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Green Pass, che ne pensano i politici, i personaggi e gli imprenditori del Molise? Ecco tutte le risposte (e le ragioni) di favorevoli e contrari

Aspettando le misure del Governo, abbiamo girato la domanda che tiene banco da giorni a sindaci, consiglieri, sindacalisti, ristoratori, organizzatori di eventi, imprenditori. Ecco le loro risposte, dal primo cittadino di Campobasso che dice sì al sindaco di Termoli per il quale è invece una discussione sterile.

È quasi uno scontro, che sta tenendo banco soprattutto fra i partiti, spaccando le posizioni in due compagini: quella dei favorevoli al Green Pass, la cosiddetta certificazione verde per poter partecipare a eventi ma anche per andare a mangiare fuori e poter prendere il treno, e quella dei contrari. L’obbligo di green pass per i luoghi a rischio assembramento ha ottenuto intanto il via libera dei presidenti di Regione e entro domani il governo dovrebbe approvare il decreto che impone anche in zona bianca di presentare la certificazione per spettacoli, viaggi, sport.

Ma cosa ne pensano i molisani? Ritengono che sia uno strumento indispensabile, utile per la sicurezza generale e a evitare focolai che potrebbero nuocere anche all’economia imponendo nuove chiusure, oppure ritengono che sia l’ennesimo pretesto per fare polemica? Lo abbiamo chiesto a una serie di personaggi impegnati nei campi più disparati, dalla politica alla sanità all’economia.

Le loro risposte sono in linea con i risultati del sondaggio che Primonumero ha lanciato alcuni giorni fa e che ha certificato, su circa 1300 risposte, una larghissima prevalenza di posizioni favorevoli all’obbligo del green pass. Solo il 22% del totale ha ritenuto infatti che sia una costruzione per vaccinarsi.

Sindaci a Roma Anci Riforma giustizia

I SINDACI – Favorevoli praticamente quasi tutti i sindaci che abbiamo sentito: quello di Campobasso Roberto Gravina, di Guglionesi Mario Bellotti, di Acquaviva Francesco Trolio, di Civitacampomarano Paolo Manuele, di Santa Croce di Magliano Alberto Florio, di Portocannone Giuseppe Caporicci, di San Martino in Pensilis Gianni Di Matteo, di Montenero di Bisaccia Simona Contucci (“assolutamente favorevole”), di Petacciato Roberto Di Pardo, di Montecilfone Giorgio Manes, Campomarino Pierdonato Silvestri. Favorevole all’uso del Green Pass ma solo per i grandi eventi Costanzo Della Porta, sindaco di San Giacomo degli Schiavoni. D’accordo con la sua posizione Nico Balice, consigliere comunale di maggioranza a Termoli.

Roberto Di Pardo: “Sono favorevole e, aggiungo, anche sul posto di lavoro. Nelle emergenze sanitarie cessano i diritti di scelta. C’è un diritto superiore: quello dell’intera comunità”.

Giuseppe Caporicci: “Siamo nel pieno di una pandemia mai vista nei tempi moderni che ha semiparalizzato l’economia mondiale. Sono favorevole perché se da un lato è necessario garantire il rispetto della Libertà individuale in merito alla scelta che non vaccinarsi, tale rispetto non può pregiudicare il diritto alla salute altrui. Opportuno fissare delle regole di premialità per chi ha scelto di aderire alla campagna vaccinale. Trovo del tutto distonico l’atteggiamento di leader di partiti che sostengono il governo o di sindaci di grandi città metropolitane che hanno tenuto un atteggiamento di grande ambiguità rispetto al tema delle vaccinazioni”.

Gianni Di Matteo: “Assolutamente favorevole! Ognuno è libero di non vaccinarsi ma non di mettere a rischio la vita di altri. Naturalmente è fondamentale che il sistema sia di facile accesso e funzioni”.

Costanzo della Porta: “Sono favorevole al Green pass per le grandi manifestazioni e per i concerti presenti allo stadio o nei Palazzetti dello Sport, per le piccole manifestazioni all’aperto o per i ristoranti e i bar non sono favorevole”.

