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Salva la camera iperbarica del Vietri. Per ora prestazioni aggiuntive, ma c’è un progetto per potenziarla

La struttura salvavita dell’ospedale di Comunità di Larino candidata a diventare riferimento interregionale per il trattamento non solo di patologie ma anche per casi acuti di intossicazione e decompressione. “C’è un progetto – rivela il direttore del Distretto socio-sanitario di Termoli Giovanni Giorgetta – che ha realizzato l’equipe del dottor Flocco, primario di Rianimazione del Cardarelli”.

Salva la camera iperbarica del Vietri di Larino. È la prima buona notizia, che fa tirare un grande sospiro di sollievo al sindaco di Larino Pino Puchetti e soprattutto ai medici e agli infermieri dell’ospedale di comunità Vietri di Larino. Si era temuto il peggio quando l’attuale responsabile della struttura, la dottoressa Maria Pina Lallo, aveva confermato di andare in pensione il 1° luglio prossimo.

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Ma il rischio di interrompere l’attività pare sia stato scongiurato ricorrendo al sistema delle prestazioni aggiuntive nelle more di un concorso che possa sostituire la dottoressa Lallo. Concorso in realtà prospettato, ma non ancora oggetto di delibere o atti formali. “Nella fase iniziale si andrà avanti col sistema delle prestazioni aggiuntive” chiarisce Giovanni Giorgetta, il direttore del Distretto sanitario di Termoli, che solo l’altro giorno ne ha discusso col direttore sanitario Virginia Scafarto, e che aggiunge come la dotazione organica, seppure temporanea, sia stata aumentata con un infermiere e un secondo operatore socio sanitario. “È già qualcosa, oltre che il segnale tangibile delle migliori intenzioni non solo di conservare l’Iperbarica, ma di potenziarla”.

L’altra buona notizia, per ora solo su carta ma candidata a diventare realtà, è infatti un miglioramento delle prestazioni dell’iperbarica e una ottimizzazione della struttura che dieci anni fa, “quando il Vietri funzionava come ospedale per acuti – ricorda il sindaco Puchetti – erogava prestazioni in regime di urgenza, accogliendo pazienti per trattamenti di ossigenoterapia non programmati, per le intossicazioni da monossido ad esempio oppure la sindrome da decompressione dei subacquei”.

“C’è un progetto, che ritengo molto valido, per potenziare la camera iperbarica del Vietri utilizzandola a pieno regime sia per casi di terapia programmata che per gli acuti” dice ancora il dottor Giorgetta. Il ventaglio di patologie che una camera iperbarica riesce a trattare e curare è ampio: si spazia da malattie da decompressione, avvelenamento da monossido di carbonio, occlusione dell’arteria, embolia arteriosa gassosa, innesti cutanei, ulcere.

Il progetto in questione è stato realizzato dal dottor Romeo Flocco, primario di Terapia Intensiva del Cardarelli, e dalla sua equipe che annovera anestesisti con esperienza nella terapia dell’ossigeno. Tra di loro, verosimilmente, verranno selezionati i professionisti che nei prossimi mesi prenderanno il posto della dottoressa Lallo, al momento in ferie prima del pensionamento e sostituita provvisoriamente dal dottor Mariano Flocco, il direttore dell’Hospice, che come di consueto – in virtù di una prassi consolidata – sta facendo le sostituzioni nell’Iperbarica.

“Le prestazioni aggiuntive garantiranno il prosieguo dell’attività dell’iperbarica – conclude Giorgetta – ma l’augurio, concreto in forza di un progetto assolutamente fattibile, è che dal prossimo anno si possa riportare la iperbarica ai livelli di un tempo”.