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Messa in sicurezza del palazzo sospeso nel vuoto, entro febbraio il collaudo foto

Ultima proroga per il consolidamento di Palazzo Vernucci, lo stabile che ha fatto "penare" diverse amministrazioni e per il quale è stata trovata una soluzione dopo il terremoto di agosto 2018. I lavori da 300mila euro, con una convenzione tra Comune e Regione, sono alle battute finali. Dopo il 28 febbraio l'edificio, collaudato, sarà restituito ai condomini che potranno decidere se ristrutturare i loro appartamenti. Finisce anche l'incubo per i 40 cittadini che abitano nella zona del "perimetro rosso".

Lavori di messa in sicurezza di Palazzo Vernucci a Guglionesi, entro febbraio 2021 si chiude. Poi l’edificio, scongiurato il pericolo di crollo con il consolidamento statico, sarà restituito ai condomini che potranno sistemare e ristrutturare gli appartamenti ed eventualmente tornarci a vivere.

E’ una buona notizia, certificata dalla recente delibera di Giunta comunale che stabilisce al 28 febbraio 2021 il termine ultimo entro il quale la messa in sicurezza sarà ultimata e lo stabile collaudato. I lavori erano stati consegnati nello scorso mese di aprile e sarebbero dovuti durare tre mesi. Una serie di ritardi anche dovuti alla emergenza sanitaria da coronavirus e al conseguente blocco dei cantieri edili nella scorsa primavera avevano imposto la necessità di una proroga. Ora – ed è questa la buona notizia – i lavori sono in dirittura d’arrivo nel cantiere di via Martiri d’Ungheria, strada chiusa e interdetta per ragioni di sicurezza nel tratto sul quale sorge l’edificio “sospeso nel vuoto” costruito alla fine degli anni Sessanta e che fin da subito aveva mostrato la sua fragilità per il terreno franoso sul quale era stato innalzato.

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Nel gennaio 2020 i lavori erano stati appaltati all’ Impresa Molino srl la cui sede è a Vasto, che si era aggiudicata l’appalto in una gara a 10 concorrenti. Il progetto era stato redatto dallo studio Ingegneria delle Strutture Monaco e Passannante associati di Bari, per un valore complessivo di 300mila euro.

Alto 25 metri, si trova al numero civico 29 di via Martiri d’Ungheria e ha alle spalle una storia controversa e fitta di disagi per i residenti. Nell’aprile 2017 i condomini – 30 famiglie – erano stati sgomberati per ragioni di sicurezza dall’ex sindaco Leo Antonacci, anche se in verità molti nuclei avevano abbandonato la casa già da tempo  perché lo stabile era divenuto pericolante e con una inclinazione inquietante, specie ai piani alti.

La stabilità di palazzo Vernucci era stata compromessa sia dal terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002 (in seguito al quale tuttavia non vennero prese iniziative per farlo rientrare nel patrimonio danneggiato dal sisma) sia, in tempi più recenti, dalle due scosse dell’agosto 2018, quella del 14 di magnitudo 4.6 e quella del 18 di magnitudo 5.1.

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Perizie e relazioni geologiche ne avevano certificato la pericolosità e l’inclinazione verso la scarpata nel vallone sottostante. Il problema di palazzo Vernucci era diventato anche il problema delle abitazioni limitrofe che rientrano nel cosiddetto “perimetro rosso”. Qualora l’edificio fosse crollato o avesse perso qualche pezzo, soprattutto in coincidenze di movimenti tellurici, a essere compromette sarebbero state 11 abitazioni sottostanti, per le quali il sindaco Bellotti aveva firmato un’ordinanza di sgombero tuttora valida. Così si era aggiunta la criticità pe40 residenti che abitano in case sicure dal punto di vista sismico ma pericolose per la posizione geografica. Adesso, con la risoluzione di un problema antico, sarà restituita la serenità anche a queste famiglie, che hanno patito disagi a raffica.

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Dopo il terremoto di agosto 2018 il Comune con la Protezione Civile e la regione Molise era riuscito a far rientrare la questione scottante di Palazzo Vernucci nell’emergenza terremoto: erano stati stanziati 300mila euro, necessari alla messa in sicurezza dell’edificio, per il quale in un primo momento era stato valutato l’abbattimento. Ma l’esperto incaricato dall’Amministrazione comunale di tirare fuori la migliore soluzione possibile, il professore ordinario di tecniche della costruzione al Politecnico di Bari Pietro Monaco, aveva optato  per una messa in sicurezza con un sistema di consolidamento della struttura. La convenzione tra il comune e la regione Molise era stata firmata nel febbraio 2019, quando si parlò di un “risultato storico” che metteva un punto all’emergenza rappresentata dallo stabile.

“L’intervento è alle battute finali, poi i condomini potranno decidere cosa fare dei rispettivi appartamenti”, chiarisce il responsabile unico del procedimento e direttore dei lavori l’architetto Antonio Notarelli, responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, che ha seguito da vicino la questione.

Dopo il prossimo 28 febbraio i proprietari potranno ristrutturare i locali interni beneficiando (anche) del bonus sisma. La parte che spetta al pubblico, che si è fatto carico del problema, è in dirittura d’arrivo. Oltre all’architetto Notarelli è stato impegnato nella risoluzione urbanistica l’architetto Giuliano Senese, vicesindaco e assessore al ramo. Il collaudatore è l’ingegnere Giuseppe Raimondo.