Non è invece affatto convinto Francesco Roberti, primo cittadino di Termoli e presidente della Provincia di Campobasso: “Sinceramente è un’altra sterile discussione per fronteggiare una pandemia affrontata con improvvisazione. Se colui che non sa, rimanesse in silenzio – aggiunge Roberti –  la discordia cesserebbe”.

consiglieri regionali movimento cinque stelle

I CONSIGLIERI – Favorevoli all’introduzione del Green Pass il deputato Antonio Federico (5Stelel), il segretario regionale Vittorino Facciolla, i consiglieri regionali Micaela Fanelli (Pd), Patrizia Manzo (5Stelle), Andrea Greco (5Stelle), Angelo Primiani (5Stelle), il consigliere comunale  di Termoli Antonio Bovio (5Stelle), la consigliera comunale a Termoli Marcella Stumpo (Rete della Sinistra), il capogruppo del Movimento5Stelle in Comune a Campobasso Antonio Vinciguerra, il Capogruppo Pd in Comune di Campobasso Giose Trivisonno: “Assolutamente favorevole.

Micaela Fanelli: “Come ha giustamente affermato il Segretario del Pd Enrico Letta, il Green pass è lo strumento che ci consentirà di salvare noi stessi e molte altre vite. Per questo, credo sia di fondamentale importanza, se davvero vogliamo vincere la battaglia contro il Coronavirus, innanzitutto vaccinarci tutti nel più breve tempo possibile, poi far sì che il Green Pass sia davvero lo strumento che ci permetterà di tornare alla necessaria normalità, nella massima sicurezza possibile. E aggiungo che ogni tentennamento, ogni segnale confuso che viene lanciato per meri interessi elettorali, danneggia tutti e sposta sempre più in là il traguardo dell’immunità, esponendoci ad una nuova ondata di contagi, che il sistema Paese non può più reggere”.

Patrizia Manzo: “In questo periodo pandemico, ognuno di noi è chiamato a fare coscienziosamente la propria parte. Non posso che riporre fiducia nella scienza e nella ricerca. Gli studi dimostrano l’elevata protezione che deriva dalla vaccinazione confermata anche dai dati relativi ai decessi e alle ospedalizzazioni. In questi mesi difficili ho mantenuto sempre alta l’attenzione, consapevole che i miei comportamenti avrebbero potuto avere ripercussioni sugli altri. Da qualche giorno ho concluso il ciclo vaccinale, non avrei alcun tipo di problema nel mostrare il mio green pass per accedere in luoghi pubblici al chiuso con la piena consapevolezza che, nonostante il vaccino, occorra continuare a rispettare le misure di prevenzione. Chi si appella alla libertà individuale non può dimenticare che la salute è un diritto costituzionale. Il vaccino è, sì, su base volontaria ma occorre tenere sempre bene a mente che un mio comportamento sbagliato può mettere a rischio la vita di altre persone, la ripresa economica, il ritorno alla vita normale”.

Andrea Greco: “Vorrei leggere bene tutte le limitazioni ma in generale per me la libertà personale di ognuno termina dove inizia quella dell’altro. I vaccini sono importanti per tutelare tutti e se il green pass può servire ad evitare una ulteriore serrata che significherebbe il colpo di grazia, allora non solo sono favorevole, ma spero che venga adottato quanto prima”.

Marcella Stumpo: “Definire il Green Pass liberticida è da folli, quando è in gioco la salute pubblica”.

Antonio Bovio, consigliere 5 Stelle a Termoli: “Ho partecipato al sondaggio e ho espresso parere favorevole al green pass, perché ritengo che più persone si vaccinano, prima riusciamo a debellare questo maldetto virus, riuscendo ad ottenere l’immunità di gregge e togliendo forza alle varianti che si stanno facendo avanti in questo periodo facendo risalire la curva dei contagi anche se non ci sono ospedalizzazioni”.

Non si pronuncia in merito l’assessore alla cultura e al turismo del comune di Termoli Michele Barile, che preferisce non parlare della questione. D’accordo fino a un certo punto con lo strumento il consigliere di Termoli Nico Balice: “Tecnicamente non credo risolverebbe il problema covid, finora affrontato male, ma potrebbe al limite essere utile per grandi eventi o viaggi, ma non per ristoranti, pizzerie, pub, eccetera”.  Favorevole invece l’assessore al Turismo di Campomarino Michele D’Egidio, che sta organizzando uno degli eventi più attesi della stagione, il concerto di Colapesce e Di Martino allo stadio.

