Trasporto pubblico, Governo contro Regione: impugnata la legge della discordia

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge della Regione Molise numero 22 del 30 dicembre 2019, quella sul Trasporto pubblico locale che era passata coi voti delle minoranze e di qualche dissidente della maggioranza.

In sostanza era stata bocciata la proposta del doppio lotto regionale in cui suddividere il territorio, così come voluto dall’assessore ai Trasporti Vincenzo Niro, ed era stata approvata la legge con il gestore unico, come reclamato dall’opposizione.

Secondo il governo Conte una norma riguardante l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale su gomma viola l’articolo 117, primo comma, della Costituzione, che impone il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento europeo, nonché l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, sotto il profilo della tutela della concorrenza”.

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Si andrà quindi davanti alla Consulta, cui spetta decidere se l’impugnazione è legittima e in quel caso la norma regionale sarà da rifare, o se invece la legge regionale è valida. In questo momento però il risultato è che non si potrà andare a bando per la gestione del trasporto pubblico locale in Molise prima della sentenza della Corte Costituzionale.

La notizia è stata commentata in queste ore dall’ex governatore Michele Iorio, uno di quelli che aveva votato con l’opposizione contribuendo a rovesciare i rapporti di forza in Regione.

“È davvero incredibile l’entusiasmo dell’assessore regionale ai trasporti nel commentare l’impugnazione del governo della legge 22 del 30 dicembre 2019 sul trasporto pubblico locale. Ancora non ha capito, l’assessore, che il Consiglio regionale, e non io o altri amici del centrodestra, respingendo il maldestro tentativo di inquinare il sistema dei trasporti molisani con provvedimenti poco chiari e per nulla trasparenti, gli hanno votato la sfiducia.

Non ho ancora letto le motivazioni della decisione del Consiglio dei ministri. Una decisione che, tra l’altro, deve ancora passare il vaglio della Corte Costituzionale.

Certo, mi risulta difficile comprendere a quale violazione della concorrenza ci si riferisce trattandosi di concessioni pubbliche non soggette, perciò, a variazioni.

Michele Iorio

Inoltre vorrei far presente – aggiunge Michele Iorio – che l’aspetto della concorrenza è stato già valutato in precedenza dal Governo. L’assessore infatti dimentica che l’eventuale abrogazione della sua legge riporterebbe in vigore quella del 2000, ossia quella esistente con le modifiche apportate (e non impugnate) dal centrodestra guidato da me. Il che non comporterebbe un’ulteriore perdita di tempo per riscrivere il Piano dei trasporti anzi. Si potrebbe fare la Gara in base alla legge del 2000, dove con lungimiranza è previsto il lotto unico.

Se invece l’assessore si appresterà a tornare in aula con le sue proposte inaccettabili, qualora il Consiglio regionale confermi la volontà già espressa del lotto unico, lui prenda atto dell’ennesima sfiducia e faccia ciò che avrebbe dovuto fare da dicembre 2019: si dimetta”.