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Tegola sulla Città Invisibile, il Comune ‘sgombera’ il centro per senzatetto. “Al momento non ci sono sedi alternative”

Il locale in piazza Olimpia – zona stadio – dalla prossima settimana dovrà chiudere perché il Comune ha deciso che lì si farà il Museo del Mare e sta per avviare i lavori di ristrutturazione. Sconcerto tra i volontari e gli ospiti del centro, e per il poco preavviso e perché in tanti mesi non si è riusciti a trovare una sistemazione alternativa.

Sapevano da mesi che sulla loro testa pendeva una Spada di Damocle, quella di dover prima o poi abbandonare gli spazi da loro ‘abitati’, in qualche modo ‘costruiti’. Parliamo de La Città Invisibile, associazione che da tre anni si occupa a Termoli di dare un supporto – concreto – a tutti coloro che conducono una vita ai margini e che per questo sono sovente dimenticati da tutti, amministratori compresi.

Ieri, 1 luglio, nel corso della prima delle tre giornate di un percorso di riflessione aperto alla cittadinanza e denominato ‘La città della cura’, il volontario Roberto De Lena ha annunciato non senza mestizia che dalla settimana prossima il centro non ci sarà più. “Stamattina ci è arrivata la comunicazione, per noi una bruttissima notizia sebbene non del tutto inattesa, che nel giro di pochi giorni, una settimana al massimo, dovremo lasciare questo locale perché il Comune sta per dare il via a dei lavori di ristrutturazione”.

I lavori sono quelli del Museo del Mare. I locali sono difatti di proprietà comunale ma in questi anni sono stati concessi a titolo gratuito all’associazione sociale. La comunità – perché chiamarla associazione è in realtà riduttivo – era al corrente di questa prospettiva da tempo e già 10 mesi fa aveva chiesto all’Amministrazione una sistemazione alternativa per non perdere tutto il patrimonio costruito in questi anni.

la città invisibile incontro

Di certo alla Città Invisibile però non si aspettavano che l’avviso di ‘sgombero’, per così dire, arrivasse con così poco preavviso e senza che si fosse trovata una soluzione.

L’amministrazione, interpellata sulla questione qualche giorno fa, aveva voluto rassicurare dando come ipotesi quella di poter assegnare uno spazio in uno dei locali (che avranno come destinazione d’uso proprio la sede di realtà associative) del nuovo stabile costruito in via Elba, in contrada Mucchietti. I locali però al momento non sono utilizzabili.

 

La domanda è inevitabile. Che ne sarà ora di tutti gli utenti che ogni mattina si recavano al centro per una colazione, per trovare persone disposte ad ascoltarle, per disbrigare pratiche burocratiche e tanto altro? La Città Invisibile è infatti tanto altro. È una micro-comunità nella comunità termolese che negli ultimi anni è stata protagonista della creazione di sinergie inedite sul territorio, tra associazioni del sociale e non solo. Una fucina di idee, proposte, progetti in molti casi innovativi. L’associazione naturalmente – fatta di volontari e volontarie – non ha nessuna intenzione di ‘mollare’ di fronte a questo duro colpo. “Dentro la città che soffre resiste la città della cura. La cura è un processo: un processo quotidiano”. Ma è chiaro che avere uno spazio riconoscibile, punto di riferimento per tanti utenti, è essenziale per portare avanti le proprie attività.

 

L’avvocato Tina De Michele della Consulta per le Disabilità e impegnata a vario titolo nel mondo del sociale, ieri ospite dell’incontro ‘La città che soffre’, ha manifestato sui social tutta la propria amarezza per la notizia. “Oggi pomeriggio, in occasione delle giornate di riflessione sul diritto alla città promosse dalla Città invisibile, ho appreso che l’amministrazione della città di Termoli, con una sola settimana di preavviso, ha invitato gli operatori a lasciare i locali di Piazza Olimpia, nei quali, in questi ultimi 3 anni, è stato offerto ai senza fissa dimora della città ristoro e dignità.

Non solo; in questi anni negli spazi di Piazza Olimpia sono circolate idee, promozione di eventi culturali, sono stati organizzati incontri e laboratori tra persone di culture ed esperienze di vita diverse.

Nessuna alternativa è stata offerta agli operatori (tutti volontari)  e di conseguenza alle persone senza fissa dimora, se non una generica disponibilità ad un’interlocuzione, ma la sensazione che serpeggia è quella di una chiusura totale da parte dell’amministrazione a rivedere la propria decisione.

Penso ai pomeriggi che ho trascorso alla Città Invisibile con i compagni di strada di Interferenze (festival del cinema sociale tra i cui promotori c’era appunto La Città Invisibile, ndr) e mi assale un senso di profonda tristezza ed impotenza.

Si parla sempre tanto di creare un mondo diverso, ma poi si distruggono i semi e i germogli di ogni speranza”.

 

Dall’associazione fanno sapere che martedì 6 luglio è stato fissato un incontro con l’Amministrazione comunale.