I trent’anni del motore Fire con Sergio Marchionne

IL MONDO DEL LAVORO – E’ assolutamente favorevole il direttore di Confesercenti Termoli Massimiliano Orlando. Liberato Russo, direttore Casartigiani Molise, ha una posizione diversa: “In via generale non sono contrario al green pass ma non condivido le esasperazioni. Così come non condivido la polemica che raggiunge l’insulto verso chi sceglie di non vaccinarsi”. Nessun dubbio che il Green Pass sia utile e servirà a rilanciare l’economia superando una serie di problematiche gli imprenditori Dante Cianciosi  (“In Molise dobbiamo salvaguardarci e approfittare per invertire la rotta”) e  il responsabile stabilimenti del Gruppo La Molisana Flavio Ferro. Si sono detti favorevoli anche i professionisti che abbiamo interpellato: Domenico Porfido (avvocato) e Costantino Carluccio (ingegnere).

Favorevoli i sindacalisti Riccardo Mascolo, Daniele Capuano e Francesco Guida, che precisa: “Favorevole ma bisogna velocizzare con le vaccinazioni, perché al momento molte persone che conosco hanno fatto richiesta ma non sono stati ancora contattati”.

Tecla Boccardo, segretario generale Uil Molise: “Io direi che è il caso di attendere le nuove indicazioni del CTS rispetto all’attribuzione delle fasce di rischio per poi definire utilizzo green pass. In linea di massima io lo renderei obbligatorio per i viaggi su aerei, treni a lunga percorrenza, ma anche grandi eventi come concerti, cinema e teatri al chiuso. Su bar e ristoranti e attività commerciali occorre anche valutare l’impatto economico prima di stringere di nuovo”.

Giovani spiaggia festa alcol divertimento

TURISMO E RISTORAZIONE Cosa ne pensano i protagonisti molisani del mondo del turismo e della ristorazione, settori fortemente penalizzati dalla lunga stagione di chiusure?

Domenico Venditti, balneatore e sindacalista Sib: “Non condividiamo l’utilizzo del green pass per bar, ristoranti e piccole attività perché creerebbe caos. Sarebbe più utile per strutture grandi e spazi ampi come stadi o discoteche o comunque manifestazioni più grandi che finora non possono essere svolte. Il green pass dovrebbe essere qualcosa di utile a poter svolgere manifestazioni finora ferme. Per i ristoranti creerebbe solo disagio sia per le attività commerciali e sia per i clienti, perché mi sembra una cosa totalmente assurda che uno esce dall’acqua e per andare al ristorante deve prendere il green pass. Noi applichiamo già le normative anti covid, dal distanziamento al numero massimo di quattro persone sotto l’ombrellone, all’uso dei gel igienizzanti”.

Terzano osteria dentro le mura riaperture

RISTORATORI E BARISTI DIVISI – Sul Green Pass i ristoratori, i gestori di locali e bar, sono divisi. Se Massimiliano Di Giglio, a Campobasso, si dice “assolutamente favorevole”, altri hanno posizioni più diversificate.

Marco Basler, ristoratore di Guglionesi: “In Italia abbiamo Ministro della Salute (e non dico del turismo o dei trasporti) un laureato in scienze politiche e secondo voi può funzionare il Green Pass?  Sicuramente contrario agli anglicismi, dico no al “Green Pass” fin quando non si avrà una certezza reale degli effetti del vaccino e sull’uomo e sul virus. Ho ricevuto ambedue le dosi del vaccino, ma rispetto e guardo con curiosità anche chi per scelta ha deciso di non vaccinarsi”.

Antonio Terzano, ristoratore di Termoli: “Ennesima fatica per cittadino che vuole rispettare le regole. Un altro paletto da saltare, l’ennesimo impiccio, quante cose dobbiamo fare? La burocrazia è tanta, ci sono tanti fogli da riempire già, più l’orario da rispettare e far rispettare. Per l’Italia che vuole cercare di rispettare le regole sembra che qualcosa scappa comunque”.

Mario Maddalena ristoratore di Vinchiaturo: “Secondo me per non arrivare a situazioni spiacevoli che potrebbero compromette tutta la stagione invernale, il green pass è l’unica soluzione adottabile. Proprio ora mi hanno chiamato chiedendomi se c’era bisogno di green pass. Le persone (di una certa età specialmente), vogliono che nei luoghi aperti al pubblico proprio per essere più cautelate ci siano queste misure. Si sentiranno più sicure di uscire.

Stefano Vavolo, titolare di pizzeria a Campobasso: “A favore, anche se bisogna capire bene tutte le restrizioni, ma un controllo è fondamentale”.

Concetta Fornaro, gestore di locale a Campobasso: “Della green card o green pass mi piace solo il green, che purtroppo non contiene. Forse una sana responsabilità e coerenza ci aiuterebbe oltre ogni certificazione. Temo che faccia la fine della privacy … la firmi e tutti si fanno i fatti tuoi”.

