Capitale italiana della cultura 2021, inizia la sfida per Isernia. Può battere Verona e San Severo? – SONDAGGIO

Il capoluogo pentro è fra le 44 località candidate a essere capitale italiana della cultura. Pubblicato il bando per imprese, associazioni e privati. A loro il compito di spingere la città alla presentazione di un dossier imbattibile. Ma le alternative sono molto qualificate

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Può Isernia battagliare con Verona e Trapani, superare Genova e Bari, avere la meglio su Pisa e Ferrara in termini di offerta culturale? È la grande sfida che il Comune pentro si è prefisso, decidendo di candidarsi al bando del Mibact per la scelta della capitale italiana della cultura 2021. A chi spetterà l’onore di rappresentare culturalmente una delle nazioni col più alto tasso di cultura nella propria storia e architettura?

Non è impresa facile, considerando il punto di partenza del capoluogo pentro, che in questi anni non ha certo primeggiato per eventi culturali, e che si prepara a fronteggiare una agguerrita concorrenza. Sono infatti ben 44 le città in lizza per la competizione, in un ‘albo d’oro’ che vede località di grande prestigio come Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015, Mantova nel 2016, Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018 e Parma quest’anno, mentre l’anno scorso non venne assegnato il titolo dato che Matera era già capitale europea della cultura.

Quest’anno la contesa vede ai nastri di partenza candidature molto diverse fra loro e sparse in quasi tutte le regioni dello Stivale. C’è l’Abruzzo con L’Aquila, la Basilicata con Venosa, la Calabria con Tropea, la Campania con Capaccio Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida, Teggiano, l’Emilia Romagna con Ferrara, Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, il Friuli Venezia Giulia con Pordenone, il Lazio con Arpino, Cerveteri, la Liguria con Genova, la Lombardia con Vigevano, le Marche con Ancona, Ascoli Piceno, Fano, il Piemonte con Verbania, la Puglia con Bari, Barletta, Molfetta, San Severo, Taranto, Trani, Unione Comuni Grecia Salentina, la Toscana con Arezzo, Livorno, Pisa, Volterra, la Sardegna con Carbonia, San Sperate; Sicilia: Catania, Modica, Palma di Montechiaro, Scicli, Trapani, il Veneto con Belluno, Feltre, Pieve di Soligo, Verona.

Fontana Fraterna Isernia

Ma cosa serve per vincere? Ogni candidata è invitata a mandare un Dossier al Ministero per i Beni culturali con il quale illustrare proposte di eventi e iniziative che possano far cresce l’offerta culturale del luogo, trainando al tempo stesso il turismo. Il titolo di Capitale italiana della Cultura è stato istituito nel 2014 e con le finalità di sostenere, incoraggiare e valorizzare la capacità di progettare e attuare, da parte delle località, azioni per aumentarne il valore culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita e lo sviluppo economico.

Prima che all’ente pubblico, sono quindi i privati a essere chiamati a fare una parte fondamentale. Intanto il Comune di Isernia ha pubblicato sul proprio sito internet l’Avviso Pubblico per la composizione del Dossier di candidatura. I destinatari sono “le persone fisiche non svolgenti attività d’impresa o professionale che abbiano compiuto la maggiore età; gli operatori economici (imprese individuali, società di persone, società di capitali, consorzi, liberi professionisti singoli o associati); le associazioni e le fondazioni; altri enti del terzo settore. Le proposte progettuali devono essere presentate entro le ore 12 del prossimo 10 febbraio”.

Museo Paleolitico di Isernia

In base alle proposte verrà stilato il Dossier da presentare entro il prossimo 2 marzo. “Le proposte progettuali saranno esaminate e valutate da una Commissione tecnica composta da esperti del settore – si legge in una nota del Comune pentro -, nominati con atto del Sindaco e, in sede diversa, da un “Tavolo di partecipazione” convocato attraverso pubblico avviso, aperto informalmente a tutti gli interessati. Su ciascuna proposta progettuale si raccoglieranno, pertanto, due voti, in termini di idoneità/inidoneità del progetto presentato, uno espresso dalla Commissione tecnica e uno dal Tavolo. I progetti ritenuti idonei saranno considerati ai fini dell’inclusione nel Dossier di candidatura”.

In seguito una giuria di esperti sarà chiamata a vagliare le richieste, quindi entro fine aprile ci sarà un’importante scrematura che restringerà il campo a dieci progetti. Il 10 giugno verranno completate le audizioni dei finalisti e al tempo stesso arriverà il verdetto con la proclamazione della città vincitrice con ratifica del Consiglio dei Ministri tramite apposita delibera.

Teatro sannitico, pietrabbondante

Da molisani è doveroso sostenere la candidatura isernina, sebbene non si possano nascondere le difficoltà oggettive per la città che può fregiarsi del Museo del Paleolitico. Detto delle agguerrite rivali, basta dare un’occhiata alle classifiche di recente pubblicate dal Sole24Ore sulla qualità della vita. Bene, secondo quelle statistiche, la provincia pentra ha perso posizioni negli anni, sprofondando a piazzamenti nelle retrovie. A proposito di Cultura e Tempo Libero, per rimanere nel tema, Isernia ha chiuso l’anno al 74esimo posto nazionale. La sfida per diventare Capitale italiana della Cultura va presa quindi come una leva con cui risalire la china.

Isernia candidata come Capitale italiana della Cultura 2021. Che ne pensi?

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