Chiusura tratta Campobasso-Venafro, tuonano i sindacati: “Disagi enormi per l’utenza”

Sulla possibile interruzione della tratta ferroviaria tra Campobasso e Venafro le sigle sindacali regionali tornano a lanciare un grido d’allarme. Era fine dicembre quando le stesse (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Or.S.A. Tpl) chiesero con urgenza un tavolo d’incontro con l’assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Niro per affrontare tutte le problematiche del trasporto ferroviario molisano, compreso appunto la paventata chiusura della Campobasso-Venafro.

Oggi una nuova missiva per esprimere tutta la propria contrarietà su quello che appare un “provvedimento del tutto inaccettabile”.  Così come inaccettabile viene giudicato il fatto che, su un provvedimento così impattante sull’immediato futuro del settore e dei lavoratori che vi operano, ci sia un tavolo concertativo che vede la sola presenza di Rete Ferroviaria Italiana e della Regione Molise. Niente sindacati al tavolo, dunque.

“Esprimiamo forte contrarietà rispetto non solo al mancato coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali, le quali peraltro stanno attendendo invano da settembre dello scorso anno un incontro specifico con la Regione sulle tematiche ferroviarie, ma esprimiamo altresì un forte dissenso anche rispetto alla possibilità di una chiusura totale della tratta Campobasso-Venafro per un periodo prolungato, oggetto d’altra parte di anticipazioni rilasciate agli organi di stampa dallo stesso Assessore ai Trasporti”.

Da quanto è emerso infatti c’è la concreta possibilità della interruzione completa del traffico ferroviario su quella direttrice, a partire da marzo probabilmente e per circa 8 mesi, al fine dei lavori di elettrificazione della stessa.

I sindacati pongono l’accento sulle inevitabili conseguenze che la chiusura comporterebbe, in primis tempi di percorrenza più lunghi con gli autobus e la conseguente disaffezione degli utenti che potrebbero scegliere sempre più mezzi privati anziché quelli della mobilità pubblica.

Ma c’è di più: “Stiamo peraltro assistendo a continue e preoccupanti dichiarazioni pubbliche tendenti a svilire il ruolo – che in altre regioni risulta invece fondamentale – di un settore nevralgico per la mobilità collettiva quale quello ferroviario, come se le Istituzioni volessero in qualche modo scaricare le proprie responsabilità rispetto ai tanti disagi, disservizi e ritardi che la Regione Molise sconta rispetto al resto d’Italia rispetto alla qualità delle infrastrutture e dei servizi offerti all’utenza”.

Inoltre, il materiale rotabile in dotazione alla Direzione Regionale non include attualmente mezzi elettrici e dunque i sindacati si chiedono se questi “saranno disponibili alla consegna della elettrificazione su Isernia, prevista per fine 2020”.

E ancora, “una chiusura prolungata della tratta, verosimilmente, comporterà l’attestarsi della maggior parte dei treni a Cassino il che determinerebbe un ulteriore disservizio per l’utenza molisana in relazione al noto affollamento di treni che caratterizza quella stazione”. Senza tralasciare, spiegano le Organizzazioni, i problemi legati al trasporto degli utenti a ridotta mobilità e, infine, della maggiore produzione di polveri sottili che si genererebbe.

E i lavoratori che fine faranno? I sindacati lanciano l’allarme: “Se confermata la chiusura totale per un tempo prolungato, vi saranno sicuramente seri problemi di utilizzazione per gli equipaggi di Campobasso”.

Amara la conclusione: “Proprio mentre il Molise ha assunto l’onore della cronaca nazionale e internazionale essendo stato inserito dal New York Times tra le mete turistiche per l’anno 2020, la Regione si accinge ad assumere una decisione in grado di prospettare ai visitatori un territorio completamente isolato, privo di collegamenti ferroviari e con un alto livello di smog”. Un tavolo di confronto per limitare i disagi paventati, questa la richiesta indirizzata alla Regione.