Bonus ai politici, Aida Romagnuolo ‘sfida’ Salvini: “Deve sospendere Marone”

La consigliera regionale chiede al leader del Carroccio di prendere provvedimenti anche per l'assessore regionale leghista che ha percepito il contributo erogato dalla cassa previdenziale forense

Nelle ore della rabbia che corre sui social contro i ‘furbetti del bonus’, Aida Romagnuolo entra a gamba tesa nel dibattito politico e chiede l’epurazione di Michele Marone dalla Lega e dalla Giunta regionale. Ne ha beneficiato anche l’avvocato termolese, nominato nel governo guidato da Donato Toma, che ha percepito il contributo previsto dalla Cassa Previdenziale Forense. E’ avvenuto per i mesi di marzo e aprile, prima che il presidente lo nominasse come esterno nel suo esecutivo.

Ed è stato lo stesso Marone ad ammetterlo a Primonumero nell’articolo in cui in anteprima vi abbiamo parlato degli amministratori locali che hanno beneficiato del sostegno al reddito: “Non ho fatto domanda per il bonus Inps ma ho percepito 600 euro mensili come sostegno al reddito per i mesi di marzo e aprile dalla Cassa Previdenziale Forense”.

Il motivo: drastico calo del fatturato con la professione di avvocato “quella con cui vivo, non vivendo io di politica”. Studio legale chiuso, impossibilità di incontrare i clienti, attività giudiziaria sospesa: queste le ragioni tecniche che hanno determinato per Marone, che in quel periodo ricopriva l’incarico di presidente del Consiglio comunale di Termoli, l’accesso al bonus di sostegno, come quasi tutti gli avvocati che svolgono anche attività politica. Tuttavia, una volta diventato assessore regionale (con uno stipendio lordo di circa 12.500 euro mensili), ha rinunciato al bonus: “Nel momento in cui ho iniziato a ricoprire la carica istituzionale ho rinunciato al sostegno senza esitazione”.

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Tuttavia, le spiegazioni di Marone non devono aver convinto Aida Romagnuolo: “Ho letto che anche nel Molise ci sono alcuni campioni di ipocrisia, cioè persone che, pur occupando ruoli importanti nella vita pubblica, hanno usufruito del bonus di 600 euro nei mesi di marzo e aprile scorso. Tra questi figura anche l’assessore regionale esterno della Lega Michele Marone che, secondo il mio punto di vista, per rispetto verso i molisani, dovrebbe immediatamente rassegnare le sue dimissioni per non offendere ulteriormente coloro che non arrivano alla fine della prima settimana di ogni mese. Certo che Marone come presidente del Consiglio comunale di Termoli poteva richiedere il bonus ma è moralmente deprecabile e inaccettabile visto come vivono oggi i molisani”.

La consigliera regionale, dunque, non fa sconti e lancia la sfida a Matteo Salvini, il leader della Lega che questa mattina ad Agorà Estate ha annunciato: “Chiunque abbia preso o fatto richiesta del bonus venga sospeso e in caso di elezioni non ricandidato”. Provvedimento scattato poche ore dopo nei confronti di Elena Murelli e Andrea Dara, due deputati leghisti che hanno percepito il bonus Inps. 

 

La Romagnuolo, che ha ancora il dente avvelenato dopo la sua espulsione dal Caroccio, auspica lo stesso provvedimento per Marone: “Mi aspetto che Salvini lo sospenda dalla Lega, considerato che io sono stata espulsa da Mazzuto solo per invidia e per un disegno criminoso ordito ai miei danni da ben noti congiurati. Tutti sanno che Marone è transitato nella Lega e oggi, senza essere stato eletto al Consiglio regionale del Molise, percepisce come assessore la modica cifra di 12.500 euro al mese, oltre a quello che ovviamente percepisce come Presidente del Consiglio comunale di Termoli nonostante lo stesso, guarda un po’, non ricordi la somma esatta che mensilmente gli viene accreditata da Termoli sul suo conto corrente. Naturalmente Marone, anche se nominato assessore regionale, non si è dimesso neanche da consigliere comunale. Sarebbe bastato che appena dopo la sua nomina di assessore regionale avesse rimandato indietro alla sua cassa mutua i 1.200 euro. Macchè, neanche a pensarci”.

Infine, aggiunge, “non bisogna poi dimenticare un’altra cosa, e cioè che Marone è anche consigliere alla Provincia di Campobasso con alcune deleghe e, quindi, è l’uomo che stranamente nel Molise ha il record assoluto di incarichi pubblici, ben tre, risultato questo che produce situazioni abominevoli dove l’etica e la morale nella nostra Regione fanno a cazzotti con i cittadini che hanno perso il lavoro, che non hanno mai trovato lavoro, che sono dovuti scappare fuori dal Molise, che vivono alle spalle dei genitori. Credo a questo punto – ha concluso Romagnuolo – che il Presidente Toma debba immediatamente trarne le conseguenze e togliere Marone dalla sua Giunta, cosi i suoi 12.500 euro al mese potrebbero essere devoluti ai tanti disoccupati molisani”.