Pd-5 Stelle, nemici per la pelle. Il nuovo Governo convince sia Fanelli che Greco. “Mattarella? Un grande”. “Salvini? Sconfitto”

Dal Consiglio regionale uno sguardo su Roma: l'opinione dei capogruppo Micaela Fanelli (PD) e Andrea Greco (M5S) sul Conte bis in questa intervista doppia rilasciata a Primonumero.

Il Conte bis inizierà fra poche ore: domani mattina (5 settembre) ci sarà il giuramento della nuova squadra di governo composta da 21 ministri (dieci del Movimento 5 Stelle, nove del Pd più un tecnico). Come si sta vivendo questa fase in e qual è il giudizio dei esponenti democratici e pentastellati?

Per capirlo abbiamo rivolto dieci domande al capogruppo del Pd in Consiglio regionale Micaela Fanelli (che da Roma dichiara “sono felice”) e ad Andrea Greco del Movimento 5 Stelle.

1. Da uno a dieci, quanto la soddisfa l’accordo Pd-M5S?

Fanelli: “Sette”.

Greco: “(ride) Era l’unica strada percorribile. Non è sintetizzabile in un numero, mi aspetto che si portino avanti quei temi sui quali si era iniziato a ragionare durante lo scorso Governo e che per molti aspetti erano validi. Darei un 8 al Movimento: ha dato grande prova di maturità”.

2. Chi ha vinto dopo questo accordo?

Fanelli: “Spero che vincano gli italiani, i molisani e quelli che credono nella buona amministrazione dalla parte degli ultimi e per il riequilibrio delle diseguaglianze”.

Greco: “Mi auguro che abbiano vinto i cittadini, non si può dire che abbia vinto il Movimento o il Partito democratico. Ha vinto la ragion di Stato, non si poteva lasciare il Paese nel guado nel momento in cui bisognava mettere mano alla Legge di Bilancio e portare avanti quello che si era iniziato. Mi auguro che vincano i cittadini, sono stanco di vedere vincere la politica”.

3. Invece chi ha perso?

Fanelli: “Io penso che abbia perso la tracotanza, la supponenza, il delirio di onnipotenza, quello che ti fa perdere di vista la normalità, l’umiltà”.

Greco: “Il grande sconfitto è Matteo Salvini che ora avrà un ruolo scomodo nell’opposizione perchè è lui che ha fatto cadere il Governo e dunque per lui sarà difficile criticare l’operato del Governo stesso. Di Maio ieri ha detto una cosa sacrosanta: “Noi faremo bene e sbaglieremo perchè in natura si fa bene e si sbaglia, ma certo non potrà parlare chi al Governo con noi ci stava e poi ha deciso di togliere la fiducia al Governo Conte”. Io la penso esattamente così. Ma se non si portano avanti quei temi come il taglio delle poltrone saranno sconfitti i cittadini”.

4. Chi è Rousseau?

Fanelli: “Io mi auguro che sia uno strumento trasparente e partecipato, che possa migliorare la partecipazione democratica e non diventi un surrogato della democrazia rappresentativa che per me è il faro in una democrazia costituzionale. Mi auguro che abbia rispecchiato le reali volontà degli iscritti alla piattaforma. Noi abbiamo il nostro metodo: la direzione, le primarie, la partecipazione diretta, i 3 milioni che vengono a votare quando noi ci candidiamo, le riunioni in via Ferrari. Non canto alla vittoria ora che ha vinto l’accordo con Pd così come non direi cose negative nel caso in cui non mi avesse soddisfatto il risultato. Per me comunque prevalgono la Costituzione, il metodo della rappresentanza in Parlamento e della libertà del mandato di chi siede in Parlamento. Poi ognuno ha le sue regole e io le rispetto”.

Greco: “Rosseau è un filologo che non vedeva muri tra lo Stato e i cittadini. Da qui il sogno di Casaleggio che si è trasformato in una piattaforma informatica che è il nostro modo di scegliere, il nostro modello di confronto che utilizziamo ogni qualvolta sia necessario decidere su qualcosa che, come in questo caso, determina la vita stessa del Movimento 5 Stelle. Io da iscritto prima che da portavoce mi sento fortunato di poter dire la mia per una consultazione del genere. Questo esperimento di democrazia diretta, che ha numeri che sono pochi nell’ambito relativo ma superiori rispetto a qualsiasi votazione negli altri partiti, è stato osservato da tutto il mondo e da tutte le testate giornalistiche. Già questo vuol dire aver realizzato il sogno di Casaleggio”.

