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Il semaforo delle code chilometriche, ecco il progetto per la rotonda. Ma per l’Anas non c’è abbastanza traffico

Uno studio di ingegneria di Campobasso ha consegnato nel maggio scorso al Comune di Petacciato il progetto di realizzazione della rotatoria sulla statale 16. Ci vogliono 350mila euro e l’Anas nicchia

A ogni estate è sempre peggio. Code chilometriche, attese infinite, da un lato e dall’altro della statale 16. Il ‘colpevole’ è sempre il semaforo di Petacciato marina. Per eliminarlo, da due anni il Comune chiede un intervento urgente e dall’estate scorsa ha un alleato in più, cioè la Prefettura di Campobasso. Adesso c’è anche un progetto realizzato gratuitamente da uno studio di ingegneria.

Ma l’Anas nicchia, nascondendosi dietro la tesi che non ci sia abbastanza traffico da giustificare l’opera. La ragione potrebbe essere invece economica: ci vogliono 350mila euro per fare i lavori.

Che la rotonda sarebbe un toccasana invece lo pensa chiunque si sia trovato almeno una volta imbottigliato nel traffico della domenica, e spesso anche del sabato estivo sulla statale 16. Soprattutto nel tardo pomeriggio, l’ora del rientro a casa per i vacanzieri del fine settimana, quel semaforo si trasforma in una trappola. Migliaia di automobilisti che tornano a casa dopo una giornata o due di mare si bloccano all’imbuto di Petacciato marina. L’odiato semaforo da un anno a questa parte è ancora più ‘lento’, a causa una modifica voluta proprio dall’Anas per ragioni di sicurezza.

Si è infatti aggiunto un ulteriore stop di qualche secondo per consentire a chi attraversa la strada di farlo in sicurezza. Ma a ben guardare, il problema appare risolto solo in parte, causa l’indisciplina di molti pedoni. Il tempo d’attesa invece si è dilatato.

E così il problema si è aggravato. Fino a due anni fa il Comune di Petacciato era costretto a mandare l’unico vigile urbano in servizio per regolare il traffico spegnendo il semaforo. Questo ha consentito all’Anas di motivare il suo no a una rotonda dicendo che non c’era abbastanza traffico da giustificare l’opera. Ma da quando questo non è più possibile, ogni domenica è il caos. C’è chi ha dovuto attendere delle ore incolonnato sotto il sole calante prima di poter superare l’ingorgo e riprendere un’andatura decente.

Traffico semaforo

Nella riunione del giugno 2018 del comitato per la sicurezza pubblica voluto ogni anno dalla Prefettura, il sindaco Roberto Di Pardo ha fatto presente la questione, trovando una sponda importante nella Prefetta Maria Guia Federico. “La ringrazio perché ha preso a cuore la vicenda, scrivendo più volte all’Anas e indicando la necessità di realizzare una rotatoria” commenta Di Pardo.

In effetti più volte la numero uno del Palazzo di Governo di Campobasso ha scritto all’Anas. Ma l’ente statale ha fatto orecchie da mercante fin quando ha potuto. Poi finalmente ha replicato, sostenendo che i motivi per i quali la rotonda non vede la luce sono molteplici: la mancanza di spazio, il costo notevole e l’inesistenza di un traffico così consistente.

“In realtà è stato calcolato che il passaggio giornaliero è di 11mila veicoli, poco meno di mille rispetto a San Salvo marina, dove la rotonda c’è” dice Di Pardo. Sulla mancanza di spazio è venuto in soccorso al Comune lo studio ‘Spazio Casa Gea srl – Engineering Servicees” che nei mesi scorsi ha predisposto un progetto gratuito con studio di fattibilità, elaborati grafici e tecnici e tutto quanto necessario.

Risultato? “Lo spazio minimo per la rotonda è 28 metri in larghezza, qui nel punto più basso sono oltre 29” afferma Di Pardo, progetto alla mano. Non resta quindi che la terza motivazione, la più prosaica ma sicuramente più solida.

“Servono 350mila euro per fare tutto, compreso sottopasso pedonale. Ma serve la volontà dell’Anas. Se volessero farlo, in pochi mesi avremmo risolto il problema”. Adesso il progetto dello studio realizzato dall’architetto Giovanni Di Iorio è negli uffici del Comune, che l’ha condiviso con la Prefettura.

È probabile che Maria Guia Federico non demorda e faccia presente all’Anas quanto ci guadagnerebbe il territorio in termini di sicurezza e vivibilità. Intanto della questione sono stati interessati anche i vertici regionali, consiglieri e assessori di recente vittime dell’imbottigliamento da semaforo. Basta provare, per credere.