“Ci siamo fermati sul più bello, spero in un rush finale intenso”. Cudini e i ‘suoi’ Lupi

La lunga sosta, partita l’8 marzo e non si ancora quando terminerà, ha scombussolato i piani del Campobasso che il 1 marzo aveva sconfitto nettamente l’Agnone ed era a 3 punti dalla capolista Matelica. Il tecnico si augura di “poter riprendere da dove avevamo lasciato, la stagione può finire tranquillamente a fine giugno”. Servirà un lavoro fisico specifico: “Bisognerà puntare tanto sulla velocità, bisognerà essere pronti e reattivi. Inizierà, insomma, un altro campionato”.

Tutto sospeso, tutto cristallizzato. Ultimamente va di moda un termine abbastanza antipatico che però può rendere l’idea: il campionato di serie D è ‘freezato’, messo in ghiacciaia. Il 1 marzo la data delle ultime partite giocate, a seguire già due domeniche senza pallone.

 

Ufficialmente lo stop è fino al 3 aprile, ma verosimilmente si andrà oltre: tutto fermo anche il 22, il 29 marzo, il 5 aprile, fino ad arrivare a Pasqua. Qualcuno ipotizza che il torneo possa riprendere il 26 aprile, qualche altro il 3 maggio. È la speranza di tutti, vorrebbe dire aver superato il momento critico. Intanto, questo è il parere di Mirko Cudini, allenatore dei Lupi, come tutti attualmente a casa per via dell’emergenza Covid 19.

 

La decisione non è stata ancora presa su cosa sarà della serie D, ma si spera che si possa riprendere presto a giocare, no?

“Io penso che ci siano tutto il tempo per poter terminare con regolarità il campionato di serie D. La data ultima sarebbe stata il 3 maggio ma le attività si possono prolungare tranquillamente fino a fine giugno”.

 

E’ stato detto e ridetto che tutto si è stoppato nel migliore momento del Campobasso. C’è rammarico per questo, al di là del fatto che era giusto fermarsi?

“L’amarezza è proprio questa, ci siamo fermati sul più bello. Una sosta era già programmata al 15 marzo, e già era complicata da gestire a livello di dinamica e inerzia, figuriamoci tutto questo tempo. Ma era giusto fermarsi, la salute viene prima di tutto. Certo è che, se tutto viene confermato, ripartirà un altro campionato. Per noi sarà il terzo nella stessa stagione, dopo quella partenza negativa, a cui è seguito il periodo con diciotto risultati utili consecutivi e ora questo rush finale di 8 partite in cui condizione fisica sarà fondamentale”.

Esultanza Campobasso

A proposito, sarà previsto un richiamo di preparazione?

“Alcuni valori, dati, caratteristiche fisiche riusciamo a tenerli per un mese, si perde poco. Più che altro bisognerà lavorare sul comparto specifico. È chiaro che è molto riduttivo il lavoro che si fa a casa in questo periodo. Quindi, non dico una preparazione vera e propria perché non ci sarebbero neanche i tempi ma un lavoro che punti molto su velocità e rapidità per avere una resa istantanea. In questo, nessuno è avvantaggiato. Se si riprendesse, partirebbe una sorta di minitorneo in cui bisognerà essere pronti e reattivi. Oltre all’aspetto mentale che credo venga da solo”.

 

Il pubblico si era riavvicinato molto ed è un peccato non aver potuto usufruire della spinta e dell’entusiasmo, no?

“Per noi il tifo è un aspetto molto importante. Spero che si possa tornare a giocare a porte aperte, o quanto meno che possano essere poche le giornate a porte chiuse. Mi auguro che la gente possa tornare a vedere la partita allo stadio, questa è l’essenza del calcio. Noi avremmo una carica non indifferente”.

 

Onestamente, si sarebbe aspettato un crollo così verticale del Notaresco: a novembre il distacco era di 17 punti, ora si è a pari merito…

“A livello fisiologico ci poteva stare un calo, ma a livello mentale sicuramente no. Pensavo che la fiducia, il vantaggio accumulato, fossero elementi che potessero durare più a lungo. Evidentemente qualche situazione non positiva ha fatto pendere l’ago della bilancia sul fattore negativo. La nostra vittoria sul loro campo è stata una mazzata psicologica, da lì hanno perso molti punti. Loro non sono stati bravi, noi molto bravi a fari trovare pronti. Ricordiamo che eravamo a 11 punti anche dopo aver vinto lo scontro diretto. La continuità fa sempre la differenza. Però ora è tutto azzerato, stiamo parlando di un campionato vecchio. Il Matelica primo ha fatto un percorso come il nostro, quasi netto, siamo tre punti sotto. Io penso che questa sosta potrebbe dare un vantaggio al Notaresco che si potrebbe riprendere almeno a livello mentale. È chiaro che stava vivendo un periodo negativo ma ora è tutto azzerato. Vedremo”.