Inferno di fuoco e vento, centinaia di ettari distrutti: Molise in ginocchio. Ma il peggio sembra passato foto

Dopo i due giorni di emergenza incendi che hanno flagellato la provincia di Campobasso, la situazione sembra avviarsi verso un ritorno alla normalità. Si spera nell'arrivo della pioggia, però, perchè non tutti i roghi sono stati domati

L’inferno di fuoco sul Molise è parzialmente alle spalle, sebbene l’emergenza non sia del tutto terminata. Le temperature notevolmente più basse, a partire da stanotte, e la previsione della pioggia fanno tirare un sospiro di sollievo in particolare al personale dei Vigili del Fuoco che ha lavorato ininterrottamente per oltre 24 ore. “Molti da ieri non sono ancora rientrati a casa”, ci spiega un caposquadra del distaccamento di Termoli, ed è stato necessario richiamare in servizio anche personale in riposo.

Domenica 30 agosto 2020 verrà ricordata come una giornata di emergenza incendi, un po’ come è stato per quel nefasto 24 luglio 2017 quando il Basso Molise bruciò, stabilimento Fiat compreso.

Le situazioni più critiche ieri a Guglionesi, Casacalenda, la sera precedente a Castropignano. Ma da Termoli a Portocannone, da Casalciprano a Larino, passando per Montecilfone, non si contano gli incendi che hanno mandato in fumo centinaia di ettari di boschi, terreno incolto, sterpaglie, macchia mediterranea, vegetazione spontanea. E poi le fiamme hanno compromesso pali telefonici nonché l’infrastruttura ferroviaria. Ieri sera infatti Rfi ha sospeso la linea Termoli-Campobasso per il divampare di due incendi che sono finiti a ridosso dei binari tra le stazioni di Guglionesi, San Martino, Portocannone. Per intenderci, le fiamme hanno lambito i binari che si trovano nella zona che dallo Zuccherificio di Termoli porta fino alle piane di Larino.

chiesa s. antonio abate a fuoco guglionesi incendio

Incalcolabili poi i danni a Guglionesi, dove la combustione ha fatto crollare il solaio della chiesa di Sant’Antonio Abate (foto sopra). Situazione gravissima anche a Casacalenda, dove nonostante i 30 lanci del canadair l’incendio non è ancora completamente domato perché l’acqua non arriva fino al sottobosco.

canadair Incendi Casacalenda

Si è rischiato grosso anche a Campomarino al bosco Fantine, interessato spesso da incendi tra cui l’ultimo poche settimane fa, ma che per fortuna stavolta non è stato interessato dal fuoco. Fuoco che invece ha devastato altre zone del comune costiero, così come di Nuova Cliternia e di Rio Vivo-Marinelle.

 

Tornando a Casacalenda, la situazione sembra migliorata rispetto a quanto accaduto negli ultimi tre giorni. Ma non ancora si può dire che sia tutto finito. Tra giovedì e venerdì sono occorse addirittura circa 20 ore, quasi un giorno intero, per domare il vasto incendio che si è sviluppato in contrada Difesa, nei pressi del Santuario. La sindaca, Sabrina Lallitto, che ha realizzato il video eloquente delle fiamme tra i boschi, tiene a “ringraziare chi si è prodigato per spegnere l’incendio del bosco e coloro i quali hanno collaborato, in tutti i modi possibili, affinché le operazioni fossero condotte in sicurezza e rapidità”.

Anche domenica altri incendi hanno interessato la zona, favoriti dal vento forte di garbino. Vigili al lavoro fino alle 23 di ieri sera, 30 agosto: “Il danno è incredibile, devastante – ha commentato la prima cittadina –. Quello che ho visto mi ha spaccato il cuore. Grazie ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri, ai Carabinieri Forestali, alla squadra antincendio, alla Polizia Locale, alla Protezione Civile e ai consiglieri comunali che da stanotte hanno incessantemente lavorato, insieme, per contenere quanto più possibile i danni”.

Purtroppo, la natura delle fiamme pare sia riconducibile alla mano dell’uomo: “Siamo quasi certi, visti i numerosi punti di appicco rintracciati, che l’incendio sia doloso. Pertanto chiederemo che siano fatte tutte le indagini del caso” conclude la prima cittadina di Casacalenda.

 

Oggi, 31 agosto, la situazione è definita “sotto controllo” ma i roghi ci sono ancora e il personale è ancora al lavoro. Personale che ieri, nella drammaticità della situazione, ha avuto bisogno di rinforzi che sono giunti sia da San Severo che dal distaccamento di Agnone (Comando di Isernia).