Tute, camici e cuffie insufficienti a Malattie Infettive: si mobilita la macchina della solidarietà

Dopo l'sos lanciato sui social da un'infermiera del Cardarelli è partita una raccolta fondi, mentre aziende e privati cittadini hanno dato il loro contributo: nel giro di pochi giorni sono stati acquistati i primi indumenti di sicurezza.

La macchina della solidarietà si è messa in moto cinque giorni fa, quando una delle infermiere del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Campobasso ha lanciato un sos sui social: “In tutti gli ospedali c’è carenza di dispositivi di protezione personale, succede anche da noi”. Carenze denunciate giorni fa anche dai colleghi della radiodiagnostica proprio a Primonumero.

Tute, camici e calzari sono insufficienti pure per il personale sanitario di una delle Unità operative più impegnata a fronteggiare l’emergenza legata al covid, uno dei reparti nevralgici del nosocomio nel quale attualmente sono ricoverate 22 persone. In questo reparto medici, infermieri e tutti gli altri operatori al lavoro in prima linea nella ‘trincea’ sono i più esposti al rischio contagio di un virus che si diffonde con estrema facilità.

Ecco perchè probabilmente l’appello non è passato inosservato. Dopo quel grido d’allarme la macchina della solidarietà si è messa prontamente in moto: grazie alle prime donazioni è stato possibile reperire il materiale, il tessuto non tessuto impermeabile, che ha iniziato a confezionare la stilista campobassana Danila Petruccelli che ha messo a disposizione la sua opera (ovviamente a titolo gratuito) per realizzare gli indumenti di protezione da distribuire ai sanitari di Malattie Infettive.

Finora sono state realizzate alcune centinaia di pezzi tra camici, scafandri e calzari. 

“Stiamo procedendo con una catena di produzione incredibile, frutto del volontariato e di una solidarietà straordinari. Sono emozionata”, sottolinea a Primonumero Danila.

All’iniziativa a favore del reparto di Malattie infettive hanno risposto inoltre aziende private e associazioni di cittadini: un contributo importante è arrivato dal Comune e dalla Pro loco di Monacilioni. “Hanno raccolto una cifra importante, oltre al materiale e per questo li ringraziamo”, sottolineano i promotori della raccolta fondi.

E poi, ad esempio, la DR Automobiles ha donato 500 mascherine chirurgiche e 60 ffp2, la ditta Antonacci 110 metri di materiale (il tessuto non tessuto) trasportate poi dalle guardie ambientali di Campobasso.

Si sono mobilitate anche la comunità di Roccamandolfi che ha offerto, mediante la Pro Loco e le associazioni Vivi Roccamandolfi e Rocka in Musica, un “sostegno economico e organizzativo”.

La generosità è stata ‘contagiosa’. Infatti sono state donate tute dalla cooperativa sociale Il Geco e dal centro per anziani di Isernia ‘Casa Mia’, mentre Arvas Molise ha rifornito di cuffie e copriscarpe. Infine, anche un paziente ricoverato nel reparto di Malattie Infettive ha fatto la sua parte donando agli operatori sanitari 1000 bottiglie d’acqua.

Invece con il contributo economico dei cittadini, aggiungono gli organizzatori dell’iniziativa di solidarietà, “sono state acquistate 50 tute (per una spesa di 465 euro),  due pacchi di calzari  (40 euro) e caffè per tirare su il morale al personale (15 euro)”.

Tuttavia la ‘battaglia’ non è ancora vinta: “È difficile reperire il materiale e i dispositivi di protezione”, sottolinea l’infermiera che ha promosso l’iniziativa.

Quindi chi volesse dare un contributo,  può farlo. La raccolta fondi è ancora aperta: per donare si può utilizzare il pay pall electro235@yahoo.it, oppure è attivo l’IBAN IT92W0305801604100571464522 intestato a Marta Mazzoni e Angelo Licameli. Causale: emergenza covid.