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Bomba o non bomba

La crisi di luglio non è archiviata, Toma prende altro tempo per le deleghe e i dissidenti minacciano l’appoggio esterno

Martedì in Consiglio regionale, se non ci saranno i cambiamenti in Giunta annunciati, tre esponenti della maggioranza che non hanno votato la sfiducia a Toma perché convinti dalla promessa di cambiamento annunceranno l’appoggio esterno al Governatore. Di Lucente, Micone e Aida Romagnuolo, candidata a subentrare a Marone (Lega) sono nuovamente sul piede di guerra.

Consiglio regionale Molise

Valzer in regione

Toma pronto a cambiare la Giunta per la quinta volta: via Marone, dentro Aida Romagnuolo e rimpasto deleghe

Dopo aver incassato la fiducia della coalizione, nelle prossime ore il capo dell'esecutivo formalizzerà nuovi incarichi dando seguito agli impegni presi con la maggioranza che ha minacciato di far cadere il governo. Possibile anche un rimpasto delle deleghe per 'accontentare' i dissidenti, mentre negli ambienti politici la consigliera regionale ex Lega è già considerata assessora in pectore

Michele Marone consiglio regionale sfiducia 7 luglio 2020

Dibattito in consiglio regionale

Sfiducia, i dissidenti chiedono cambio di passo ma salveranno Toma: “Impensabile una crisi”

E' iniziato intorno alle 10 di questa mattina - 7 luglio - il dibattito in Aula sulla mozione di sfiducia il cui esito sembra già scritto, con la probabile epurazione di Marone, presente in aula. Alla fine, alla luce degli impegni presi da Toma nel conclave di ieri sera, anche gli esponenti più critici della maggioranza riconoscono: "Abbiamo l'urgenza di risolvere problemi, non di tornare alle elezioni". M5S e Pd invece rilanciano: "Mancano visione e programmazione, il Molise sarà incapace di uscire dalla crisi economica"

Paola Matteo

Maggioranza a pezzi

Nuvole nere sul futuro del governatore. Fa ricorso pure Paola Matteo, ex consigliera eletta nella lista di Patriciello

Dopo aver accusato il capo della Giunta di maschilismo, l'ex consigliera regionale estromessa dopo l'abrogazione della surroga annuncia di essersi rivolta al Tribunale amministrativo: "Non porto nessun rancore, ma esprimo profonda disapprovazione istituzionale per gli atti posti in essere dal Consiglio regionale". La durissima presa di posizione della Matteo potrebbe fornire un indizio sulla progressiva presa di distanza del potente europarlamentare dallo stesso presidente Toma.