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5600 euro per 2 settimane da assessore, lavoratori in rivolta: “E noi senza stipendio, non votiamo più”

Scoppia la polemica per l'importante cifra versata come indennità a Maurizio Tiberio, fidato collaboratore e consigliere economico del presidente Donato Toma, che lo ha designato come unico componente della sua Giunta per 15 giorni. Commenti al vetriolo sui social: "E' una vergogna"

Alzi la mano chi ha avuto la fortuna di poter guadagnare 5600 euro in 15 giorni. Di sicuro ha ‘grattato’ il biglietto vincente il braccio destro del governatore Donato Toma: la buona sorte (definiamola in questo modo) è toccata proprio al suo consigliere economico Maurizio Tiberio, per quindici giorni unico assessore della Giunta regionale.

Probabilmente ricorderete l’antefatto: pochi giorni prima del voto in Consiglio regionale sul bilancio, il presidente ha azzerato il suo esecutivo e per evitare che la seduta in Aula fosse illegittima (proprio perchè mancava la Giunta) con un blitz consumatosi lunedì 20 aprile a palazzo Vitale ha designato il suo fidato collaboratore.

Blitz di Toma: Maurizio Tiberio nominato assessore “lampo”. Ricorso dei consiglieri surrogati

La parentesi politica di Maurizio Tiberio è terminata poco tempo dopo, agli inizi di maggio. Giusto il tempo per ricomporre la squadra di governo. L’assessore ‘pro tempore’ ha rassegnato le dimissioni ed è tornato al suo posto da consigliere economico della Presidenza della Regione Molise. Invece Toma ha nominato la nuova Giunta.

Ma questi quindici giorni devono essere stati particolarmente faticosi e oberati di lavoro per Maurizio Tiberio a cui la Regione Molise ha versato un ‘faraonico cachet’ di 5600 euro, come riportato nella determina firmata dalla dirigente Marilina Di Domenico. Sì, avete letto bene. 5600 euro di indennità e quasi 300 euro di Irap.

Chi ha avuto la possibilità di leggere il documento e scoprire l’importante somma versata per uno dei fedelissimi del governatore ha fatto un balzo dalla sedia. Qualcuno ha pure pubblicato la determina su Facebook e com’era prevedibile sulla piazza virtuale si è scatenata una violenta ondata di proteste nei confronti del presidente Donato Toma, deus ex machina di Tiberio assessore.

Quei 5600 euro sono stati uno schiaffo in faccia ai tanti lavoratori che, a causa della pandemia da covid-19, hanno perso il loro impiego e a coloro che non riescono a percepire la cassa integrazione a causa di inadempienze della stessa Regione. E’ il caso di una giovane donna di Campobasso, Giuliana, che in un post al vetriolo pubblicato sulla sua pagina Facebook ha annunciato che non andrà più a votare oltre a chiedere ai politici regionali di dare un segnale di solidarietà versando una parte dello stipendio a chi è più in difficoltà: “Il pagamento per la cassa integrazione in deroga è stato autorizzato dal 2 maggio. Di chi è la colpa per questi 17 giorni di ritardo? Inps? Banche? Regione? Presidente Donato Toma, faccia una cosa perbene, tagliatevi tutti lo stipendio, compreso all’assessore dei 15 giorni, e versate qualche migliaia di euro nelle tasche dei cittadini che dite di rappresentare (anche quelli che non vi hanno votato come me ma da cui avete preso, regolarmente, tasse e tributi). Ah, ho appena stracciato la tessera elettorale”.

Non è l’unica ad esprimere parole di indignazione contro la casta. C’è chi si augura un intervento della magistratura contabile, altri hanno parlato senza mezzi termini di “vergogna”, di uno “schiaffo in faccia” ai molisani sempre più poveri e numerosi dopo una epidemia che è stata un terremoto anche per l’economia regionale.