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Scuola: assunti per l’emergenza Covid, sono senza stipendio da mesi. “Non mi pagano e ho anche lasciato il vecchio lavoro”

Ritardi e disagi nella corresponsione degli emolumenti destinati al personale scolastico preso per far fronte alle disposizioni di legge per evitare il contagio nelle scuole. Tra insegnanti assunti per garantire le lezioni nelle classi sdoppiate e bidelli chiamati per rafforzare l'igiene degli istituti, c'è rabbia e amarezza. Il segretario della Flc Cgil si fa portavoce del malcontento: "Al Ministero si sono resi conto di aver sbagliato i conti". Intanto da Roma assicurano: "Le somme saranno versate a fine mese".

C’è chi ha lasciato il vecchio lavoro per rispondere alla ‘chiamata’ della scuola e accettare un incarico sembrato quasi ‘miracoloso’ in questo periodo di crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria. C’è chi viaggia tutti i giorni – anche per raggiungere Termoli partendo da Campobasso – per insegnare in classi che sono state sdoppiate al fine di garantire la distanza di sicurezza tra gli studenti o per sanificare aule e altri ambienti scolastici così a rischio contagio. Peccato che questi lavoratori della scuola dall’inizio dell’anno scolastico ad oggi non abbiano visto un euro.

Sono 310 tra insegnanti e Ata a non aver percepito il becco di un quattrino nonostante l’assunzione e la garanzia di un contratto a tempo determinato con la pubblica amministrazione che si aggira sui 1000 euro per i collaboratori e arriva a 1400 per i docenti. Anzi, sono trascorsi tre mesi nei quali hanno dovuto anche far fronte alle spese per raggiungere le scuole (abbonamento dell’autobus, benzina per l’auto privata) provvedendo, contemporaneamente, alle spese personali e familiari. C’è anche chi (gli insegnanti più giovani), con la garanzia di quei soldi, aveva preso una casa in affitto e coronato il sogno di una indipendenza dalla famiglia di origine nonché economica. Ecco perché c’è rabbia, delusione per quanto sta succedendo non solo in Molise, ma in tutta Italia.

“Si è verificata una situazione assurda – spiega a Primonumero il segretario regionale della Flc Cgil Pino La Fratta – perchè il Ministero ha sbagliato i conti. Non è chiaro chi ha commesso l’errore, se quello all’Istruzione o il Ministero dell’Economia”. Pare che ci siano degli errori anche nelle somme da corrispondere.

Intanto l’Ufficio scolastico regionale, come avvenuto anche in Abruzzo e in Toscana, ha chiesto alle scuole di sospendere la chiamata del personale aggiuntivo aumentando le difficoltà dei dirigenti scolastici che non sanno come fare ad organizzare la didattica che ogni giorno viene scombussolata dall’accertamento di nuove positività tra alunni e personale.

L’Ufficio scolastico regionale ha detto alle scuole di non procedere più all’assunzione di ulteriori supplenti che non erano stati nominati e che non devono sostituire i docenti assenti per malattia”, riferisce La Fratta.

Pino Lafratta Cgil scuola

“Nel frattempo da settembre ad oggi il personale assunto con i contratti covid non percepisce un euro. La situazione è disperata: ci sono persone che avevano rinunciato a incarichi di lavoro precedenti per accettare il contratto nella scuola, anche per poter aumentare il punteggio in graduatoria”. Insomma quello che doveva essere una garanzia – un posto a scuola – si è rivelata quasi un mezzo bluff. “Qualcuno si è addirittura licenziato per rispondere alla chiamata della scuola”, insiste il sindacalista. 

In tutta Italia le organizzazioni sindacali stanno pressando il Ministero dell’Istruzione per risolvere tale questione aggravata – come spesso avviene – da un problema di natura burocratica: le scuole non potevano inserire i contratti nella piattaforma StipendiPa. Il che “non consentiva il pagamento delle spettanze”, aggiunge il segretario della Flc Cgil Molise.

Un primo incontro si è svolto lo scorso 13 novembre, oggi si è svolto un nuovo incontro per fare il punto sul pagamento degli stipendi ai supplenti su organico covid.

E ci sarebbero buone notizie: dal 19 fino al 23 novembre – riferiscono dal sindacato – sarà possibile inserire a sistema gli emolumenti degli stipendi spettanti, che saranno perciò messi in pagamento entro il mese di novembre. Non resta che incrociare le dita e sperare che questa volta non ci siano intoppi o altre sviste.