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Terremoto, chiuso il viadotto del Liscione: “Prima le verifiche”. Notte all’aperto per migliaia di persone fotogallery video

In via precauzionale il viadotto del Liscione è stato chiuso: la Bifernina è interrotta tra i chilometri 47 e 63, disposta una viabilità alternativa tra Casacalenda e Larino. La decisione dopo il tavolo tecnico in Prefettura a Campobasso che tornerà a riunirsi stamattina. Scosse continue sono state registrate durante la notte anche se più lievi per intensità a quella di magnitudo 5.1 che ha fatto ripiombare l'intero Molise nell'incubo del terremoto. Migliaia di persone hanno dormito in strada: tende, soccorsi e beni di prima necessità stanno giungendo in queste ore vissute con angoscia e paura dai molisani e nell'epicentro, Montecilfone, dove si era registrato un altro sisma solo due giorni fa.

E’ stata una notte di paura per migliaia di persone: il Molise è ripiombato nell’incubo del terremoto come 16 anni fa, ma fortunatamente senza morti o feriti. All’alba di oggi, 17 agosto, la decisione dei tecnici di chiudere “in via precauzionale” il viadotto del Liscione. “Bisogna fare le verifiche prima” ha detto stamattina il governatore Donato Toma che ha trascorso la notte in compagnia delle popolazioni del basso Molise, epicentro di scosse fortissime, anticipate quasi tutte da un boato.

La prima alle ore 20 e 19 a Montecilfone. Magnitudo 5.2, poi rimodulata a 5.1, secondo i sismografi dell’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. E’ lo stesso paese in cui era stato registrato 48 ore fa un sisma di 4.6. Era la notte tra il 14 e il 15 agosto.

“E’ un terremoto simile a quello di San Giuliano di Puglia del 31 ottobre 2002, hanno caratteristiche simili”, confermava ieri Carlo Doglioni, il presidente dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Trema “la stessa faglia del 14 agosto”.

Il sisma è stato seguito da numerose scosse di assestamento. Alle 21.28 una delle più forti: 3.5 la magnitudo con epicentro a Palata. Alle 22.22 una nuova ‘botta’: magnitudo di 4.5, rilevava l’Ingv. A distanza di 4 ore dalla prima scossa, se ne sono contate 27. L’ultima pochi minuti dopo le 7 di oggi ancora a Montecilfone di magnitudo 2.5, quanto basta per far ‘scattare’ la gente terrorizzata dallo sciame in corso. 

orologio terremoto

Il terremoto, ieri come oggi, ha spaventa quasi tutto il Centro Sud: dalle Marche alla Campania fino alla Puglia. E’ stato avvertito a Vasto, San Benedetto del Tronto, Napoli, Salerno,  Bari. E poi a Rieti e nei comuni colpiti dal sisma del 2016.

Quando la terra ha cominciato a tremare, le persone sono fuggite dalle proprie abitazioni, finanche dai centri commerciali: l’impressione è che questa volta la scossa sia durata più a lungo. Tanti, tantissimi, hanno lasciato tutto così com’era, persino i fornelli accesi per la cena. E si sono precipitati fuori casa in ciabatte e vestaglia.

gente in strada a Palata

Uno scenario che accomuna i centri del Basso Molise a Campobasso e Isernia: anche nei due capoluoghi il terremoto è stato avvertito distintamente. E anche qui centinaia di persone hanno abbandonato la casa preferendo dormire in macchina.

Letteralmente in preda al panico i turisti presenti sulla costa. Scappati dalle loro stanze d’albergo per riversarsi sul Lungomare Nord: la loro vacanza è stata rovinata in due giorni di scosse. “Basta, non ce la facciamo più. Torniamo a Roma”, lo sfogo di alcuni di loro. Tantissimi hanno deciso poco dopo di lasciare hotel e b&b prenotati tra Termoli, Petacciato e Campomarino.

