Il pasticcio dell’educazione civica a scuola lo pagano i genitori: testi già acquistati

Molte famiglie che in questi giorni sono alle prese con i volumi da ritirare per l'inizio del nuovo anno scolastico, si sono trovate a fare i conti con i libri sulla materia che è poi stata abolita dal nuovo governo. Alcuni genitori hanno "sospeso" l'acquisto, molti li hanno già comprati e divampa la protesta

Il primo giorno di scuola è alle porte e le librerie pullulano di genitori alle prese con il ritiro dei libri ordinati per tempo.

E, sorpresa, in molti elenchi di alcuni istituti scolastici figura anche il testo di educazione civica che però non sarà più – come annunciato – nuova materia scolastica da settembre 2019 così come aveva promesso dall’ex Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti.

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, infatti, a cui aspettava dare l’ultimo parere sull’introduzione dell’educazione civica in tutto il percorso scolastico – dalle elementari fino alle scuole superiori – ha detto di “no” alla proposta. Decisione che non è piaciuta al nuovo vertice del Miur, Lorenzo Fioramonti, che ha ribadito che lavorerà affinché il rinvio dell’educazione civica a scuola sia solo temporaneo.

Temporaneo o no sta di fatto che molti genitori rispetto a quel testo cui si sono trovati davanti hanno posto la domanda “Che faccio? Lo prendo?”. Alcuni hanno scelto di acquistarlo ugualmente, altri hanno “sospeso” l’acquisto, altri ancora sperano in direttive più precise non appena i ragazzi torneranno sui banchi di scuola.

Sta di fatto che per chi l’ha acquistato, per le più ovvie e legittime ragioni, oggi tira conclusioni affatto sbagliate in merito ad un’organizzazione – che nello specifico riguarda l’istruzione scolastica – ritenuta assai opinabile e che ancora una volta finisce con il pesare sulle tasche del cittadino. Il cui esborso, moltiplicato per migliaia di italiani che magari ignari dell’ultima decisione adottata dal Cspi hanno acquistato inconsapevolmente tutti i testi ordinati perché certi del loro utilizzo, hanno garantito un’entrata rilevante nelle casse dello stato (per quanto di competenza) e un’uscita (che poteva attendere) dalle proprie tasche di cui al momento potevano al momento fare a meno scegliendo di comprare qualche quaderno, album, cancelleria, righe, squadre e pennelli in più piuttosto che un volume destinato  – almeno per la parte scolastica – a rimanere nel cassetto.

“Il mio libro costa soltanto 12 euro – dice infatti una signora che alla fine in una libreria del capoluogo ha deciso di comprarlo – e non sono certamente le 12 euro che sto qui a lamentare ma credo di non essere l’unica ad aver fatto la scelta di prenderlo e dunque non si tratta più di soli dodici euro. Eppoi diventa una questione di principio e di rispetto nei confronti dei cittadini che per mandare i propri figli a scuola, mi creda – continua – devono fare i salti mortali perché ogni anno ci sono nuovi libri da prendere, finanche la Divina Commedia che pur essendo sempre la stessa da quando andavo a scuola io va comprata nelle edizioni rinnovate. Ogni mese c’è materiale didattico da comprare e chi governa non si rende conto che quel diritto allo studio di cui tanti si riempiono la bocca è scritto solo sulla carta, quella che avrebbero dovuto insegnare ai nostri ragazzi ma sarebbe il caso imparassero prima loro”.

“Io per duecento euro in più rispetto al limite Isee , pensi, non ho il diritto al rimborso sui testi ma duecento euro non fanno di me una benestante né una che può permettersi grandi cose se non di pagare tasse, bollette, affitto e commissioni. Poi ci mettono pure i testi che non servono perché un bel giorno, alla vigilia del nuovo anno scolastico, si ricordano che bisogna ancora organizzare gli insegnanti, ma su via… questo Paese è una barzelletta”.

I titolari delle librerie in imbarazzo rispetto alle richieste di chiarimento da parte degli utenti, consigliano di “sospendere” per ora l’acquisto. Per chi invece ha già provveduto , non resta che aspettare. Magari quei volumi (nuove edizioni a parte) potrebbero tornare utili il prossimo anno.