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Accusati di estorsione al medico ottengono il divieto di avvicinamento alla vittima, revocati i domiciliari

Si è tenuta questa mattina – venerdì 29 gennaio –  domani l’udienza di convalida dell’arresto operato dai carabinieri di Campobasso a carico della coppia di coniugi del capoluogo accusata di estorsione aggravata.

Il sostituto procuratore Elisa Sabusco ha chiesto al gip Roberta D’Onofrio la misura cautelare in carcere.

Ma l’avvocato Silvio Tolesino difensore dei due coniugi, ha invece argomentato la possibilità di misure alternative come per esempio, il divieto di avvicinamento al denunciate in virtù anche del racconto parziale dei fatti sui quali “va fatta luce”.

Il gip, Roberta d’Onofrio, ha quindi accolto la richiesta di Tolesino revocando i domiciliari e stabilendo – appunto – il divieto di avvicinamento da parte dei due al medico che ha denunciato minacce e fatti estorsivi, in attesa del processo.

Ma Tolesino ha anche annunciato che seppure soddisfatto della scelta del Gip farà ricorso al Riesame per chiedere la revoca anche di “questa misura tuttavia meno afflittiva”.

I carabinieri hanno arrestato moglie  marito, ambedue del capoluogo perché nella ricostruzione dei fatti avvenuta dopo la denuncia da parte di un medico che si stava occupando della pratica di invalidità a carico della donna, i due avrebbero iniziato a perseguitarlo con richieste estorsive di denaro.

I militari di via Mazzini li hanno arrestati in flagranza di reato proprio mentre stavano provando ad estorcere soldi al professionista. L’ultima richiesta di una lunga serie con tanto di minacce – secondo l’accusa – tanto da indurre la vittima a sporgere denuncia. Ma il difensore di fiducia ha da subito ammesso che “sulla storia va fatta chiarezza perché molteplici aspetti non tornano” per questo ha inoltrato istanza al tribunale per poter avviare indagini difensive al riguardo.