Plasma iperimmune, tutta Italia sperimenta la cura anti Covid. Il Molise? Non pervenuto

La somministrazione di plasma di persone guarite dal Covid-19 a pazienti che hanno contratto il Sars-Cov-2 è ritenuta sperimentale ma sta avendo buoni risultati in molti ospedali. Ma da noi la raccolta non è mai partita. Il consigliere regionale Primiani (M5S) interroga Toma

Molise non pervenuto. Anche nella raccolta del plasma iperimmune, terapia sperimentale contro il Covid-19, la nostra regione non primeggia. Anzi, stavolta è proprio il caso di dirlo, non esiste. La nostra è infatti una delle pochissime regioni d’Italia a non aver avviato la raccolta del plasma dei soggetti immunizzati dal coronavirus Sars-Cov-2.

Piccolo passo indietro. Così il plasma iperimmune? “La terapia con plasma da soggetti convalescenti – si legge sul sito della Federazione italiana donatori di sangue – prevede il prelievo da persone guarite dal Covid-19 e la sua successiva somministrazione a pazienti affetti da Covid-19.

Il candidato donatore dovrà rispondere ai requisiti per l’idoneità previsti dalla normativa trasfusionale e a requisiti specifici per il Sars-CoV-2 per poter donare plasma iperimmune”.

Sulla sua efficacia, va sottolineato, la comunità scientifica non si è ancora espressa in modo definitivo. “A tutt’oggi non ci sono, però, evidenze scientifiche conclusive sull’efficacia di questa terapia e pertanto essa è da considerarsi al momento sperimentale” rileva la Fidas.

Detto questo, è altrettanto evidente che in moltissime zone d’Italia questo tipo di terapia è ampiamento utilizzato, con risultati talvolta notevoli nella cura dell’infezione.

Ma basta scorrere sullo stesso sito nazionale della Fidas per scoprire che in Molise la raccolta del plasma di chi ha sconfitto il virus non è mai partita. Ufficiosamente per la nostra regione si viene a sapere che “la ricognizione è in corso” ma nei fatti se un paziente guarisce e poi vuole donare il suo plasma, in Molise non sa a chi rivolgersi.

Anche per questo il consigliere regionale del M5S Angelo Primiani ha presentato un’interrogazione consiliare al presidente Donato Toma.

“In attesa degli agognati vaccini, al momento non esiste una cura definitiva per il Covid – scrive l’esponente pentastellato – ma solo terapie sperimentali. Tra queste spicca, senza dubbio, quella che utilizza il plasma cosiddetto iperimmune, quello cioè prelevato dai pazienti guariti che hanno sviluppato gli anticorpi. Infusioni di plasma che, peraltro, sono già state autorizzate in passato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per la cura di malattie quali l’Ebola, la Sars e la Mers”.

angelo primiani m5s

Da mesi decine di ospedali lungo tutto la Penisola utilizzano questa terapia per curare i malati di Covid-19. In altre regioni sono decine i centri trasfusionali o gli ospedali che raccolgono il plasma iperimmune. Dalla Sicilia alla Lombardia, dal Piemonte alla Toscana, quasi tutti stanno provando questa strada. In Molise invece, sono gli stessi centri di raccolta di sangue e plasma a non saperne nulla. D’altronde non potrebbero avviarsi senza il via libera dell’Asrem.

“I punti di forza della terapia sono molteplici – prosegue Primiani – Si tratta infatti di una terapia a ‘basso rischio’ che consente un’immediata regressione della malattia ed una rapida stabilizzazione dei parametri vitali dei pazienti. Ciò implica una minore permanenza nelle strutture ospedaliere dei pazienti affetti dal virus nonché, se praticata nella prima fase della malattia, uno scarso ricorso alle terapie intensive. Non sono poi state riscontrate controindicazioni, né sui malati curati col plasma, né sui donatori. Che vengono reclutati su base volontaria, rispettandone l’anonimato, attraverso un comune test sierologico”.

Da qui la decisione del consigliere M5S di chiedere a Toma a che punto è il Molise in questa battaglia. “Per avvalersi di questa terapia, che ha ottenuto finora risultati eccezionali, non sono necessarie strumentazioni particolari, ma basta ciò che è già in dotazione nei centri trasfusionali. Per questo, con un’interrogazione abbiamo chiesto al presidente Toma: se la Regione Molise abbia attivato specifici percorsi per il prelievo e la somministrazione di plasma iperimmune; quale sia lo stato delle procedure di plasmaferesi; quali iniziative si intenda mettere in campo per il reclutamento dei potenziali donatori e per eseguire i necessari test sierologici, utili ad individuare gli anticorpi igG e igM; quali azioni si vogliano intraprendere per rendere funzionanti i Centri trasfusionali molisani; quali azioni in generale si pensa di mettere in campo per attivare la raccolta di plasma utile a curare i pazienti affetti da Covid.

Non ritengo assolutamente che si tratti della panacea contro il Covid – precisa Primiani – ma credo sia opportuno che i molisani vengano informati sulla possibilità di utilizzo di questa terapia anche nella nostra regione. Per completezza dell’informazione, la stessa comunità scientifica ha ancora dubbi sull’efficacia in uno stadio avanzato dell’infezione, pur riconoscendone i benefici negli stadi iniziali. È però doveroso prepararsi al possibile utilizzo della terapia: anche se servisse a salvare una sola vita, sarebbe già un ottimo risultato. Non servono grandi operazioni, ma solo farsi trovare pronti e organizzati. La Regione Molise ha il dovere di non trascurare nessuna ipotesi se in gioco è la vita dei suoi cittadini. Non può, nel dubbio, restare mani in mano”.