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Tentato omicidio, uno dei due arrestati: “Sono io che ho chiamato il 112”. Domani l’udienza di convalida

Il 25enne di Campobasso che avrebbe soltanto provato a separare il compagno di 24 anni durante la lite con il geometra del comune fortorino, dal carcere fa sapere ai suoi avvocati Fazio e Sulmona di non aver mai preso parte alla lite né all’aggressione ma di aver chiesto invece aiuto ai carabinieri. Domani alle 10 sarà interrogato in carcere. Alle 11 invece interrogatorio in ospedale per l'altro arrestato e poi ricoverato a causa di un malore. Lo difende Nicolino Cristofaro

Lui non c’entra. Il suo errore? Essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Almeno così ha raccontato ai suoi avvocati Giuseppe Fazio e Assunta Sulmona, il 25enne di Campobasso che si trova rinchiuso in carcere dall’alba di domenica con la pesante accusa di tentato omicidio.

Per gli investigatori, lui e un 24enne di Riccia (arrestato e piantonato in ospedale) sono gli autori dell’accoltellamento avvenuto ai danni del geometra del Comune durante il Folk festival di sabato sera.

Ma il 25enne che è di Campobasso e che a Riccia ha una nonna dalla quale si reca ogni tanto il fine settimana per stare in sua compagnia ha raccontato una versione che è agli antipodi con quanto hanno invece ricostruito  i carabinieri.

E gli avvocati Fazio e Sulmona al riguardo hanno già annunciato l’avvio di un’indagine difensiva parallela ai fatti verbalizzati dai militari  perché “i conti non tornano”, ha detto a denti stretti Fazio.

Il giovane campobassano, tanto per cominciare, è stato colui che ha “telefonato ai carabinieri per chiedere aiuto e quindi domandare un intervento delle forze dell’ordine a causa di una lite in atto fra due persone che rischiava di degenerare” spiega la coppia di avvocati secondo la quali già questo elemento (la telefonata al 112) dovrebbe essere sufficiente a far capire che in “carcere c’è una persona sbagliata”.

Ma ci sono tutta una serie di circostanze che gli avvocati ritengono “favorevoli” a scagionare “questo giovane innocente,  che il geometra del Comune di Riccia neanche lo conosce e che il 24enne che invece avrebbe inferto i due fendenti lo vedeva di tanto in tanto perché abita nella stessa palazzina della nonna”.
E ha spiegato cosa sarebbe accaduto sabato sera.

Intanto lui – ha detto – non avrebbe preso parte ad alcun diverbio né ad alcuna aggressione ma l’unica sua azione è stata quella di separare  i due riccesi quando nella mischia ha sentito urlare e visto poi volare calci e pugni. Ma lui stesso sarebbe stato colpito e stordito più volte e a quel punto consapevole del vano tentativo di fermarli si sarebbe  allontanato per chiamare i carabinieri e chiedere un intervento rapido prima che accadesse qualcosa di grave.

E’ stato a allora che lungo la stradina ha visto andargli incontro il 24enne che fuggiva dal luogo della scazzottata. “Era tutto sporco di sangue”, ha raccontato dal carcere e fermandosi gli avrebbe messo una mano sulla spalla dicendo “è successo un casino, è successo un casino” ed avrebbe quindi continuato a fuggire.

Questo ha detto ai suoi avvocati e questo è pronto a dire anche al giudice per le indagini preliminari domani mattina alle 10 in occasione dell’udienza di convalida che si terrà in carcere.

Il 24enne che invece si trova in ospedale perché colpito da malore durante la fase di arresto è difeso dall’avvocato Nicolino Cristofaro che della vicenda sceglie di non parlare ma puntualizza: “Il mio assistito si è sentito male perché cardiopatico, quindi evitiamo speculazioni al riguardo. Certo è che io sappia che il suo cuore ancora adesso non è in buone condizioni quindi al momento non ho ritenuto utile sottoposto ad altro stress e sul resto preferisco tacere in attesta che arrivino le carte”. Anche per lui domattina udienza di convalida. Alle 11 infatti il Gip, il sostituto e il suo difensore si recheranno all’ospedale Cardarelli per ascoltare la sua versione dei fatti.