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Parte la campagna #EcoSismabonus: detrazioni fino all’85% per mettere in sicurezza case e condomini foto

Il 70% degli edifici italiani è insicuro e non risponde ai criteri di sicurezza dei cittadini. Vale anche per il Molise, regione interamente sismica. Ecco le agevolazioni fiscali che permettono di detrarre dall’Irpef o dall’Ires una cospicua parte delle spese sostenute per interventi di messa in sicurezza delle abitazioni e degli immobili a destinazione produttiva. Allo Stato la richiesta di confermare e potenziare le misure. Partendo da un dato: oggi per manutenzione ordinaria si spendono all’anno circa 40 miliardi, circa la metà di quanto costerebbe un piano di manutenzione programmata per gestire la linea di sicurezza su tutti i fabbricati.

Case e condomini insicuri, obsoleti. Costruiti decenni fa, senza manutenzione, senza adeguamenti sismici. Case lesionate, crepe e solai danneggiati dalle scosse dalla terra. Il Molise, che ha già vissuto un terremoto 16 anni fa, si trova a fare i conti in concreto – in queste settimane, in questi giorni – con i problemi legati a un patrimonio edilizio usurato e inadeguato alle caratteristiche geologiche del territorio.

Siamo un regione sismica, e lo scorso 16 agosto la popolazione ne ha avuto conferma con la scossa di magnitudo 5.1 epicentro a Montecilfone. Il Fortore è sismico, il Matese è sismico (ci sono alcune tra le faglie più preoccupanti del Paese) e ora abbiamo scoperto che è sismico anche il Basso Molise. Eppure le nostre abitazioni continuano a essere pericolose.

Siamo in buona compagnia: il 70 per cento degli edifici italiani, realizzati prima  dell’introduzione delle norme antisismiche e sull’efficienza energetica, non risponde ai criteri di sicurezza e salute dei cittadini. Lo sappiamo da sempre, ma probabilmente è necessario sperimentare sulla propria pelle – purtroppo – il senso di precarietà delle pareti entro le quali trascorriamo quasi tutta la giornata per acquisire consapevolezza.

Non è un caso se, come confermano le agenzie immobiliari della zona, da Termoli a Guglionesi e Larino, solo in queste ultime settimane alle abituali richieste di requisiti per l’affitto oppure l’acquisto di una casa si è aggiunta (“e anzi, è diventata prioritaria”) la domanda che bisognerebbe porci da subito e prima di ogni cosa: come è stata costruita la casa? E’ antisismica? In che misura?

 

C’è un dato che fa riflettere: negli ultimi 50 anni le vittime dei terremoti sono state più di 4mila e lo Stato ha speso in media 3 miliardi l’anno per ricostruire e riparare. Tre miliardi l’anno. Una enormità. Laddove le abitazioni sono state sottoposte ad adeguamenti sismici o, come nei casi di costruzioni recenti, laddove le abitazioni sono nuove e realizzate a norma, il danno è infinitamente limitato. Eppure le migliorie per la sicurezza non sono obbligatorie, soltanto facoltative.

SISMABONUS. Molti non la conoscono, ma è in vigore un’agevolazione fiscale che permette di detrarre dall’Irpef o dall’Ires una cospicua parte delle spese sostenute per interventi di messa in sicurezza statica delle abitazioni e degli immobili a destinazione produttiva situati nelle zone ad alta pericolosità sismica.

Molti cittadini interessati dagli eventi sismici che hanno colpito il Basso Molise nello scorso mese di agosto potrebbero dunque usufruire di queste detrazioni sui lavori di messa in sicurezza delle loro case. Oltre alle persone fisiche anche le società di persone, gli imprenditori individuali, i professionisti così come le società di capitali e gli enti possono detrarre una parte delle spese sostenute nel periodo che va dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.

Possono essere detratte le spese per interventi di messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali degli edifici, ma anche le spese per la redazione della documentazione obbligatoria, necessaria a comprovare la sicurezza statica, e gli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione obbligatoria. In più, dal 1 gennaio 2017, tra i costi detraibili dell’intervento rientrano anche le spese sostenute per la classificazione e verifica sismica degli immobili.

A poter usufruire del beneficio dunque sia i contribuenti soggetti all’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) sia i soggetti Ires (imposta sul reddito delle società) che sostengono le spese per gli interventi antisismici e detengono il bene immobile in base a un titolo idoneo. La percentuale della misura della detrazione varia dal 50 per cento all’85 per cento su un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96.000 euro per ogni immobile per ciascun anno.

ECOBONUS. Esiste inoltre l’Ecobonus, agevolazione fiscale che consente di detrarre, anche qui dall’Irpef o dall’Ires, parte delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti (sino al 31 dicembre 2018) e su parti comuni dei condomini (in questo caso il termine è il 31 dicembre 2021). Detrazioni che in questo caso vanno da un minimo del 50 per cento ad un massimo del 75 per cento. Si possono detrarre sia i costi dei lavori edili relativi all’intervento energetico effettuato, sia le spese relative alle prestazioni professionali, comprese quelle necessarie per la realizzazione degli interventi agevolati e quelle sostenute per acquisire la certificazione energetica.

CUMULARE I BONUS. È prevista inoltre la possibilità – introdotta nel 2018 – di cumulare Ecobonus e Sismabonus per interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3, nel caso in cui gli interventi siano volti congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica. Nel caso di cumulo dei due bonus, la detrazione va dall’80 all’85 per cento su un ammontare complessivo di spesa fino a 136.000 euro per immobile per ciascun anno.

Da rilevare come, su una classificazione che va da 1 (zona ad alta pericolosità) a 4 (zona meno pericolosa), i comuni interessati dal sisma del 14 e 16 agosto sono perlopiù rientranti nella zona 2, dove “forti terremoti sono possibili”, come purtroppo è successo.

L’Ordine nazionale dei Geologi caldeggia da sempre un programma serio di prevenzione e di riduzione dei rischi che “ha nell’Ecobonus e Sismabonus due validi strumenti”.

Un esempio: oggi per manutenzione ordinaria si spendono all’anno circa 40 miliardi, circa la metà di quanto costerebbe un piano di manutenzione programmata – che darebbe valore aggiunto all’edificio e consentirebbe nel tempo risparmi economici importanti –  per gestire la linea di sicurezza su tutti i fabbricati.

I Geologi fanno appello al Governo affinché con la prossima legge di bilancio confermi e potenzi queste misure indispensabili “per attivare un grande piano di messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici che i cittadini attendevano da tempo”. Sostenere e promuovere la diffusione degli incentivi per la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza sismica della casa: parte con questo obiettivo #EcoSismabonus, campagna di informazione della filiera delle costruzioni.

Lo scopo della campagna, promossa dalla filiera delle costruzioni insieme ad Anaci e Legambiente, è far conoscere ai cittadini le opportunità legate all’utilizzo dei bonus fiscali per realizzare a basso costo e in tempi rapidi efficaci interventi di ristrutturazione e riqualificazione della propria casa e di interi condomini.

Intanto, nell’attesa di maggiori informazioni sulla campagna che sarà diffusa su tutto il territorio nazionale e anche attraverso i canali social e digitali, il sito di riferimento per saperne di più: www.ecosismabonus.it