Minacciato per un’asta, gli bruciano 3 camion: un arresto e altri due indagati

Voleva acquistare un immobile con procedimento presso il tribunale di Isernia ma da quel momento è iniziato l’inferno. Prima le pallottole inviate per corrispondenza, poi le fiamme ai mezzi della sua azienda. Ai domiciliari un uomo di 45 anni

Sono tre le misure cautelari eseguite dai carabinieri di Isernia su richiesta del procuratore della repubblica Carlo Fucci e del sostituto Alessandro Iannitti (emesse dal gip Antonio Sicuranza).

Tre le persone indagate per i reati di incendio doloso, tentata estorsione e turbata libertà degli incanti.

In particolare, uno degli indagati è stato sottoposto agli arresti domiciliari (un 45enne di Isernia) , mentre agli  altri due (65 anni) sono stati applicati l’obbligo di firma e di dimora.

Le indagini  – coordinate da Fucci e Iannitti  – sono iniziate quando la notte tra il 17 e il 17 marzo scorso ci fu a Sessano del Molise nell’azienda dell’imprenditore ortofrutticolo Ciampittiello, un incendio che mandò  in fumo tre dei suo mezzi con tutto il carico.

Un incendio che fu subito classificato di natura dolosa dalle successive verifiche eseguite dal Niat dei Vigili del fuoco intervenuti per spegnere le fiamme.

Ipotesi che fu poi confermata dai frammenti di vetro che furono scoperti all’interno della cabina di uno degli autocarri provocati dalla rottura meccanica avvenuta con un oggetto contundente non identificato.

Quindi le indagini di Procura e carabinieri. Le intercettazioni che hanno permesso di ricostruire le utenze agganciate dalle celle  telefoniche quella sera e un quadro indiziario grave e preciso tanto da ritenere sufficienti le prove di colpevolezza nei confronti degli indagati.

L’incendio è stato presto connesso alla partecipazione da parte dell’imprenditore ortofrutticolo ad una procedura esecutiva su un immobile in vendita nell’ambito di una procedura in tribunale ad Isernia. Nell’immobile uno degli indagati svolgeva la propria attività commerciale e quindi non aveva interesse a fare in modo che fosse acquistato da terzi. E gli accertamenti dei carabinieri hanno permesso di svelare anche ulteriori condotte volte a turbare la procedura esecutiva mediante minacce rivolte ad aspiranti acquirenti ed altri espedienti fraudolenti destinati a limitare la partecipazione all’asta.

I gravi reati contestati agli indagati hanno quindi danneggiato non solo il patrimonio e la libertà della vittima e degli altri aspiranti acquirenti dell’immobile in vendita ma anche il regolare ed efficace svolgimento della procedura esecutiva in corso al tribunale di Isernia.