I DANNI MAGGIORI A MONTECILFONE E GUGLIONESI

Il pericolo maggiore sono le abitazioni pericolanti dopo la scossa di due giorni fa. E si registrano numerosi crolli. A Montecilfone, epicentro del sisma, cede l’ex caserma dei Carabinieri, che viene transennata. In diverse abitazioni vengono giù calcinacci. “La scossa è stata fortissima”, le parole rilasciate all’Ansa dal sindaco Franco Pallotta che mette a disposizione la scuola per coloro che non volessero dormire in auto. 

Montecilfone e Guglionesi sono i due comuni maggiormente a rischio, quelli in cui sono stati registrati i maggiori danni. 

Diverse le abitazioni considerate a rischio e già destinate alla inagibilità a Guglionesi, soprattutto in centro, in viale Margherita e nel quartiere Petticeci. Sono al momento almeno 10 i condomini nei quali si riscontrano crepe anche esterne e lesioni i residenti sono stati tutti allontanati e sulla strada principale sono state apposte le transenne dai Vigili del Fuoco arrivati con due mezzi per le prime verifiche e i sopralluoghi di sicurezza.

Qui – così come a Montecilfone – arrivano in nottata le tende della Protezione Civile da Campobasso che trovano sistemazione sia nella villa comunale Castellara che nel campo sportivo, già presidiato dalle forze dell’ordine per evitare il transito dei mezzi in modo da consentire l’accesso ai mezzi di soccorso. Tantissime le persone che con le auto si stanno avvicinando a questi luoghi di incontro considerati sicuri, soprattutto in considerazione del fatto che lo sciame sismico continua e anche con delle scosse avvertite più che nitidamente che puntualmente creano il panico.

Nel quartiere di Porta Nuova cadono calcinacci e pezzi di cornicione, uno dei quali sfonda un’auto per un miracolo evitando di ferire seriamente una persona che si trovava lì vicino.

CRITICITA’ IN QUASI TUTTI I CENTRI DEL BASSO MOLISE

Due antiche palazzi vengono giù in via Marina ad Ururi e a San Martino in Pensilis.  Case sgomberate a Larino. In via Belvedere e in via Seminario crollano invece due case già lesionate dal sisma di due giorni fa, ma per fortuna non ci sono feriti perchè erano disabitate. Arriva la notizia di una donna ferita travolta dallo specchio della propria abitazione andato in frantumi. Palazzi lesionati e cornicioni caduti a Palata.

 

LA VIABILITA’

In serata Ferrovie dello Stato sospende la linea ferroviaria sulla costa adriatica, invece si circola regolarmente sulla Bifernina, la strada che collega Campobasso al Basso Molise. Vengono effettuate nuove ricognizioni da parte del personale Anas al viadotto del Liscione, ispezionato solo ieri – 15 agosto – dopo la scossa di 4.6. Costruito negli anni sessanta e mai collaudo, è ‘sorvegliato speciale’ in questi giorni di di scosse violente. “Il viadotto del Liscione è aperto, si circola normalmente. Non ci sono danni strutturali per ora”, informa al termine dei controlli l’ingegnere della Regione Molise Massimo Pillarella.

 

UNA LUNGA NOTTE FUORI CASA

Tutti in strada, migliaia di persone dormiranno in auto. C’è terrore nei paesi più vicini all’epicentro: quasi nessuno vuole rientrare in casa. Nei vari comuni si organizza l’emergenza. Ad Acquaviva, dove la sede del Municipio è stata chiusa e l’ufficio coc spostato nella scuola, si va a dormire al campo sportivo: il sindaco lo ha messo a disposizione di coloro che non vogliono rientrare in casa. “Il campo sportivo è aperto per dormire all’aperto. Ho necessità urgente di tecnici per stimare lesioni“, l’appello che Francesco Troilo lancia su Facebook.

Mafalda il primo cittadino apre la nuova scuola antisismica e da poco inaugurata. Per i cittadini spaventati e che non hanno intenzione di rientrare in casa sarà possibile dormire qui.