Enzo, della Friggitoria napoletana a Termoli: “Il green pass ha un senso se le regole per l’affluenza al locale sono chiare e non finiscono con il pesare come sempre sulle tasche e sulle teste (mi riferisco a sanzioni, chiusure eccetera) del ristoratore. Al riguardo sento ancora troppa confusione e come sempre quando qualcosa nasce senza regole precise e definite si finisce col fare più danni che altro. Quindi d’accordo con prevenzione, vaccini e tutto quello che serve per salvaguardare e salvaguardarci, ma indicazioni precise sul greenpass”.

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VOCI DALLA SCUOLA

Maria Chimisso, dirigente dell’Alberghiero: “Sempre favorevole a tutte le misure che tutelano il pubblico interesse e nel caso particolare la salute, uno dei diritti fondamentali di cittadine e cittadini, che contribuisce in maniera determinante allo sviluppo della persona umana”.

Angelo Presenza , docente Università del Molise: “In primis mi sento di affermare che la porta per la libertà è il vaccino. Relativamente al Green Pass, ritengo che il tema è complesso e debba essere analizzato con molta cautela. Penso che sarebbe utile introdurlo per specifiche situazioni in cui diventa fattibile la rilevazione. Sono esempi la partecipazione ad eventi come i concerti e le partite di calcio oppure la visita a musei o parchi divertimento. Ulteriori esempi sono i viaggi a lunga distanza su mezzi pubblici o l’accesso a ospedali ed alberghi. Viceversa, ritengo inutile l’estensione a situazioni dove diventa difficile la tracciabilità come è il caso dei ristoranti, negozi, bar. Ricordo ai più distratti come è andata a finire la storia di Immuni, l’app di tracciamento dei contatti (o meglio, di notifica di un contatto con un positivo). L’applicazione non ha dato il contribuito sperato al contenimento della pandemia di Sars-Cov-2 e al tracciamento dei contatti ed è finita presto nel dimenticatoio mediatico e politico, nonostante sia ancora attiva. In estrema sintesi, penso dunque che i problemi che si pongono al riguardo sono di due tipi: il primo riguarda profili di conflitti tra diritti e libertà; il secondo attiene ad aspetti molto più concreti di fattibilità. Tralascio il primo. Relativamente al secondo dico che per l’efficacia del green pass occorre che vi sia un sistema sanitario e amministrativo efficiente. E qui mi fermo. O meglio ricordo a me e a tutti che, oltre al buon senso, è necessario essere tutti più responsabili che poi significa nient’altro che rispettare le regole e avere senso civico”.

Filomena Giordano, preside “Favorevole per ragioni di sicurezza, al fine di consentire in determinati luoghi (penso ad un teatro) accessi certi a persone che dovrebbero essere non a rischio, per se’ e per gli altri”.

Alberto Di Vito, avvocato e Insegnante dell’Istituto Alberghiero: “Favorevole. Il problema sono i tempi. Ho prenotato il vaccino per mia figlia e non si sa quando lo farà. Quindi se continua così io e mia moglie potremo entrare ovunque, e lei no”.

Rosanna Colecchia, Insegnante del Liceo Alfano da Termoli: “Favorevole solo per cinema, teatro o concerti, non certo per il settore ristorazione”.

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Il MONDO DEGLI SPETTACOLI E DELLA CULTURA

Favorevoli anche autorevoli esponenti della cultura e dello spettacolo: Federico Pommier Vincelli, ideatore e curatore di MoliseCinema, Valentina Fauzia curatrice dell’Aut Aut Festival, Giandomenico sale direttore di Frentania Teatri e del Teatro Verde, il dj Danilo Sorella di Guglionesi, Maurizio La Fratta promotore di concerti live al Bobby’s Bar di San Giacomo degli Schavoni.

Valentina Fauzia: “Sono assolutamente favorevole, anche perché sto riscontrando tante difficoltà anche a fare gli eventi dell’Aut Aut. Col Green Pass mi sentirei più sicura e anche il nostro pubblico si sentirebbe più sicuro sapendo che chi entra lo fa sulla base di un certificato di vaccinazione completata”.

Giandomenico Sale: “Sono assolutamente favorevole al green pass viste anche le prime indiscrezioni dove si dice che, presentando il green pass all’ingresso dei teatri, non sarà più indispensabile occupare i posti alternati e le sale potranno tornare ad essere riempite.

