiarimenti, per il vescovo “segnali di speranza”

In attesa di avere l'ufficialità sui nomi dei gruppi imprenditoriali intenzionati a rilevare l'ospedale di Campobasso, le cui proposte vengono valutate proprio in queste ore, le parole del pontefice hanno smosso le acque. Il vescovo Bregantini parla di "spiragli di speranza" perchè "il Papa ha accolto il nostro appello come vescovi a non vendere il Gemelli Molise", mentre l'Ugl nazionale prende posizione e chiede un incontro urgente ai vertici della Fondazione Policlinico Gemelli

Probabilmente solo nelle prossime ore riusciremo a capire l’effetto delle parole di Papa Francesco contro la Chiesa che “non può fare profitto sulla sanità” anche sulla trattativa per la vendita del Gemelli Molise. Un ospedale la cui prima pietra venne posta nel 1995 da uno dei suoi predecessori sul trono di Pietro, Giovanni Paolo II, pontefice considerato affine dal punto di vista teologico, spirituale e pastorale con lo stesso Bergoglio.

Nel giorno in cui è entrata nel vivo la valutazione delle offerte economiche presentate dagli aspiranti acquirenti, l’intervento del Pontefice ha riaperto timide speranze. Non si sa se servirà a bloccare la cessione del centro specializzato nella cura delle patologie oncologiche e della cardiochirurgia, ma conferma comunque che è in atto un tentativo di quello che in politica si potrebbe definire moral suasion. E il mancato rispetto del monito del Papa potrebbe forse creare un certo imbarazzo all’interno delle stesse gerarchie ecclesiastiche. Perchè la Fondazione Policlinico Gemelli proprietaria dell’ospedale (a cui l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha ceduto in comodato d’uso l’immobile) è in parte composta da un istituto, il ‘Toniolo’, presieduto dal vescovo di Milano che è stato designato proprio dal Santo Padre.

Gemelli, si valutano le offerte: attesa per conoscere gli acquirenti. Il Papa: “Anche la Chiesa non venda sanità”

Parla di un segnale di speranza il vescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini, sul cui ruolo nell’avvertimento lanciato da Bergoglio ieri durante l’Angelus (recitato proprio dal Policlino Gemelli in cui è ricoverato) in tanti si interrogano. “Il Papa ha accolto il nostro appello come vescovi a non vendere il Gemelli Molise”, evidenzia l’arcivescovo. “La vocazione della Chiesa è infatti quella di custodire, non di svendere, di difendere e non di perdere. Ecco perché vogliamo fermamente credere che il Gemelli Molise rimarrà un bene prezioso per questo nostro territorio e che, dopo l’esortazione del Papa, il rischio di perdere la sua identità sia ormai passato. Il contrario rappresenterebbe, invece, una ferita inguaribile per tutti”.

Insomma, la partita non è stata ancora vinta e non è da escludere che le parole del Papa facciano saltare il banco. Probabilmente anche perchè la trattativa per la cessione è alle primissime fasi.

 

Intanto il caso dell’ospedale cattolico messo in vendita acquista una rilevanza nazionale: la Ugl Salute chiede risposte immediate sull’avvio dell’ipotesi di vendita della struttura accreditata per 130 posti letto. “La cessione della struttura di Campobasso – dichiara il Segretario Nazionale Gianluca Giuliano – a un soggetto privato sembra ormai avviata. Le manifestazioni di interesse di importanti gruppi della sanità privata italiana sono già arrivate alla Fondazione Policlinico Gemelli di Roma e quindi si dovrebbe procedere alla cessione di un polo fondamentale per i servizi che offre e per la sua collocazione geografica territoriale”. Il segretario dell’Ugl ricorda anche le parole del Papa che “ha ribadito con forza l’importanza delle strutture religiose e di una sanità che debba essere pubblica e accessibile a tutti”. Dunque, insiste, “l’operazione messa in atto dalla dirigenza della Fondazione Policlinico Gemelli crea non poche preoccupazioni“.

L’Ugl ha chiesto un incontro con i vertici di proprietari dell’ospedale (la Fondazione Policlinico Gemelli, ndr) “per avere un quadro chiaro, trasparente ed esaustivo della situazione e valutare eventuali iniziative da intraprendere a tutela dei livelli occupazionali degli operatori impegnati nella struttura e dei servizi offerti ai cittadini del Molise”.

 

Anche i sindacati molisani hanno chiesto chiarimenti. E domani mattina, nella sede di Largo Gemelli, incontreranno i vertici sanitari del Gemelli: sul tavolo c’è il rinnovo del contratto di lavoro. Ma questo summit potrebbe essere il primo confronto su una cessione che ha spiazzato tutti.