Viene allestito un punto raccolta a Portocannone. A Campomarino ci si ritrova in piazza, a Termoli viene preso d’assalto il parcheggio di piazza del Papa: tanti dormono in auto.

Impianto sportivo aperto a Petacciato, ma non ci sono brandine, sacchi a pelo o tende. Quindi “è necessario portarsi l’occorrente. In alternativa è disponibile il campo adiacente in terra battuta dove si potrà sostare sostare con le auto”, informano dal Comune.

Stesso discorso a Larino: il Municipio mette a disposizione la palestra comunale con brandine. Campo sportivo aperto poi per chi volesse dormire in macchina non solo a Larino, ma pure a Petrella Tifernina.

E’ possibile dormire sui lettini dei lidi Le Petit, Baia Nettuno e Conchiglia Azzurra di Campomarino per i cittadini di campomarino e turisti che non volessero dormire a casa. Basta portarsi le coperte

 

LA MACCHINA DEI SOCCORSI

La macchina dei soccorsi lavora a pieno ritmo: in Prefettura viene istituto il tavolo tecnico di coordinamento delle varie operazioni. In prima linea i vigili del fuoco che assieme ai tecnici comunali stanno eseguendo le verifiche, mentre il presidente della Regione Molise Donato Toma raggiunge subito i luoghi del sisma.

Nei paesi più colpiti dal sisma arrivano anche diverse ambulanze per effettuare gli interventi di soccorso a persone allettate o invalide trasferite in posti sicuri dal 118, dai vari operatori delle associazioni sanitarie con il supporto dei pompieri. A supporto le colonne mobili da Foggia e Bari.

Sarà una lunga notte di controlli. A Guglionesi sono in corso le verifiche su alcuni stabili dei vigili del fuoco e intanto arriva l’unità mobile di crisi che resterà fissa nei prossimi giorni nella villa comunale. Stessa situazione anche a Montecilfone: l’unità mobile giunta da Campobasso consentirà di gestire quelle che al momento sono già centinaia e centinaia di richieste di aiuto per interventi nelle varie abitazioni che presentano crepe e lesioni, la cui gravità è da valutare sotto un profilo tecnico.

CHIUSO IL VIADOTTO DEL LISCIONE

Il presidente della Regione Donato Toma durante la notte ha fatto visita a tutti i centri maggiormente colpiti dal sisma. Poi a notte fonda in accordo con i tecnici dell’Anas, la Prefettura,  i Vigili del Fuoco e  tutte le autorità preposte hanno deciso di chiudere il viadotto del Liscione. “Scelta precauzionale – ha spiegato il governatore –  a causa di una non conformità di alcuni giunchi. Difformità tale da consigliare la chiusura del viadotto per eseguire ulteriori verifiche che faremo in mattinata”.

Di conseguenza anche la Bifernina è impraticabile: la viabilità è stata così modificata: si transita passando per il bivio di Casacalenda e quello di Larino 3 (dal km 47 al km 63).

VERIFICHE E NUOVO TAVOLO IN PREFETTURA 

“E’ stata una notte lunga, la paura si è fatta sentire e sono stato a visitare le zone dell’epicentro per portare anche un po’ di conforto morale alla popolazione”, così il presidente della Regione Donato Toma nelle prime ore del mattino del 17 agosto.

“La macchina organizzativa lavora a pieno ritmo, abbiamo precettato i geometri che hanno dato disponibilità per effettuare le verifiche sul viadotto mentre nei comuni più colpiti dal sisma manderemo i nostri tecnici per rilevare i danni anche se quello è un problema secondario. Sono stati disposti trasferimenti di anziani e distribuite le tende”.

Alle 10 il tavolo tecnico che ha deciso in via precauzionale la chiusura del viadotto tornerà a riunirsi a Campobasso.

Intanto anche i tecnici della Provincia di Campobasso “stanno effettuando i controlli su strade e viadotti di competenza al fine di garantire un maggiore livello di sicurezza alla popolazione” come ha detto il numero uno dell’ente di via Roma, Antonio Battista.