5. Luciana Lamorgese al posto di Matteo Salvini. Che ne pensa?

Fanelli: “Io credo che Salvini sia stato il peggior ministro degli Interni di tutti i tempi. Innanzitutto perchè non ha fatto il ministro, ma propaganda elettorale. Secondo perchè l’ha fatto in base ad un modello che è l’esatto opposto di quello che dovrebbe seguire qualsiasi rappresentante delle istituzioni: creare concordia, mettere al primo posto l’unità del Paese. Vederlo al Cala Sveva, con l’omaggio del mio presidente di Regione (io non sarei mai andata alla corte di Salvini, men che mai in quel momento e in quel modo), è stato uno dei livelli più bassi raggiunti dalla politica. Dunque abbiamo sostituito un ministro che non aveva svolto il suo lavoro e aveva diviso il Paese, vilipeso le istituzioni con un ministro tecnico, di alto profilo e che mi auguro faccia bene il suo lavoro. Il Pd inoltre ha chiesto una correzione di quelle che erano le decisioni del precedente governo sul tema dei migranti: credo che solidarietà, umanità, accoglienza, lavoro, sicurezza vengano insieme e che si possa trovare il modo di non far morire dei bambini e accogliere dei malati secondo le norme del diritto della navigazione del mare internazionale trattando con l’Europa un piano serio e avendo un rapporto con l’Europa alla pari, dentro l’Europa. Dunque, finalmente avremo un ministro che fa il ministro, che lavorerà per la sicurezza e l’integrazione con serietà. Poi è una donna. Dunque, ben venga una rappresentanza femminile agli Interni, che è stata sempre vista una casella ad appannaggio maschile”.

Greco: “E’ un tecnico, non la conosco. So che arriva dal mondo delle Prefetture, sono sicuro che svolgerà al meglio il proprio lavoro. Non si poteva continuare a condurre in maniera disumana il Ministero dell’Interno ed è positivo perchè è in combinazione con il Ministero degli Esteri che guiderà Luigi Di Maio”.

6. Luigi Di Maio si sarebbe dovuto fare da parte?

Fanelli: “Non valuto e non giudico le organizzazioni della rappresentanza altrui, ma non ha carichi pendenti nè ci sono motivi per cui una forza politica debba giudicare quello che deve fare un’altra componente politica. Certo, in una fase è sembrato che giocasse troppo per il raggiungimento di un obiettivo individuale. Nel momento in cui ha lavorato più collegialmente, credo che abbia lavorato bene. Pure lui come Salvini ha avuto qualche sbandamento. Per fortuna il corpo del Movimento 5 Stelle ha mantenuto una rotta che mi auguro sia la migliore per il Paese. E alla fine ho visto pure Di Maio soddisfatto della decisione della piattaforma perchè in qualche modo l’indirizzo parlamentare rappresentativo e quello della base del partito si ricompongono e dunque anche la guida politica non ha avuto un problema di schizofrenia. Oggi ha un ruolo in uno dei Ministeri di prima fascia nel governo”.

Greco: “Io gli avrei dato il premierato. Luigi (Di Maio, ndr) per me rappresenta l’incarnazione di quello che deve essere una figura politica, è sempre a disposizione, si può sempre contare su di lui. Su questo progetto ha messo e continuerà a metterci anima e cuore. Per me lui doveva continuare ad essere vice premier. Anzi, per me è il mio premier. A Luigi sono legato, per me rappresenta quella parte sana dell’Italia, ad averne più persone così”.

7. Chi le è piaciuto di più in questa fase: Zingaretti o Renzi?

Fanelli: “Io credo che il Pd abbia giocato bene perchè ha giocato di squadra. E se continuerà così potremo solo crescere. Non solo loro, c’è stato un ottimo lavoro di ricucitura e generosità”.

Greco: “Nessuno dei due. Mi è piaciuto Di Maio: se non era per lui l’accordo non si riusciva a chiudere, il Pd si era arroccato sulle sue posizioni, ha iniziato ad avanzare delle pretese nonostante non avesse i nostri numeri in Parlamento e dimostrando un atteggiamento miope. Secondo me nessuno dei due è stato lungimirante. Io avrei riconosciuto fin da subito la maggiore forza del Movimento com’era logico fare, dal punto di vista democratico”.

8. Mi dica tre aggettivi per Giuseppe Conte. 

Fanelli: “Mi piacerebbe che lui valorizzasse l’approccio europeista, l’approccio meridione e istituzionale”.

Greco: “Pragmatico, affidabile, esperto”.

9. Come definirebbe il presidente della Repubblica Sergio Mattarella?

Fanelli: “Un grande”.

Greco: “Realmente equidistante e sereno nella gestione di questa crisi”.

10. Il primo provvedimento che dovrebbe fare il Governo?

Fanelli: “Bloccare il regionalismo differenziato e ripartire con un grande piano per il lavoro e per il Sud, dalla parte dei territori che hanno più bisogno di aiuto e rilanciando la strategia per le aree interne, dando attenzione ai territori che hanno meno voce e che oggi rischiano, in una politica romanocentrica, di essere un po’ obnubilati. Questo significa che il Molise troverebbe una sua rappresentanza sui temi e sui programmi. Io ne ho tracciato alcuni urgenti: riprendere la questione dei decreti per il lavoro, per gli ammortizzatori a partire dall’Ittierre; il Cis (che mi auguro possa essere in parte cambiato per essere utilizzato per l’infrastruttura di cui il Molise ha più bisogno, la Bifernina). Riprendere dunque accanto ai temi nazionali (il riequilibrio Nord-Sud, il lavoro, i giovani e il Sud) quelli locali. Poi c’è la Legge di stabilità da varare con equilibrio”.

Greco: “Tagliare 345 poltrone, portare a termine la riforma per rendere più efficiente la macchina democratica del nostro Paese, per risparmiare mezzo miliardo l’anno che possiamo utilizzare per fare tante altre cose che servono all’Italia”.