Anziano mette in vendita la macchina su internet e cade nella rete di due truffatori, scoperti e denunciati

Due uomini abruzzesi di 38 e 48 anni con un raggiro studiato a tavolino erano riusciti ad ottenere la caparra di 250 euro che invece loro dovevano al venditore. I carabinieri dopo una delicata indagine li hanno individuati e deferiti all'autorità giudiziaria

Una delicata ed articolata, indagine dei carabinieri di Cercemaggiore, ha portato alla denuncia di due persone, ritenute responsabili in concorso tra loro di truffa on line, in danno di un’anziana vittima del piccolo comune montano.

Era luglio scorso, quando un anziano residente a Cercemaggiore, decide di mettere in vendita il proprio veicolo privato e per farlo si affida alla piattaforma web, utilizzando uno dei siti on line più utilizzati e quindi con maggiore visibilità e probabilità di vendita.

Dopo qualche giorno dall’inserzione, arriva il primo contatto da un’utenza che l’anziano non conosce e il cui interlocutore, con fare gentile, gli chiede informazioni sull’autovettura in vendita.

Le prime domande lasciano presagire un reale interesse per il mezzo, atteso che l’ipotetico acquirente era interessato al chilometraggio, all’ultima revisione effettuata e all’anno di fabbrica del treno di gomme che erano montate sul veicolo.

È quando si giunge alla modalità di pagamento e possibilità di visionare il veicolo dal vivo che sorgono i primi intoppi. Il venditore infatti, al fine di preservare la compravendita chiede la corresponsione di una  caparra, che l’interlocutore non nega e concordano la somma di 250 euro.

L’interlocutore, evidentemente avvezzo a tali attività delittuose, riesce a carpire dall’uomo che non è in possesso di un libretto postale, né tanto meno accetta la possibilità di un bonifico on-line, ma l’anziano riferisce all’anonimo uomo, che è titolare di una carta Poste-Pay.

In quel preciso momento, scatta la truffa, infatti il malvivente chiede all’uomo la cortesia di poter effettuare il versamento della “caparra” pattuita proprio sulla Poste-Pay e invita l’anziano a recarsi ad uno sportello Postamat per verificare se effettivamente avesse ricevuto la somma.

Una volta allo sportello dell’Ufficio Postale, l’anziano viene contattato di nuovo e riceve telefonicamente delle indicazioni per la procedura da eseguire, mediante la quale, però, è lui ad effettuare una ricarica dell’importo di 250 euro al suo interlocutore che una volta sinceratosi dell’accredito svanisce nel nulla.

Gli accertamenti dei carabinieri, hanno permesso di individuare un 38enne ed un 48enne abruzzesi, che in concorso tra loro (chi intestatario dell’utenza telefonica, chi della carta Poste-Pay fraudolentemente ricaricata), con artifizi e raggiri avevano indotto l’ignaro “venditore” a elargire la somma. Per entrambi è scattata la denuncia per truffa.