Giuseppe Nese, musicista e direttore della stagione concertistica TermoliMusica, è invece scettico: “Favorevole o contrario? Non è facile rispondere! Soprattutto perchè il green pass secondo me non garantisce nulla… Lo sa che per dirigere a Santa Cecilia, un mio amico con la doppia dose e quindi green pass, per entrare e dirigere (tra l’altro nella cavea all’aperto) ha dovuto fare il tampone in loco? Quindi lo sanno che non è garanzia di nulla.  L’unica cosa che se si è tutti vaccinati il virus muore e non prolifera, secondo le ultime informazioni. Quindi se è questa la motivazione, sono favorevole. Se invece è solo per smaltire vaccini Astrazeneca o per i minori ho delle riserve…”.

Antonello Barone, esperto di comunicazione: “Sono assolutamente favorevole all’utilizzo del green pass. Lo ritengo uno strumento necessario per consentire alle persone vaccinate di svolgere una vita del tutto normale e sostenere così la ripresa del sistema economico. Inoltre è determinante il suo utilizzo proprio in questa fase in cui non abbiamo ancora raggiunto l’immunità di gregge. Il virus può mutare nuovamente e dobbiamo sbarrargli la strada. Allo stesso tempo possiamo impedire a chi non è vaccinato di propagare il virus o correre il rischio di ammalarsi.  Una società davvero liberal-democratica dovrebbe saper utilizzare tutta la sapienza giuridica e la riflessione di filosofia del diritto per poter convincere i cittadini della necessità del green pass e motivare sul piano etico e del diritto questa scelta. Sarebbe poi uno stimolo incentivante alla vaccinazione per i restii. Ritengo vada resa obbligatoria la vaccinazione in prima istanza solo alle categorie professionali a maggior rischio contagio, mentre gli altri devono scegliere liberamente, consapevoli che non vaccinandosi possono vedersi impedite alcune attività sociali. Purtroppo da un lato molti pseudo liberali traccheggiano sul punto per mero calcolo politico, dimenticandosi che la libertà individuale non può mai essere invocata come diritto se lede la vita altrui e il benessere della comunità nella quale si vive; dall’altro vi sono tanti che non ritengono le evidenze scientifiche basate sui dati fattuali sufficienti a motivare scelte razionali. La pandemia è una cartina tornasole del livello di maturità della nostra classe politica, ancor prima di quella della società italiana. Occorre decidere e comunicare la scelta più equa e razionale, senza lisciare il pelo alle paure di chi non ha strumenti cognitivi per valutare correttamente tutte le implicazioni di una scelta o dell’altra. Del resto i leader veri guidano, non seguono le comunità”.

 

Gianfranco Spensieri , meteorologo: “In merito al green pass sono, in linea di massima, favorevole. Credo che sia uno strumento e come tale vada utilizzato, sicuramente aggiuntivo al fine di non sprecare i sacrifici fatti durante il lockdown. È anche vero che se dovesse entrare in vigore, almeno inizialmente, qualcuno potrebbe trovarsi escluso semplicemente perché è ancora in attesa di essere chiamato per vaccinarsi. Tuttavia, in una situazione particolarmente complicata come quella attuale, dobbiamo guardare all’interesse generale e non a quello del singolo. Quindi sì green pass ma con regole chiare e lineari sin da subito”.

Antonio Sorbo, giornalista: “Favorevole. Va introdotto subito e solo a chi ce l’ha può essere consentito di fare alcune cose come andare allo stadio, al cinema, al ristorante, ai concerti ecc. Va bene la libertà individuale, ma se questa libertà mette in pericolo la salute e la vita degli altri deve essere limitata”.

Tra altri nomi di spicco che si sono dichiarati favorevoli ci sono il direttore del laboratorio di Biologia Molecolare del Cardarelli il dottor Massimiliano Scutellà, la dirigente regionale Alberta De Lisio, il presidente del Comitato San Timoteo Nicola Felice, il parroco di Petacciato e teologo don Mario Colavita, Patrizia Colantuoni, infermiera e volontaria Misericordia di Termoli, Romeo Faletra, Governatore della Misecordia Termoli (“Favorevole! Poter viaggiare in tutta Europa, e non solo, senza essere sottoposti a quarantena, è cosa buona”), il dottor Romeo Flocco primario di Rianimazione al Cardarelli: “Assolutamente favorevole. Tutela noi e gli altri. Il problema sarebbe la privacy, ma oggi la privacy è aleatoria, se pensiamo come siamo costantemente tracciati dai sistemi  informatici”.