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Municipio inaccessibile alla minoranza e consiglieri “buttafuori”: prima bufera su M5S. “Il Comune non è un club”

L'organizzazione della prima cerimonia pubblica della nuova amministrazione pentastellata ha provocato l'ira degli esponenti dell'opposizione. Tramontano: "I consiglieri di opposizione non possono essere considerati un pericolo per un ministro".

Veleni e polemiche il giorno dopo Corpus Domini. L’organizzazione della visita del ministro Di Maio ha fatto acqua da tutte le parti: consiglieri comunali di minoranza esclusi dal ‘rito’ del balcone, eletti dei 5 Stelle diventati improvvisamente quasi degli agenti segreti e chiamati a ‘presidiare’ ingressi e uscite da palazzo San Giorgio, parenti degli esponenti pentastellata in giro nel palazzo di Città. Dulcis in fundo rappresentanti della stampa costretti ad aspettare 50 minuti sotto il sole cocente e giornalisti accreditati come tali pur non essendo iscritti ad alcun ordine.

Sul balcone c’erano invece il presidente Donato Toma (in rappresentanza della Regione), il capogruppo dei 5 Stelle in Consiglio comunale Andrea Greco, la fidanzata di Luigi Di Maio e ovviamente il vescovo di Campobasso e Liberato Teberino. Insomma, si è visto di tutto e di più nella prima cerimonia ufficiale del nuovo governo cittadino.

Dopo le veementi proteste dei giornalisti, non hanno nascosto il loro risentimento neppure i consiglieri di minoranza che – forse per la prima volta nella storia dell’amministrazione del capoluogo – non sono riusciti nemmeno ad entrare in quella che è definita la ‘Casa di tutti’, nella quale la trasparenza dovrebbe essere la prima regola. “Il Comune non è un club privato che possono gestire come vogliono, con i consiglieri che fanno servizio d’ordine”, tuona Alberto Tramontano (Lega) che già ha chiesto chiarimenti al sindaco Roberto Gravina.

Non abbiamo potuto comunicarlo tempestivamente, ma per motivi di sicurezza, dovuti alla presenza di due ministri e delle relative scorte, non sarebbe stato permesso a nessun consigliere di entrare ai piani alti del Comune“, la risposta del primo cittadino. “Tale misura inoltre era stata pensata anche per evitare un eccessivo affollamento delle stanze comunali come in precedenza avvenuto”.

Una replica che non ha soddisfatto la minoranza. “I consiglieri di opposizione non possono essere considerati un pericolo per un ministro”, insiste Tramontano. E poi “secondo lo statuto comunale i consiglieri rappresentano la comunità cittadina prima dei ministri della Repubblica”. Inoltre “da quando i consiglieri comunali svolgono le funzioni del buttafuori?”. La vicenda non finirà qui: Tramontano, assieme a Carla Fasolino, Salvatore Colagiovanni e Mimmo Esposito, hanno intenzione di presentare un apposito atto in Consiglio comunale. Ma intanto è la coda polemica del Corpus domini 2019.