Micone tira le somme e “fulmina” i detrattori dell’autonomia regionale

Exploit del presidente del consiglio regionale durante la conferenza di fine anno: "Io sono molisano, rivendico con orgoglio le mie radici ed è ora che tutti i molisani come me lo facciano con la stessa forza e determinazione. Chi sta provando a fare il contrario, sappia che non lo permetterò"

Il messaggio che arriva dalla conferenza di fine del presidente del consiglio regionale, Salvatore Micone, è di difesa dell’identità del Molise. E non fa sconti a nessuno.

Richiama con toni perentori a proteggere quelle “radici che ci appartengono e che vanno salvaguardate dai detrattori che probabilmente di origini molisane non ne hanno”.

Bastona senza esclusione di colpi Micone. E i destinatari che non nomina sono quelli che hanno “messo in discussione l’autonomia della regione” e ne ha minato la stabilità. Un messaggio quindi che al di là del bilancio di sette mesi di legislatura si basa sulla difesa “forte e serrata dell’autonomia della nostra regione”.

Il presidente accompagnato in conferenza dalla consigliera Mena Calenda e dalla segretaria generale Sandra Scarlatelli sottolinea che “chi ci ha preceduto ha voluto fortemente l’istituzione di questa Regione e tocca a noi difenderla in maniera forte”.

E quindi preme perché tutti rivendichino “con orgoglio le proprie radici. Il Molise c’è, esiste e non può essere messo in discussione da qualcuno, tra l’altro non molisano, che sta provando a rompere questo orgoglio e l’autonomia della nostra Regione. Da presidente del Consiglio – ha aggiunto – tutto questo non lo permetterò mai. Sono pronto, insieme a tutta l’Assemblea legislativa a portare avanti battaglie serrate per poter dire sempre a voce alta di essere molisano”.

Poi i numeri della dodicesima legislatura. Iniziata il 21 maggio dopo il voto del 22 aprile, il dato che salta agli occhi è certamente la percentuale di compagine rinnovata.

Il 76% dei consiglieri di Palazzo D’Aimmo sono new entry. “Sedici nuovi consiglieri su 21 – dettaglia Micone – un rinnovamento che ha caratterizzato sia la maggioranza di centrodestra sia la minoranza. La riconferma di alcuni esponenti ha consentito però un confronto tra l’esperienza degli uscenti e l’entusiasmo dei nuoci eletti che ha permesso all’assemblea di operare con maggiore vigore e velocità”.

Dopo il rallentamento iniziale e le operazioni di strutturazione della presidenza del Consiglio, delle commissioni e dei vari organismi, è però iniziato il lavoro improntato su importanti argomenti e problematiche di interesse. L’assise di Palazzo D’Aimmo si è riunita 26 volte e ha approvato 12 leggi, 37 gli atti di indirizzo che hanno avuto via libera (21 ordini del giorno e 16 mozioni), assunti all’unanimità o con voti della maggioranza e parte della minoranza. “Maggioranza e minoranza – ha aggiunto Micone – si sono confrontate su argomenti di grosso interesse quali la sicurezza nelle scuole, il trasporto pubblico locale, la sanità”.

Tra i provvedimenti varati all’unanimità, da segnalare quelli relativi al contrasto al femminicidio e la riforma della legge sulla violenza di genere. Convergenza unanime anche sull’istituzione della Commissione speciale di studio sul fenomeno della criminalità organizzata.

“L’assise – ha ricordato Micone – non ha trascurato di interessarsi alle problematiche del terremoto che ha colpito in agosto il Basso Molise, ai lavoratori della ex Gam e ad altre vertenze generate da aziende in crisi o fallite”.

Tra le iniziative messe in campo, anche quella relativa alla difesa del diritto all’informazione “sostenendo la battaglia dei media locali rispetto alle decisioni del Governo nazionale per le modalità e i criteri di attribuzione dei contributi e per il taglio dei fondi all’editoria”.