Un molisano nella Costituente del ’46: Camposarcuno, l’avvocato che ha iniziato la battaglia per l’autonomia del Molise

Stimato professionista e professore, Michele Camposarcuno non solo ha fatto parte dell'Assemblea incaricata di redigere la Costituzione, ma è stato anche eletto deputato con la Democrazia Cristiana. E' stato tra i più accesi sostenitori dell’autonomia della nostra regione. Il sindaco Giampaolo: "Grazie a lui sono stati costruiti la scuola del paese e il viadotto Ingotte"

Settantaquattro anni fa il Molise ha scritto una bella pagina di storia. Una pagina probabilmente dimenticata dai più, ma gelosamente custodita a Ripalimosani. Il paese che sorge a pochi chilometri da Campobasso ha dato i natali a uno dei componenti dell’Assemblea costituente eletta il 2 giugno del 1946: l’avvocato e professore Michele Camposarcuno. 

Nato il 12 febbraio 1892 e morto il 12 gennaio 1978, si è laureato in Giurisprudenza. E dopo essersi dedicato alla professione forense, a 54 anni è stato eletto nell’organo legislativo che ha avuto il compito di redigere la Costituzione italiana. Erano le prime elezioni a suffragio universale nel nostro Paese, che aveva riconquistato la libertà di voto dopo il ventennio di dittatura fascista e la seconda guerra mondiale. Gli italiani tornarono alle urne per il referendum istituzionale e per scegliere tra monarchia e repubblica.

Mentre a Campobasso prevalsero nettamente i voti dei monarchici, a Ripalimosani invece vinse la Repubblica, come avvenuto poi in tutta Italia.

E nel 1946 è iniziato pure l’impegno politico dell’avvocato Michele Camposarcuno: componente dell’Assemblea costituente prima, poi è stato eletto in Parlamento con il partito della Democrazia Cristiana nel 1948. E’ stato deputato per due legislature e durante il suo mandato si è battuto per l’autonomia del Molise, all’epoca ancora unita all’Abruzzo. La nostra regione ha dovuto aspettare il 1963 per essere riconosciuta come tale.

Camposarcuno verticale

Michele Camposarcuno, a cui Ripalimosani ha dedicato una strada, si è adoperato anche per la sua comunità: “E’ stato uno dei promotori della costruzione del viadotto Ingotte che passa vicino Ripalimosani. Il progetto originario prevedeva la costruzione della strada a Santo Stefano, nell’area dove attualmente si trova la Tangenziale Nord di Campobasso”, racconta a Primonumero il sindaco Marco Giampaolo. La costruzione dell’infrastruttura, uno degli snodi più importanti per la viabilità molisana dal momento che è la ‘cerniera’ viaria tra il Molise centrale e la costa, ha evitato l’isolamento del paese.

Inoltre Camposarcuno è stato uno dei promotori della scuola di Ripalimosani che è stata inaugurata l’8 aprile del 1961. 

Per questo, sottolinea ancora il primo cittadino, “per noi ripesi il 2 giugno offre anche altri spunti di riflessione che ci rendono particolarmente orgogliosi: i risultati del referendum istituzionale videro trionfare la Repubblica, ma al Sud e anche nel Molise vi fu una netta prevalenza dei voti a favore della monarchia. In controtendenza Ripalimosani dove, come in pochissimi altri paesi molisani, la maggioranza degli elettori si espresse a favore della Repubblica. E nello stesso giorno le urne decretarono l’elezione di Michele Camposarcuno, stimato avvocato e nostro concittadino, all’Assemblea Costituente, incaricata di redigere la nostra Carta Costituzionale e che fu tra i più accesi sostenitori dell’autonomia regionale della nostra Regione”.

(foto in pagina per gentile concessione del sindaco Marco Giampaolo)