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Verso l'elezione

Cosib, il 12 novembre il Consiglio generale che deciderà nuovo presidente e Direttivo. Sarà la volta buona?

Giovedì 12 novembre il Cosib dovrebbe avere un nuovo Presidente e relativo Comitato direttivo. Il condizionale è d’obbligo visto quanto accaduto una ventina di giorni addietro. All’ordine del giorno anche la discussione sui compensi: si ridurranno lo stipendio d’oro o no?  Il Presidente uscente Gianfranco Cammilleri ha convocato tutti (gli otto sindaci dei comuni facente parte dell’area consortile,  il rappresentante dell’Azienda Autonoma Turismo e Soggiorno di Termoli e i revisori dei Conti) alle ore 17. Ci saranno altri colpi di scena dell’ultimo momento?  

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Cronache

Cosib, appello di Patrizia Manzo: “Basta ingerenze della politica, mettiamo al centro le imprese”

L’intervento della portavoce del M5S in Consiglio regionale alla vigilia del voto per il rinnovo del Direttivo e della presidenza: “La logica antica, e ormai superata, della pressione politica, dello scegliere gli uomini in base alle appartenenze, la mera sperequazione partitoria è nociva, dannosa, non produce sviluppo ma ne limita drasticamente le possibilità. La politica deve partecipare in quanto espressione del territorio, a sua difesa, ma non deve essere più una 'società immobiliare' che (s)vende beni che non le appartengono”.  

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Le grandi manovre e i retroscena

Cosib verso nuovo Presidente e direttivo: il sindaco Di Pardo in pole, out tecnici e amministratori aziendali. Muore la rappresentanza territoriale

Giovedì 22 ottobre verrà eletto e nominato il nuovo Cda e Presidente del Cosib. Finirà l’era degli ex sindaci (Bucci, Cammilleri, Caravatta e Mascio) e con, ogni probabilità, si aprirà quella di Roberto Di Pardo, attuale primo cittadino di Petacciato. I giochi sembrano già fatti, o quasi. In ballo solo l’ultimo posto nel Comitato direttivo. A contenderselo Mario Bellotti e Giovanni Di Matteo, che secondo le ultime indiscrezioni saranno entrambi estromessi per far posto a un secondo rappresentante di Termoli, che sacrifica così la presidenza malgrado abbia il 70% di proprietà dei terreni del consorzio. Una logica spartitoria che penalizza la rappresentanza territoriale. Ancora una volta esclusi dalla stanza dei bottoni i rappresentanti delle aziende, i veri azionisti del polo industriale adriatico.