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Si riaccende la protesta degli operai. Ultimatum alla politica: “Il Molise sta morendo, non c’è più lavoro”

Martedì 23 luglio, dalle ore 14.30, nuovo presidio di protesta davanti al Consiglio regionale per suonare la sveglia alla politica: "E' arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e cercare soluzioni lavorative per tutti i lavoratori"

E’ un’estate nera, come il futuro della Gam. E così poche ore dopo il fallimentare incontro in Regione i lavoratori tornano a mobilitarsi.

Amadori non ha risposto alla chiamata del governatore Donato Toma e ha disertato l’incontro convocato dalla Regione Molise venerdì 19 luglio. Un esito prevedibile: sono passati quattro mesi dall’annuncio choc dei vertici dell’azienda di Cesena. “Non ci sono le condizioni per investire sul macello”, avevano dichiarato.

Tempi troppo lunghi e burocrazia farraginosa hanno indotto il colosso dell’agroalimentare a fare dietrofront.

“A distanza di più due anni dalla firma degli accordi non è stato fatto alcun passo avanti per consentirci di avviare l’attività di riqualificazione dello stabilimento di trasformazione alimentare, a causa della permanenza di interferenze e carenze infrastrutturali fra il Lotto 1, acquisito dal nostro Gruppo, e il Lotto 2, parte confinante all’interno del complesso. Il nuovo bando pubblico di vendita del Lotto 2, peraltro, non risolve ma rende ancora più manifeste alcune fra le principali interferenze all’origine di questa situazione, non più compatibile con i tempi di un Gruppo che punta a crescere ed espandersi”: questa la posizione espressa in una intervista rilasciata a Primonumero. 

Passati quattro mesi, non è stato fatto niente per evitare un disastro ormai quasi imminente: dal prossimo novembre i 240 operai ex Gam non riceveranno alcun sussidio di sostegno al reddito.

Martedì 23 luglio, dalle 14.30, ci sarà un nuovo presidio davanti al Consiglio regionale, in riunione proprio quel pomeriggio. In più si stanno organizzando i pullman che partiranno dal Molise quando a Roma si svolgerà la riunione al Ministero dello Sviluppo Economico. Terzo obiettivo: aprire un tavolo in Prefettura per coinvolgere anche la politica nazionale sulla vertenza.

“La situazione è drammatica, il futuro è sempre più incerto”, sottolinea Giancarlo D’Ilio, rsu della Gam. “Vogliamo lanciare un ultimatum alla politica: non ci interessa il colore politico di chi governa, il Molise sta morendo, dal punto di vista lavorativo è un disastro. E’ arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e cercare soluzioni lavorative per tutti i lavoratori”. La battaglia punta a coinvolgere anche gli altri dipendenti delle aziende sull’orlo del fallimento.

“Cassa integrazione, mobilità in deroga, disoccupazione, reddito di cittadinanza, pensionati in difficoltà: questa la fotografia del Molise. Ci sono persone che hanno perso tutto. Siamo pronti a tutto, riprendiamo la nostra azione di lotta e di protesta“.