Qualità della vita, Molise nelle retrovie. E Isernia in 20 anni è passata da terza a 99esima
Per l’annuale classifica stilata dal Sole24Ore la provincia di Campobasso si attesta al 74esimo posto, risalendo di sei posizioni rispetto al 2018. Crolla invece la zona pentra, che nel 1998 era addirittura sul podio
Ancora una volta la classifica annuale del Sole24Ore sulla qualità della vita in Italia certifica il declino molisano. Se Campobasso può giusto sorridere per aver lievemente risalito la china fino al 74esimo posto, Isernia sprofonda al 99esimo, mettendosi dietro appena 8 province italiane. E confrontandola con un passato che l’ha vista addirittura sul podio, si capisce come per la provincia pentra non siano certo tempi di vacche grasse.
Il dato generale premia ancora una volta Milano che si conferma, a distanza di un anno dall’affermazione del 2018, prima provincia in Italia secondo la rilevazione che quest’anno ha ampliato notevolmente gli indicatori che portano alle sei macro aree di cui è composto il coefficiente. Da 42 che erano a 90 attuali, raggruppati in Ricchezza e Consumi, Ambiente e Servizi, Giustizia e Sicurezza, Affari e Lavoro, Demografia e Società, Cultura e Tempo libero.
Da qui il computo totale che vede il capoluogo lombardo a quota 587,6, giusto davanti a Bolzano e Trento. Ancora una volta è doloroso constatare l’assenza totale del Meridione nella prima metà della classifica. Ultima è Caltanissetta, appena davanti a Crotone e Foggia.
Bisogna quindi scendere parecchio per trovare anche le nostre due province. Campobasso è 74esima. Nello specifico è 58esima per Ricchezza e Consumi, 71esima in Ambiente e Servizi, 32esima per Giustizia e Sicurezza, 75esima per Affari e Lavoro, 87esima in Demografia e Società, 85esima per Cultura e Tempo libero. L’anno scorso era andata peggio, visto che il Sole24Ore la posizionava all’80esimo posto.
Negli anni il capoluogo molisano si è dimostrato molto oscillante in quanto a piazzamenti, frutto sia del caso (come i delitti commessi), sia del cambio di indicatori da cui trarre una graduatoria sulla qualità della vita.
Basti pensare che all’inizio della rilevazione, cioè nel 1990, veniva preso in esame il numero di abbonati alla Sip, la compagnia pubblica del telefono fisso. Per dire come è cambiato il mondo in questi trent’anni, ancor prima che la graduatoria del quotidiano finanziario. All’epoca Campobasso era considerata una delle province più sicure d’Italia, tanto da attestarsi in questa specifica classifica al secondo posto. Adesso nemmeno più quella è una certezza.
Nella classifica generale, e questo è un dato che parla da solo, trent’anni fa il capoluogo molisano era 33esimo, lo stesso fatto registrare dieci anni fa e che resta miglior piazzamento assoluto. L’impressione è che la provincia non si sia adeguata ai tempi che cambiano.
Per quanto riguarda Isernia si può invece osservare un netto declino che coincide più o meno con l’inizio del nuovo Millennio. Nel 1990 la provincia pentra si piazzava 20esima, ma nel 1998 era addirittura terza nella classifica generale e ottava l’anno successivo.
Poi, col cambiamento degli indicatori e col peggioramento evidente di molti servizi, ha iniziato a scendere repentinamente. Nel giro di cinque anni ha perso 62 posizioni, passando da ottava a 70esima. Nell’ultimo decennio un declino meno rapido ma al tempo stesso evidente. Già 86esima nel 2009, 88esima nel 2014, di nuovo 86esima l’anno scorso. Quest’anno è addirittura 99esima.
Isernia va malissimo alla voce Ricchezza e Consumi, dove è 99esima. Stessa posizione per Affari e Lavoro. Due dati che certificano come la scarsa qualità della vita a Isernia e dintorni sia dovuta soprattutto a stipendi bassi e scarsa disponibilità economica. In Ambiente e Servizi però non va meglio, visto l’86esimo posto. Leggermente meglio per Giustizia e Sicurezza dove è 46esima per lo scarso numero percentuale di reati. È però 81esima in Demografia e Società e 74esima per Cultura e Tempo libero, uniche due macro aree dove fa meglio di Campobasso.

