17enne di Lodi con febbre, test negativo. In chiesa niente scambio di pace, igienizzanti introvabili

Un giovane arrivato da Lodi si è presentato stanotte all'ospedale Cardarelli di Campobasso ma è risultato negativo al Covid-19. Intanto dopo le polemiche sulla 'messa al bando' di veneti e lombardi il governatore Toma esplicita: "I nostri confini sono aperti". Esauriti in molti negozi i disinfettanti per le mani, timori nelle aziende dove lavorano dipendenti in arrivo dal Veneto.

I timori del contagio da Coronavirus stanno arrivando ormai ovunque, tanto sul posto di lavoro che nelle chiese anche in Molise.

LA MESSA

Infatti a Campobasso alcuni sacerdoti hanno scelto di vietare lo scambio della pace preferendo inoltre non dare il sacramento della comunione direttamente in bocca ma solo sulle mani.

Si tratta di una scelta a totale discrezione dei parroci, visto che non è arrivata alcuna indicazione ufficiale del vescovo Giancarlo Bregantini. Anche a Termoli e dintorni la Diocesi non ha dato disposizioni specifiche.

IL 17ENNE DI LODI CON FEBBRE

Sempre nel capoluogo stanotte sono stati vissuti momenti di apprensione al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso dove si è presentato un ragazzo. “Ho la febbre”, avrebbe detto al personale medico di turno. Arrivava da Lodi, il primo focolaio del contagio da Covid 19 in Italia. 

Immediatamente sono state attivate le procedure previste dalla circolare diramata dal Ministero della Salute: in queste ore il giovane è stato sottoposto ai test medici che non hanno confermato l’infezione da Nuovo Coronavirus (come riferito a Primonumero dal commissario Asrem Virginia Scafarto) che ha finora provocato due vittime, una in Lombardia e una in Veneto. In totale il numero delle persone contagiate è salito a oltre cento: casi concentrati soprattutto al Nord, tra Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna. E’ risultata negativa ai test pure la ragazza che ieri – 22 febbraio – era stata ricoverata al San Pio di Vasto.

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LE MISURE ANTI CONTAGIO

Inoltre è in quarantena un ragazzo di 27 anni ‘scappato’ da Codogno (la città lombarda in cui si è registrato il primo caso, un manager della Unilever di 38 anni) per tornare a casa, a Montefusco, in provincia di Avellino. E’ in quarantena anche la sua famiglia.

Ieri anche la Regione Molise ha alzato il livello di guardia aumentando le misure precauzionali e chiedendo a chiunque arrivi nella nostra regione dopo aver soggiornato nelle aree del contagio del Coronavirus di comunicarlo all’Asrem. Come è probabilmente avvenuto nel caso del giovane che stanotte si è presentato all’ospedale di Campobasso dove, ricordiamo, è presente l’unico reparto di Malattie infettive della regione con 10 posti letto e solo 2 di isolamento. Qui, ad esempio, era stata ricoverata anche la 27enne di Termoli rientrata da Pechino e poi risultata negativa ai test.

Invece ieri sera, al termine di un Consiglio dei Ministri straordinario, sono state prese misure speciali per evitare i contagi: sono state annullate ad esempio le gite scolastiche in Italia e all’estero. Inoltre nelle prossime ore potrebbero essere adottate decisioni sulle manifestazioni, comprese quelle sportive, ma al momento non risultano eventi rinviati o annullati.

TOMA: “MOLISE, CONFINI APERTI”

Le nuove misure annunciate dal presidente Donato Toma hanno creato confusione e innescato polemiche: la stampa nazionale lo ha accusato di aver messo al bando di chi arrivava dal Nord Italia, veneti e lombardi in particolare. Gli attacchi hanno costretto il governatore ha diramare nella serata di ieri – 22 febbraio – per esplicitare che “i confini del Molise restano aperti, ci mancherebbe, e ribadisco la mia totale vicinanza alle comunità che, purtroppo, sono state colpite dal Coronavirus”.

Poi ha aggiunto: “Stiamo semplicemente intensificando la prevenzione, come indicato dal Ministero della Salute, applicando l’obbligo – per quanti provengono o hanno soggiornato nelle ultime due settimane in aree sottoposte a cordone sanitario – di comunicare la presenza sul nostro territorio all’Autorità sanitaria locale, che provvederà a mettere in atto le adeguate misure di tutela della diffusione del nuovo coronavirus. Prevenire è meglio che curare. Diffondere fake news in un momento come questo è da irresponsabili”.

TIMORI AL NUCLEO INDUSTRIALE

C’è preoccupazione invece al Nucleo industriale di Termoli, specie in quelle aziende che hanno continui scambi di lavoratori da altre regioni. In particolare da domani sono attesi in una azienda termolese diverse dipendenti trasfertisti in arrivo dal Veneto, in particolare dalle province di Vicenza e Padova. La speranza dei colleghi molisani, tanto i dirigenti quanto gli impiegati e gli operai, è che vengano prese tutte le precauzioni del caso per evitare rischi di contagio. Alcuni si chiedono se verranno fatte le dovute comunicazioni all’Asrem ma in generale il clima appare di incertezza.

Amuchina

IGIENIZZANTI INTROVABILI

Da ieri, ma soprattutto da questa mattina, è quasi ressa Nelle farmacie, parafarmacie e negozi per l’igiene a caccia di igienizzanti per le mani. i prodotti antibatterici Stanno terminando e in alcune cittadine molisane, come Termoli, sono già ultimati. Il timore di poter contrarre il Coronavirus sta portando i cittadini a fare razzia di prodotti antibatterici e c’è già chi ha speso anche 20 o 30 euro per fare scorte.

Igienizzanti e disinfettanti per le superfici sono terminati in farmacia e in catene come Acqua&sapone e Tigotà. Tra i consigli riportati dalla Federfarma, affissi anche nelle farmacie, c’è quello di lavarsi spesso le mani e bene per almeno 40 secondi con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche.

Nel caso in cui si starnutisca o si tossisca, utilizzare sempre un fazzoletto di carta e coprire naso in bocca con il braccio, mentre fazzoletti usati devono essere gettati nel cestino e le mani lavate subito dopo. Tutte le informazioni sul nuovo Coronavirus sono disponibili sul sito internet del Ministero della Salute.

 

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