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Pesticidi e diserbanti, in regola solo un quarto dei negozi che li vendono. E’ pericoloso per l’ambiente e per la salute umana

In Provincia di Campobasso i carabinieri Forestali hanno controllato 46 attività di vendita agrofarmaci, rilevando una caterva di infrazioni e irregolarità. Multe complessivamente per 38mila euro. “Un risultato che desta preoccupazione – dicono - tenuto conto delle ricadute negative che una non corretta gestione di tali sostanze può determinare sulla salute dell’uomo e sulla conservazione e salvaguardia della biodiversità”.

Quarantasei esercizi commerciali della provincia di Campobasso che vendono agrofarmaci sono stati controllati dai carabinieri Forestali nell’ambito di una vasta campagna sull’intera filiera di vendita ed utilizzo. Il 24 percento dei negozi è risultato non in regola sia per difformità sulle registrazioni di magazzino sia per il mancato obbligo di informazione dei dati di vendita alle Autorità preposte. I militari a tutela dell’ambiente hanno contestato numerose violazioni amministrative e elevato sanzioni a seconda della gravità delle infrazioni riscontrate da un minimo di 500 euro a un massimo di 10mila euro per attività. Complessivamente sono state fatte multe per un valore di 38mila euro.

Non è un dato trascurabile, al contrario. Il fatto una attività su 4 tra quelle che trattano fitofarmaci – dunque pesticidi, diserbanti, fungicidi e repellenti vari – non sia in regola con il principio della sicurezza nel commercio e nell’utilizzo è “Un risultato che desta preoccupazione”, come sostengono i Forestali. Bisogna infatti tener conto delle ricadute negative che una non corretta gestione di tali sostanze può determinare sulla salute dell’uomo e sulla conservazione e salvaguardia della biodiversità.

Della vasta gamma di agrofarmaci in commercio infatti solo una modesta parte raggiunge l’organismo bersaglio, cioè i vegetali. La maggior parte delle sostanze si disperde nell’ambiente, raggiunge aria, suolo e acqua, contaminandolo. Il prodotto, persistendo nell’atmosfera per tempi più o meno lunghi, espone sia direttamente che indirettamente agli effetti tossici animali, piante ma anche agricoltori, braccianti e più in generale le popolazioni residenti. Gli effetti sono molto nocivi, soprattutto sulle persone più vulnerabili come anziani, bambini e immunodepressi.

“Seppur negli ultimi anni le vendite di prodotti fitosanitari sul territorio nazionale hanno fatto registrare una tendenza alla riduzione dei volumi venduti – spiegano i carabinieri coordinati dal Maggiore Margherita Cretella – si è assistito nel contempo però ad un aumento del numero di sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari autorizzati e ad un calo del 9% circa delle superfici ad uso agricolo. L’impiego in agricoltura di pesticidi per garantire elevate rese in qualità e quantità delle produzioni è quindi ancora largamente diffuso, nonostante il sistema normativo comunitario fissi tra gli obiettivi prioritari da raggiungere la riduzione dei rischi, per l’uomo e per l’ambiente, connessi all’utilizzo di questi principi attivi”.

Le verifiche dei carabinieri si sono concentrate sui requisiti dei fitofarmaci previsti dalle norme, sia nazionali che comunitarie, relativi alle autorizzazioni alla vendita, sulle caratteristiche dei locali di conservazione, sulle modalità di manipolazione dei prodotti, sulle norme di sicurezza, sulla etichettatura delle confezioni, gli obblighi di registrazione dei carichi e degli scarichi di magazzino e di trasmissione delle informazioni alle Autorità.

Nell’ottica di tutela dell’ambiente e della salute umana i Forestali intendono operare un giro di vite sull’intera filiera dei biocidi.